Azioni per eradicare la peste suina africana

    09 gennaio, 2025 - Camera dei deputati
    Question time n. 3-01579 Ministro Schillaci

    Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti.

    Come già rappresentato nella precedente interrogazione, premetto che sin dall'inizio dell'epidemia di peste suina africana in Italia continentale il Ministero della salute ha profuso ogni impegno possibile per prevenire la diffusione dell'infezione e il suo impatto sul settore suinicolo. La gestione della PSA mirata all'eradicazione è un'operazione complessa che richiede misure sinergiche e coordinate. L'attenzione è stata sempre rivolta alla protezione del patrimonio suinicolo nazionale con l'implementazione di standard di biosicurezza, controlli sanitari e misure restrittive, senza trascurare la possibilità di deroghe per consentire le attività commerciali, nonostante le difficoltà. Devo precisare al riguardo che le restrizioni, sebbene impattino in maniera rilevante sulla filiera, sono proporzionali al rischio di un'ulteriore diffusione dell'infezione.

    Anche nella gestione delle popolazioni di cinghiali l'impegno è stato elevato, con misure di depopolamento e installazione di recinzioni e barriere naturali. Queste misure sono state rimodulate recentemente dal nuovo commissario con una road map concordata con la Commissione europea che include un complesso progetto di rafforzamento dei varchi autostradali in collaborazione con gli enti concessionari, strategie di controllo dei cinghiali, la regolamentazione delle attività venatorie e una maggiore sorveglianza negli allevamenti dei suini.

    In risposta all'evoluzione dell'epidemia nel settore domestico che ha colpito il Nord Italia (in 29 allevamenti tra luglio e settembre 2024), sono state adottate misure urgenti, incluse nelle ordinanze del commissario straordinario, che stabiliscono misure di eradicazione e sorveglianza a livello nazionale, con l'implementazione di misure di biosicurezza rafforzate negli stabilimenti ricadenti nelle zone di restrizione.

    In particolare, con l'ordinanza n. 5 del 2024 è stata introdotta la zona di controllo dell'espansione virale (CEV) per evitare che determinate attività, come un depopolamento disarmonico non mirato e non supervisionato adeguatamente, possano far movimentare cinghiali potenzialmente infetti e vanificare altre azioni.

    Devo ricordare che, a oggi, la malattia risulta ancora confinata tra questi limiti e si sta procedendo alla chiusura dei varchi esistenti sulle autostrade A1, Milano-Parma, e A15, Parma-La Spezia. In tale prospettiva, la strategia della zona CEV sta dando i risultati sperati.

    Infine, quando parliamo della realizzazione di soluzioni tecnologicamente avanzate, come richiesto giustamente nell'interrogazione, la prevenzione e la gestione della PSA prevedono investimenti in nuove tecnologie diagnostiche e la creazione di modelli predittivi. Faccio presente che i metodi oggi utilizzati sono in linea con gli standard richiesti dalle organizzazioni internazionali e la rete nazionale dei laboratori italiani degli istituti zooprofilattici ne garantisce la validità e l'efficacia. La messa a punto di specifici modelli matematici, anche con finalità predittive, è stata oggetto di apposita convenzione con il Centro di referenza nazionale per le pesti. Sistemi informativi nazionali sono costantemente aggiornati e consultati per prevenire e prevedere la diffusione della malattia.

    Per quanto riguarda, da ultimo, la vaccinazione, seppur attualmente non esista un vaccino efficace per la peste suina africana, in quanto il virus della PSA è particolarmente complesso, rappresento che sono comunque allo studio vari progetti, sia nazionali che internazionali, cui partecipa il Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e da asfivirus (Cerep) e con i quali si auspica di avere a breve risposte chiare anche su questa tematica.

     

    Senato della Repubblica 
    Resoconto stenografico dell'Assemblea seduta n. 260
    Giovedì 9 gennaio 2025