
Al 1 gennaio 2009 si stima che la popolazione residente in Italia superi il traguardo storico dei 60 milioni. Si tratta, tuttavia, di una popolazione sempre più vecchia: gli individui con più di 64 anni hanno raggiunto il 20,1%.
Nel 2008, la differenza fra il numero di nuovi nati e il numero di decessi ha registrato un saldo negativo al Nord e al Centro (-0,4 e -0,5 ogni mille abitanti, rispettivamente), compensati dai saldi positivi del Sud (+0,7 per mille) e della componente migratoria (+7,3 per mille). Il processo di invecchiamento investe tutte le Regioni d‘Italia, ma più quelle settentrionali e centrali: la speranza di vita alla nascita è migliorata e, nel 2006, ha raggiunto i 78,4 anni per gli uomini e gli 84 anni per le donne.
Sono questi i primi dati evidenziati nella Relazione 2007-2008 sullo stato sanitario del Paese, presentata il 10 dicembre 2009 dal ministero della Salute.
Percezione dello stato di salute e stili di vita
Circa il 61% della popolazione italiana si considera in buona salute, mentre il 6,7% dà una valutazione negativa delle proprie condizioni di salute. L‘aspettativa di vita in Italia ha mostrato negli ultimi anni un sensibile miglioramento (con un divario tra uomini e donne pari quasi a 6 anni) e gli italiani si sentono piuttosto in buona salute, anche se più di 1 su 10 è costretto a convivere con almeno una patologia cronica.
Con una propensione a sentirsi male in genere più alta nelle donne, e che aumenta con l'avanzare dell'età.In base ai dati del 2005 si evidenzia che degli 83,7 anni mediamente vissuti da una donna, solo 51,6 sono vissuti in buona salute mentre per un uomo dei 78,1 anni vissuti in media 54,5 sono vissuti in buona salute. Ma sono sempre di più, anche in seguito all'allungamento della vita, i cittadini a dover convivere con patologie croniche di vario genere.
L'esistenza di una relazione tra attività fisica, stato nutrizionale, stato di salute e alcune malattie cronico-degenerative è riconosciuta da sempre: la pratica dell‘attività fisica tende a essere associata ad altri tipi di comportamenti salutari come il mangiare sano e il non fumare e può essere adottata per indurre ulteriori cambiamenti nello stile di vita. Nel nostro Paese, il 40,2% della popolazione di età uguale o superiore ai 3 anni dichiara di non praticare né attività sportiva, né attività fisica nel tempo libero; la sedentarietà è più frequente tra le donne (45%, contro il 35,3% degli uomini), mentre lo sport sembra essere un‘attività prettamente giovanile e maschile.
Salute materno-infantile
Nel nostro Paese l‘età media della donna alla nascita del primo figlio è cresciuta fino ad arrivare ai 30 anni, mentre la mortalità infantile negli ultimi 15 anni è in netta diminuzione e, dal 2001 al 2006, ha registrato un calo del 19% nei maschi e del 31% nelle femmine. Si conferma il ricorso eccessivo al parto per via chirurgica: l‘incidenza dei tagli cesarei è cresciuto progressivamente e allo stato attuale l‘Italia è ai primi posti in Europa con un tasso di tagli cesarei pari al 38,2%. Le cause di mortalità infantile più frequenti sono le condizioni morbose di origine perinatale, traumatismi ed avvelenamenti, le malformazioni congenite e i tumori. Le patologie che si presentano più frequentemente per la fascia di età 0-14 anni sono le malattie allergiche (9,6%), seguite dall‘asma bronchiale (2,9%) e dalla cefalea ed emicrania ricorrente (0,9%).
Le prime tre cause di morte
Nei giovani adulti (15-44 anni) i decessi sono imputabili soprattutto agli eventi traumatici (come gli incidenti o le violenza) e ai tumori, sia per gli uomini che per le donne. Per le persone di mezza età (45-64 anni) la causa prevalente è costituita dai tumori, in particolare il tumore del polmone fra gli uomini e il tumore del seno fra le donne, seguita dalle malattie del sistema circolatorio. Fra gli anziani (65-84 anni), per gli uomini sono i tumori, seguiti dalle malattie circolatorie, mentre fra le donne prevalgono le morti causate da malattie del sistema circolatorio e i tumori. Dal punto di vista territoriale, si conferma il primato della Campania per la quale si registra la situazione più svantaggiata per entrambi i sessi. Il quadro migliore appartiene invece alla Marche, che nel 2006 registra il tasso di mortalità più basso per uomini e donne.
Quasi tre morti su quattro (70%) sono imputabili, sia tra gli uomini che tra le donne, alle malattie del sistema circolatorio e ai tumori. La terza causa di morte in Italia sono le malattie del sistema respiratorio.
Le malattie del sistema circolatorio hanno causato nel 2003 il 41,1% dei decessi totali. La letalità è molto alta sia negli uomini che nelle donne e aumenta molto con l‘avanzare dell‘età. Negli uomini la mortalità è trascurabile prima dei 40 anni, emerge fra i 40 e i 50 anni e poi cresce in modo esponenziale con l‘età. Nelle donne il fenomeno si manifesta a partire dai 50-60 anni e cresce rapidamente.
