Centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti, decreto attuativo 24 aprile 2024

    Data di aggiornamento 14/06/2024
    Centro di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi

    Il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2024, inviato per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, stabilisce le modalità e i tempi di presentazione della candidatura delle strutture universitarie, delle aziende ospedaliere di alta specialità e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) da utilizzare quali centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti per le finalità della legge 10 febbraio 2020, n. 10.

    Per l’anno 2024, i centri in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Direttore generale della prevenzione sanitaria 31 maggio 2021, nonché del personale qualificato, che intendano presentare una nuova candidatura possono inviare la documentazione attestante il possesso dei requisiti summenzionati, entro il 31 luglio 2024, all’indirizzo pec dgprev@postacert.sanita.it.

    A decorrere dall’anno 2025, le nuove candidature potranno essere presentate dal 1° al 30 aprile di ciascun anno.

    Elenco dei centri riconosciuti:

    1. I.R.C.C.S. Multimedica
    2. Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
    3. Università degli studi di Padova
    4. Università degli studi di Brescia
    5. I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato
    6. I.R.C.C.S. Istituto neurologico mediterraneo Neuromed
    7. Azienda ospedaliero universitaria di Sassari
    8. Centro Servizi per la ricerca e formazione avanzata su cadavere e di identificazione forense -TANATOCENTRUM c/o Università degli Studi di Firenze
    9. Centro Azienda USL Toscana Nord Ovest – struttura UOC Medicina Legale di Lucca c/o Azienda USL Toscana Nord Ovest (Lucca)
    10. U.O.S. Coordinamento delle attività di settorato c/o Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma).

    Il Ministero della salute, al fine di verificare la permanenza dei requisiti, effettua con cadenza almeno biennale, verifiche ispettive presso le strutture già riconosciute, e si riserva di adottare i necessari provvedimenti anche di sospensione dell’idoneità del centro, qualora dalle risultanze delle attività ispettive dovessero emergere difformità rispetto a quanto dichiarato in sede di candidatura o in caso di perdita dei requisiti.