Iniziative volte a prevenire e contrastare il fenomeno degli hikikomori, anche in relazione agli impegni assunti dal Governo nel 2023
Grazie, Presidente. Ringrazio gli onorevoli interroganti che permettono di fare il punto su un fenomeno che non possiamo più ignorare, ossia il ritiro sociale dei nostri giovani. Quasi due anni fa quest'Aula ha approvato una serie di mozioni sul fenomeno degli hikikomori, un impegno preciso per sensibilizzare, prevenire e contrastare questa forma estrema di isolamento giovanile. È giusto oggi che rendiamo conto di quello che stiamo facendo.
Partiamo da quello che abbiamo realizzato. Il Ministero della Salute non è rimasto fermo: nel corso degli anni abbiamo promosso e finanziato numerose attività di prevenzione del disagio giovanile, ma la pandemia ci ha costretto ad accelerare.
Nel 2022, con il programma CCM, abbiamo finanziato il progetto “Effetti dell'emergenza pandemica COVID-19 sui minori di età”, un progetto, concluso a maggio 2024, che ha dato risultati concreti. Questo lavoro ha prodotto dati affidabili. Abbiamo creato un sistema per monitorare tempestivamente gli accessi ai servizi neuropsichici e delle dipendenze tra i minori. Senza i numeri non si fa programmazione seria né regionale né nazionale, ma soprattutto abbiamo sviluppato strategie basate sulle evidenze per promuovere quella che chiamiamo “salute mentale positiva”. Bisogna prevenire il disagio, costruendo nei ragazzi anticorpi psicologici necessari.
La rete collaborativa funziona. Abbiamo consolidato la collaborazione tra istituzioni, professionisti, famiglie e - punto fondamentale - i ragazzi stessi. I risultati ci hanno permesso di attivare un sistema di sorveglianza interregionale che non si fermerà qui.
Strumenti pratici che abbiamo messo in campo: abbiamo sviluppato un modello di analisi dei flussi informativi per intercettare tempestivamente le problematiche di salute mentale dei giovani; abbiamo raccolto buone prassi creando kit formativi specifici per le scuole, perché la scuola resta il primo presidio di osservazione e di intervento; abbiamo tradotto e adattato il manuale Mental Health in Schools dell'Organizzazione mondiale della sanità, implementando materiali informativi sulla piattaforma dell'Istituto superiore di sanità; in accordo con la rete “Scuole che promuovono la salute”, abbiamo attivato percorsi formativi per docenti, referenti scolastici e peer educator perché spesso dietro il ritiro sociale c'è una difficoltà di integrazione che parte proprio dai banchi di scuola; nell'ambito del programma CCM 2024 abbiamo finanziato tre progetti specifici che vanno al cuore del problema: adolescenze e tentativo di suicidio, modelli organizzativi per la presa in carico precoce, prevenzione e intervento nei comportamenti autolesivi; abbiamo siglato protocolli d'intesa con l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, con UNICEF e il Ministero dell'Istruzione e del merito, perché la salute mentale dei giovani non può essere di competenza di un solo Ministero.
Il punto è questo. Il Ministero della Salute riserva sempre grande attenzione alla salute psicofisica di bambini e adolescenti, ma sappiamo che c'è ancora tanto da fare. Oggi possiamo dire di aver fatto passi concreti, ma il percorso è ancora lungo. Continueremo a investire in prevenzione, formazione e reti territoriali. Gli hikikomori sono solo la punta dell'iceberg di un disagio più ampio, perché poi ogni giovane che si chiude in casa è una sconfitta per tutti noi.
Camera dei deputati
Resoconto stenografico dell'Assemblea n. 499
Mercoledì 25 giugno 2025