
Malaria

La malaria è una malattia infettiva causata da un protozoo, parassita del genere Plasmodium, che si trasmette all'uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles. Le zanzare infette sono dette "vettori della malaria" e pungono principalmente tra il tramonto e l'alba. E’ una malattia presente principalmente nei paesi tropicali. È prevenibile e curabile.
L’infezione non si trasmette da persona a persona. Occasionalmente, la trasmissione può avvenire per trasfusione di sangue, trapianto di organi, condivisione di aghi o verticalmente dalla madre al feto.
I neonati, i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da HIV o AIDS sono a maggior rischio di infezione grave. La malaria rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica mondiale.
Nel 2023, a livello globale, si sono verificati circa 263 milioni di casi di malaria e 597.000 decessi in 83 Paesi.
In Italia è scomparsa a partire dagli anni '50 e i casi di malattia che si verificano, comunque, ogni anno nel nostro Paese sono legati principalmente a persone che hanno soggiornato in Paesi interessati dalla malaria e al trasporto involontario di zanzare infette da aree endemiche.
Esistono cinque specie di parassiti che causano la malaria negli esseri umani e 2 di queste specie – P. falciparum e P. vivax – rappresentano la minaccia maggiore. P. falciparum è il parassita della malaria più mortale e il più diffuso nel continente africano. P. vivax è il parassita della malaria dominante nella maggior parte dei paesi al di fuori dell'Africa sub-sahariana. Le altre specie di malaria che possono infettare l'uomo sono P. malariae, P. ovale e P. knowlesi.
Nelle zone endemiche non sono rare infezioni "miste", con contemporanea presenza di plasmodi di tipi diversi. Si sono anche verificati casi di malaria umana dovuti al Plasmodium knowlesi, una specie che causa la malaria nei primati non umani ed è localizzata in alcune aree forestali del Sud-Est asiatico.
La trasmissione richiede un ospite intermedio, la zanzara anofele, che si trova in tutto il mondo. Dopo l'esposizione (una puntura di zanzara infetta) il periodo di incubazione varia nella maggior parte dei casi da una a quattro settimane. A seconda della specie di Plasmodium coinvolta sono possibili periodi di incubazione molto più lunghi. La malaria non si diffonde da persona a persona.
L'intensità della trasmissione dipende da fattori connessi con il parassita, con il vettore, con l'ospite umano e con l'ambiente.
Circa la metà della popolazione mondiale è a rischio di malaria.
Specifici gruppi di popolazione a rischio includono:
- bambini piccoli che vivono in aree a trasmissione stabile e non hanno ancora sviluppato l'immunità protettiva nei confronti delle forme più gravi della malattia
- donne incinte non immuni, in quanto la malaria provoca un'alta percentuale di aborti e può portare alla morte materna
- donne in gravidanza parzialmente immuni, in aree ad elevata trasmissione. La malaria può avere come conseguenze aborti e basso peso alla nascita, soprattutto se si tratta della prima o seconda gravidanza
- donne incinte parzialmente immuni affette dall'AIDS in aree a trasmissione stabile, per tutto il corso della gravidanza. Le donne che presentano un'infezione da malaria localizzata nella placenta hanno anche un rischio maggiore di trasmettere al neonato l'infezione da HIV
- persone affette da HIV/AIDS
- viaggiatori internazionali in provenienza da aree non endemiche a causa dell'assenza di immunità
- immigrati provenienti da aree endemiche e i loro figli, che vivono in aree non endemiche e tornano nei Paesi d'origine in visita ad amici e parenti, sono similmente a rischio a causa del calo o assenza di immunità.
A causa dell’elevato numero di casi importati in Europa, la malaria è principalmente un problema di medicina dei viaggi. Tuttavia, il termine “malaria aeroportuale” viene talvolta segnalato in relazione al trasporto involontario di zanzare infette da aree endemiche.
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