Radon: adottato il Piano Nazionale di Azione 2023-2032

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 gennaio 2024 è stato adottato il Piano Nazionale di Azione per il Radon 2023 – 2032, ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo n.101/2020 s.m.i..
Il piano, in conformità con le disposizioni normative nazionali e comunitarie, contiene gli obiettivi per affrontare i rischi a lungo termine dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni.
La direttiva 2013/59/Euratom è stata recepita in Italia con il decreto legislativo n.101 del 31 luglio 2020, successivamente modificato con il decreto legislativo correttivo e integrativo 25 novembre 2022 n. 203. Oltre a una revisione ed estensione delle disposizioni sulla protezione dal radon nei luoghi di lavoro il decreto contiene, per la prima volta, indicazioni sulla protezione dal radon nelle abitazioni. Il d.lgs.101/2020, infatti, definisce all’articolo 12 i livelli di riferimento per il radon in termini di concentrazione media di attività di radon in aria sia per i luoghi di lavoro sia per le abitazioni, distinguendo le abitazioni in:
- esistenti
- di nuova costruzione, cioè costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Il Piano Nazionale di Azione per il Radon: obiettivi, aree strategiche, azioni e attività
Il Piano, in conformità con le disposizioni normative nazionali e comunitarie contiene gli obiettivi per affrontare i rischi a lungo termine dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Esso descrive la linea d’azione nazionale e fornisce agli esperti e ai cittadini interessati informazioni sulla strategia italiana per ridurre l’esposizione della popolazione al radon.
Il Piano agisce su tre macro aree strategiche, declinate in azioni, a loro volta articolate in attività.
Le azioni indicate dal Piano mirano a ridurre il numero dei casi di tumore polmonare causati dall’esposizione al radon e ai suoi prodotti di decadimento. Per raggiungere questo obiettivo, devono essere individuati luoghi di lavoro e abitazioni con elevata concentrazione di radon e devono essere adottate misure per prevenire e ridurre la concentrazione di radon indoor.
L’articolo 11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101 stabilisce che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano individuino le zone, dette “aree prioritarie” in cui il livello di riferimento di 300 Bq/m3 è superato nel 15% di edifici e all’interno delle quali si definiscono le priorità d’intervento.
Il Piano fornisce elementi per l’individuazione delle aree uniformando strategie e metodologie per le campagne di misurazione sul territorio nazionale e fornendo una mappatura della radioattività naturale potenziale del territorio nazionale su base geologica.
Ricerca, sviluppo, educazione, formazione e informazione sono elementi fondamentali del Piano poiché la popolazione, che ricopre un ruolo fondamentale per la riduzione del radon nelle abitazioni, deve essere informata dei rischi dovuti all’esposizione al radon al fine di favorire le misurazioni volontarie e l’implementazione di interventi di risanamento, quando necessari.
La protezione dal radon deve essere considerata come una necessaria garanzia di qualità nel caso di nuovi progetti di costruzione, per questo sono stabilite regole sull’edilizia e sui materiali da costruzione per i nuovi edifici e per le abitazioni e i luoghi di lavoro esistenti.
L’allegato III del Decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101 contiene gli elementi che il Piano deve prendere in considerazione. Tra questi vi sono le problematiche di associazione della protezione dal radon ai corrispondenti programmi di intervento, inclusi quelli su:
- prevenzione del fumo
- risparmio energetico
- qualità dell’aria indoor.
Il Piano è aggiornato con una cadenza almeno decennale, fatta salva la possibilità di ridurre la durata sulla base delle valutazioni dell’Osservatorio Nazionale Radon.
Il successo del Piano sarà possibile grazie al contributo di tutte le amministrazioni ed enti tecnici coinvolti, centrali e territoriali, e al corretto e sinergico coinvolgimento della popolazione.
L’Osservatorio nazionale Radon
La realizzazione del Piano è monitorata dall’Osservatorio Nazionale Radon, organismo al quale partecipano le amministrazioni competenti in materia, e che verifica e restituisce i risultati delle iniziative assunte in attuazione del Piano stesso. Ha funzione di garante per i cittadini e per gli amministratori e assicura la diffusione delle informazioni concernenti lo stato di attuazione delle azioni del Piano.
Attraverso la promozione di esempi virtuosi e di situazioni territoriali di eccellenza l’Osservatorio cura l’avanzamento progressivo e uniforme delle misure programmate.
L’Osservatorio, inoltre, valuta la possibilità di una revisione dei criteri di individuazione delle aree prioritarie e dei livelli di riferimento, facendo delle proposte alle amministrazioni competenti.
Il successo del Piano sarà possibile grazie al contributo di tutte le amministrazioni ed enti tecnici coinvolti, centrali e territoriali, e al corretto e sinergico coinvolgimento della popolazione.
L’iter di approvazione del Piano
Ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101, il Piano nazionale d’azione per il radon deve essere adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sentito l’ISIN e l’Istituto superiore di sanità (ISS). Al fine di procedere alla redazione della proposta di Piano le due amministrazioni proponenti, Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero della Salute, hanno istituito apposito Gruppo di Lavoro Tecnico, composto dai rappresentanti delle istituzioni coinvolte nell’emanazione del DPCM.
Il Piano nazionale d’azione per il radon è stato adottato con DPCM 11 gennaio 2024.