Nel 2006 si sono registrati oltre 168 mila decessi per tumore, ovvero il 30% di tutti i decessi. Nell‘ultimo decennio la mortalità per cancro è diminuita, grazie, soprattutto, alla migliore sopravvivenza dei malati. L‘aumento dell‘incidenza e il miglioramento della sopravvivenza determinano una presenza crescente di persone affette da tumore. La mortalità per tumore del colon-retto registra una costante riduzione in entrambi i sessi. Il cancro del polmone è in diminuzione fra gli uomini e in aumento fra le donne, mentre la mortalità per tumore della mammella dall‘inizio degli anni ‘90 è diminuita di circa il 2% l‘anno.
Le malattie respiratorie e allergiche sono tra le patologie più diffuse nella popolazione italiana: nel 2006 hanno provocato il 6,4% di tutte le morti (7,4% uomini, 5,4% donne). Il quoziente di mortalità sale marcatamente dopo i 64 anni di età. Più del 50% dei decessi per cause respiratorie è attribuibile a Bpco.
Le principali malattie
Si stima che in Italia ci siano circa 2,5 milioni di persone con diabete. La prevalenza è più bassa al Nord 3,9%) rispetto al Centro (4,1%) e al Sud (4,6%), in linea con un analogo gradiente geografico di prevalenza dell'obesità. La prevalenza della malattia aumenta con l‘età, contribuendo ad aggravare la situazione clinica degli anziani e a incrementare sensibilmente il consumo di farmaci.
Le patologie croniche più diffuse nel 2004-2005 sono l‘artrosi e le artriti (18,3%), l‘ipertensione arteriosa (13,6%) e le malattie allergiche (10,7%). Le donne evidenziano prevalenze di cronicità superiori agli uomini, in particolare per quanto riguarda l‘artrosi e l‘artrite, l‘osteoporosi e la cefalea. Gli uomini lamentano prevalenze maggiori per la bronchite cronica e l‘enfisema e per l‘infarto.
Complessivamente, si stima che circa 1 milione di persone siano affette da demenza, di queste, circa il 60% soffrirebbe di Alzheimer. La quota di popolazione che, invece, sarebbe affetta da disturbi mentali più comuni (come depressione, distimia, disturbo d‘ansia generalizzata disturbo di panico, fobia semplice, fobia sociale, agorafobia, disturbo post-traumatico da stress, disturbo da abuso/dipendenza da alcol) non è inferiore al 7%.
Nel corso degli anni, si è verificato un costante aumento dell‘età mediana dei casi di Aids: nel 2007 è stata di 43 anni per gli uomini e di 40 anni per le donne. In concomitanza si è osservato un aumento della proporzione dei casi che hanno contratto l‘infezione per contatto sessuale
Oltre il 90% dei suicidi è riconducibile alla presenza di un disturbo mentale (specie il disturbo depressivo). I maschi commettono il suicidio più frequentemente rispetto alle donne, con un rapporto complessivo di circa 3 a 1: è un primato particolarmente evidente nella fascia di età 18-24 anni. A livello territoriale si hanno valori in genere più elevati nelle Regioni del Nord e del Centro e più bassi al Sud.
Risultano in diminuzione le malattie trasmissibili dagli alimenti: Epatite A, salmonellosi non tifoidee, brucellosi e febbre tifoidea hanno fatto registrare una notevole diminuzione.
Incidenti stradali, domestici e sul lavoro
Ogni giorno in Italia si verificano, in media, 633 incidenti stradali che provocano la morte di 14 persone e il ferimenti di altre 893. Nel 2007, sono stati rilevati 230.871 incidenti che hanno causato il decesso di 5.131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa entità.
Gli incidenti domestici hanno coinvolto nel 2006 circa 3,2 milioni di persone, per un complesso di 3,7 milioni di casi. Tra le mura domestiche le cause più frequenti che richiedono un intervento di pronto soccorso sono le cadute. Le fasce di popolazione più a rischio sono i bambini al di sotto dei 6 anni e gli anziani, e gli infortuni a danno degli ultra 65enni rappresentano un terzo del totale.
Il maggior numero di infortuni sul lavoro si concentra nel settore dell‘industria e dei servizi. La classe di età maggiormente coinvolta negli infortuni, anche con esito mortale, è la fascia di età compresa tra 35 e 49 anni. I lavoratori stranieri rispetto ai lavoratori italiani risultano più esposti.
Il consumo di farmaci
Le farmacie pubbliche e private nel corso dell'anno hanno dispensato complessivamente circa 1,7 miliardi di confezioni, corrispondenti a 29 confezioni di farmaco per abitante. Secondo quanto riporta l'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OsMed), circa il 60% dei consumi dei farmaci si concentra nella popolazione con più di 65 anni di età e l'80% nella popolazione con più di 55 anni. I farmaci del sistema cardiovascolare sono i farmaci maggiormente utilizzati, (32,7% circa di tutti i consumi) con una copertura del Servizio sanitario nazionale del 94%. Le altre categorie a maggior consumo sono costituite dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo (13,9%) che comprende anche i farmaci contro il diabete, dai farmaci del sistema nervoso centrale (10%) e i farmaci ematologici (9,8%). Un maggior consumo di farmaci si registra nelle Regioni del Centro-Sud rispetto alle Regioni del Centro-Nord.
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