Influenza aviaria: la situazione in Italia

    Data di pubblicazione 17/12/2025
    Aviaria

    L’Influenza aviaria continua a manifestarsi in diversi paesi europei ma anche nel resto del mondo.

    Il virus responsabile di focolai negli uccelli selvatici e negli allevamenti intensivi è sempre il sottotipo H5N1 da anni circolante a livello globale anche se in diverse forme genetiche causate dalle continue mutazioni a cui è soggetto. H5N1 dimostra inoltre, rispetto ad altri virus aviari, una notevole capacità di infettare mammiferi selvatici terrestri e acquatici ma anche domestici.

    Questo virus ha inoltre allargato il range di infettività nei confronti degli uccelli selvatici: i dati provenienti dalla sorveglianza attuata in Europa dimostrano che tra il 6 settembre e il 14 novembre 2025 sono state segnalate 1.443 rilevazioni di virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in 26 Paesi europei. Il 99% di queste è attribuibile a H5N1, un numero quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2024.

    Tale situazione determina un elevato livello di contaminazione ambientale del virus che rappresenta la causa principale di ingresso della malattia negli allevamenti intensivi.

    Tenuto conto che l’Influenza aviaria si ripresenta oramai con frequenza annuale, il Ministero della salute adotta ogni anno all’inizio della fase migratoria (inizi di settembre) misure preventive quali il divieto di allevamento all’aperto del pollame o chiusura di fiere e mercati. Si sta provvedendo inoltre a razionalizzare a fini preventivi le modalità di ripopolamento negli allevamenti delle specie più sensibili alla malattia, quali i tacchini, per ridurre il rischio di diffusione tra stabilimenti.

    Gli allevatori vengono inoltre richiamati ad adottare in maniera continuativa le misure di biosicurezza per evitare l’introduzione del virus dall’ambiente.

    L’Unità di Crisi Centrale del Ministero della salute riunitasi il 30 settembre e il 27 ottobre 2025 , a cui partecipano le Regioni coinvolte e il Centro di referenza nazionale per l’Influenza aviaria dell’IZS delle Venezie, ha convenuto di adottare e mantenere una ZUR (Zona di Ulteriore Restrizione) nelle province di Verona e Mantova in quanto zone ad elevata densità di allevamenti avicoli.

    Il Centro di referenza nazionale dell’Influenza aviaria (CRN IA) dell’IZS delle Venezie esegue inoltre delle prove di sequenziamento del virus con l’obbiettivo di verificare se vi sono delle mutazioni di carattere zoonotico. Tutti i virus identificati sul territorio italiano fin ora analizzati appartengono al nuovo subcluster del genotipo EA-2024-DI.2 (denominato EA-2024-DI.2.1) e raggruppano per tutti i geni con i virus identificati in Italia e in Europa da metà Settembre 2025. L’analisi genetica non ha rilevato per il momento nuove mutazioni correlate all’adattamento al mammifero.

    Per approfondimenti e dati aggiornati consulta Centro di referenza nazionale per l’Influenza aviaria dell’IZS delle Venezie