Iniziative di competenza per una corretta rilevazione dei tempi di attesa concernenti le prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale

    08 ottobre, 2025 - Camera dei deputati
    Question time n. 3-02232 Ministro Schillaci

    Presidente, onorevole Ricciardi, colleghi interroganti, il quesito mi permette di chiarire un aspetto fondamentale: per la prima volta, nella storia del nostro Servizio sanitario nazionale, affrontiamo il problema delle liste di attesa con approccio strutturale. Per decenni abbiamo avuto monitoraggi sporadici, rilevazioni ex post, fotografie parziali. Noi abbiamo scelto un'altra strada: comprendere il fenomeno nella sua complessità reale per poterlo governare davvero. Facciamo però un passo indietro: il Titolo V della Costituzione attribuisce alle regioni ampia autonomia nella gestione della salute, compresa l'organizzazione dei CUP e delle modalità di prenotazione.

    Questo significa che abbiamo 21 sistemi diversi, 21 modi diversi di raccogliere e trasmettere i dati. I dati a cui lei si riferisce sono quelli che riceviamo dalle regioni. Da molti mesi lavoriamo con Agenas per uniformare e sincronizzare questi sistemi. Abbiamo introdotto l'obbligo del CUP unificato. Alcune regioni virtuose, come Lazio e Basilicata, già trasmettono dati in tempo reale. È un processo complesso, che richiede investimenti tecnologici e cambiamenti organizzativi profondi.

    La Piattaforma è operativa e il monitoraggio ci sta permettendo di intervenire, nel rispetto delle autonomie regionali, in tutte le situazioni in cui rileviamo squilibri. Durante questo lavoro di monitoraggio abbiamo scoperto situazioni che definirei indegne: più di 100 ospedali pubblici in tutta Italia che, per disorganizzazione e mancato controllo, operano di fatto come strutture private. Stiamo intensificando i controlli e le ispezioni. A molti piacerebbe che andassimo in piazza a mettere alla gogna, magari, i dirigenti medici che abusano della libera professione, oppure vorrebbero che pubblicassimo rapporti allarmistici per agitare lo sdegno popolare. Non è questa la nostra scelta.

    Abbiamo deciso di evitare strumentalizzazioni che offuscherebbero le tante buone pratiche e le strutture che funzionano bene, i tantissimi medici che ogni giorno lavorano con dedizione per il bene dei cittadini. E sul tema della pubblicazione dei dati pubblicheremo tutto, ma solo quando i dati saranno sistematici, precisi e incontrovertibili. Ci sono regioni che hanno compreso come il fine del monitoraggio non sia fare classifiche, ma utilizzare le risorse economiche e umane in modo consapevole ed efficace.

    Arrivo a un punto importante: non siamo noi a voler nascondere i dati, sono le regioni stesse che ci hanno chiesto prudenza. Lo scorso 10 luglio la commissione salute della Conferenza Stato-regioni ci ha formalmente chiesto che la pubblicazione dei risultati sui tempi di attesa sia resa disponibile ai cittadini solo successivamente alla definitiva condivisione dei contenuti. Le liste di attesa sono un problema serio, che richiede soluzioni serie e non polemiche. Per questo sto incontrando personalmente i presidenti di regione e gli assessori alla salute, per confronti operativi sui problemi concreti.

    Il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2025-2027 è uno strumento di lavoro che ci permetterà finalmente di avere un quadro completo, di intervenire chirurgicamente sulle criticità, di premiare le eccellenze e correggere le inefficienze. I dati iniziano a darci ragione: l'ultimo monitoraggio ci dice che le performance sulla diagnostica sono aumentate mediamente del 13 per cento; ci sono oltre mille strutture su tutto il territorio nazionale che hanno aumentato le prestazioni di oltre il 20 per cento. Il nostro obiettivo è uno solo: abbattere le liste di attesa e i tempi di attesa per i nostri cittadini. E lo faremo con metodo, rigore e vera trasparenza, quella dei dati affidabili, non quella di polemiche sterili.

     

    Camera dei deputati
    Resoconto stenografico dell'Assemblea n. 544
    Mercoledì 8 ottobre 2025