Iniziative urgenti per potenziare la prevenzione oncologica, con particolare riferimento all'estensione delle fasce d'età e al superamento delle diseguaglianze territoriali in relazione allo screening mammografico
Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole interrogante per questo tema che mi sta particolarmente a cuore: prevenzione oncologica, in particolare lo screening mammografico. Voglio essere chiaro sin da subito: l'estensione dello screening mammografico alle fasce 45-49 e 70-74 anni è un obiettivo prioritario di questo Ministero che è stato messo nella proposta della prossima legge di bilancio. Partiamo, però, anche dai dati sulla spesa in prevenzione che avete citato: è vero che nel 2023 si è registrata una contrazione; quel dato fotografa la transizione post pandemia, quando molte risorse, mobilitate per l'emergenza, sono fisiologicamente rientrate.
Cito il Piano oncologico nazionale 2023-2027, che è uno strumento operativo con risorse dedicate: 10 milioni di euro per ciascun anno, dal 2023 al 2027, destinato al potenziamento delle strategie per prevenzione, diagnosi, cura e assistenza oncologica. Con il decreto dell'8 novembre 2023, abbiamo ripartito queste risorse alle regioni, che hanno individuato le loro priorità strategiche.
Veniamo, poi, al punto specifico: l'estensione dello screening mammografico. Le vostre proposte hanno contribuito al dibattito parlamentare: la mozione alla Camera del 17 settembre 2024, approvata all'unanimità, è stata un punto di svolta. Il confronto parlamentare funziona quando è costruttivo e questo è un esempio virtuoso. Ecco cosa abbiamo fatto concretamente con il decreto-legge n. 202 del 2024: abbiamo autorizzato risorse specifiche per il 2025 e per il 2026, per l'avvio di progetti pilota di rafforzamento ed estensione degli screening nelle fasce 45-50 e 70-74. Non stiamo perdendo tempo, vogliamo premiare chi fa e sosteniamo anche chi è in ritardo. Qui devo essere onesto su una reale criticità: l'analisi dei dati dell'Osservatorio nazionale screening, pubblicati nel 2024, mostra un'applicazione eterogenea a livello territoriale; alcune regioni virtuose hanno già esteso lo screening, altre non hanno ancora implementato l'estensione. Non possiamo, però, imporre dall'alto ciò che poi non sarebbe garantito nel concreto.
Le stesse raccomandazioni europee del 2022 parlano chiaro: estensione alle fasce 45-49 e 70-74 anni sulla base di valutazioni di costo-efficacia e della capacità organizzativa dei singoli sistemi sanitari. Vogliamo estendere lo screening in maniera corretta, non farlo in fretta. Prima di estendere le fasce, dobbiamo anche migliorare, però, l'adesione di quelle esistenti. Il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 ha posto, tra gli obiettivi centrali, il rafforzamento della prevenzione oncologica. Stiamo traducendo quegli obiettivi in azioni concrete, con un approccio pragmatico: partiamo dalle regioni con capacità organizzativa più adeguata, per implementare i progetti pilota, documentiamo le buone pratiche e sosteniamo le altre nell'adeguamento progressivo.
Il Ministero sta lavorando in stretto coordinamento con le strutture tecniche e con tutte le regioni per armonizzare l'offerta sul territorio nazionale. Diminuire le diseguaglianze e rafforzare la diagnosi precoce con risorse, decreti attuativi, meccanismi premiali e progetti concreti. L'obiettivo è lo stesso che avete indicato voi: garantire a tutte le donne, ovunque vivano, pari accesso ai programmi di diagnosi precoce che siano di qualità.
Camera dei deputati
Resoconto stenografico dell'Assemblea n. 544
Mercoledì 8 ottobre 2025