
Nel 2006, in Italia sono stati registrati oltre 168 mila decessi per cancro nella popolazione residente. In generale, i tumori sono la seconda causa di morte nel nostro Paese (pari al 30% di tutti i decessi), la prima fra gli adulti e la seconda fra gli anziani. Ogni anno, in Italia, si registrano oltre 250 mila nuovi casi di tumore, nel 2010 è prevista una prevalenza di oltre 2 milioni di casi.
Per programmare in modo adeguato lo sviluppo tecnologico e l‘allocazione delle risorse disponibili, il ministero della Salute ha sviluppato un Piano oncologico triennale (pdf 595 kb) che cerca di affrontare tutti i problemi connessi all'oncologia, dando ampio spazio alla prevenzione (universale, secondaria e terziaria), alla continuità di cura in fase diagnostica e terapeutica così come all'assistenza domiciliare e alle cure palliative.
Il Piano, che rappresenta la pianificazione di tutti gli interventi mirati a ridurre la mortalità, ha un duplice obiettivo:
- favorire lo sviluppo di standard diagnostici e terapeutici sempre più elevati per i cittadini italiani, riducendo il divario esistente fra le diverse aree del Paese
- contenere la spesa sanitaria attraverso una sempre maggiore razionalizzazione delle risorse.
Prevenire
Nell‘ambito della prevenzione universale o primaria, è prevista l'attuazione di interventi finalizzati a:
- promuovere la corretta alimentazione e l‘attività fisica
- sviluppare il settore tecnologico
- combattere l‘abitudine al fumo, l‘uso dell‘alcol, la diffusione di agenti infettivi oncogeni e l‘esposizione a oncogeni negli ambienti di vita e di lavoro.
Poiché i determinanti dell‘incidenza a livello di popolazione e della suscettibilità individuale sono interrelati, gli interventi contro di essi dovranno essere articolati su più piani ed efficientemente coordinati.
Gli obiettivi di prevenzione secondaria dei tumori consistono nell‘incrementare la partecipazione a campagne di screening per tumore mammario, colon-retto e cervice uterina su tutto il territorio nazionale e possono essere raggiunti mediante interventi di sanità pubblica di popolazione o mediante un‘attività di iniziativa dei professionisti negli ambiti erogativi della specialistica. Contemporaneamente, il Piano prevede che vengano sperimentati programmi innovativi di screening in accordo con le Regioni e lo sviluppo di un Piano nazionale di Public Health genomics.
Un ulteriore modo di prevenire i decessi per cancro è, ovviamente, anche quello di curare adeguatamente i tumori che recidivano. Per quanto riguarda la prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia, i programmi triennali sulla prevenzione terziaria sono incentrarti sullo sviluppo di percorsi di follow-up, di un adeguato supporto psicologico e sull‘adeguamento tecnologico.
Rinnovare e innovare
Un corretto approccio diagnostico e terapeutico in oncologia non può prescindere dalla disponibilità di un adeguato supporto tecnologico. Di fatto le attrezzature diagnostiche attualmente disponibili sul territorio nazionale non sono in grado di soddisfare tutti i fabbisogni della popolazione poichè numericamente e/o tecnicamente inadeguate.
Le azioni programmatiche in questo settore comprendono:
- la diffusione presso le strutture di Anatomia patologica di tutto il territorio nazionale di standard comuni diagnostici mediante l‘utilizzo delle tecnologie più innovative
- il rinnovo tecnologico della diagnostica per immagini, attraverso la sostituzione della tecnologia tradizionale analogica con quella digitale e con i sistemi Pacs
- lo sviluppo della Medicina nucleare attraverso un adeguato e omogeneo incremento del parco tecnologico PET-TAC sul territorio nazionale e l‘implementazione tecnologica ibrida radiologico-nucleare
- l‘adeguamento tecnologico dell‘endoscopia gastroenterologica associato a valutazione della qualità delle prestazioni e formazione e re-training degli operatori
- il rinnovo tecnologico delle attrezzature per la chirurgia oncologica e per la radioterapia.
Il documento dedica ampio spazio all'innovazione e alla ricerca clinica in oncologia per garantire la competitività a livello internazionale del nostro Paese. Tra le azioni programmatiche in questo ambito si ricordano:
- l‘istituzione di nuove biobanche per la raccolta di campioni biologici di tessuto, acidi nucleici e dati clinici da pazienti oncologici, il potenziamento di quelle preesistenti e il loro coordinamento attraverso la creazione di una rete nazionale di biobanche oncologiche
- l‘implementazione e lo sviluppo di metodologie diagnostiche e terapeutiche correlate alle indagini molecolari
- il riordino e il potenziamento del settore della terapia cellulare e del trapianto di cellule staminali ematopoietiche
- lo sviluppo delle Reti oncologiche regionali per il miglioramento dei percorsi diagnostici-terapeutici
- la semplificazione della burocrazia mediante uno snellimento delle procedure di approvazione dei progetti di ricerca, in particolare per le fasi iniziali della ricerca sui nuovi farmaci per favorire una ricerca clinica competitiva, anche a livello internazionale
- l‘attivazione di una serie di manovre in grado di contenere la crescita dei costi della spesa farmaceutica indotta dall‘immissione sul mercato di nuovi farmaci oncologici.
Formare
L‘elevato impatto epidemiologico della malattia oncologica richiede l‘elaborazione di un programma formativo integrato, che coinvolga in modo organico tutti i soggetti coinvolti nella programmazione e nella realizzazione del processo educativo di base, specialistico o di formazione continua.

Quello dell'assistenza ai malati oncologici è, infatti, un settore in continua evoluzione, sia per quanto riguarda i modelli assistenziali, sia per le innovazioni tecnologiche e gli aspetti legati alla relazione umana col malato.
Nel triennio 2010-2012 verrà proposto un Piano nazionale per la formazione in oncologia che, nel rispetto delle singole autonomie, fornisca indicazioni di sistema per il raggiungimento di livelli formativi adeguati ai bisogni dei malati.
Comunicare
Il pubblico non ha un ruolo passivo nella gestione della salute e la comunicazione, pertanto, è sempre più uno strumento di lavoro per il sistema salute. Per promuovere comportamenti e stili di vita salutari capaci di prevenire il cancro, ma anche per modificare atteggiamenti e convinzioni deleteri per il trattamento, i sistemi sanitari devono coinvolgere attivamente i cittadini nella tutela della propria salute.
I programmi di sviluppo per il triennio 2010-2012 consistono in una serie di iniziative rivolte alla popolazione generale e ai soggetti a rischio, nelle quali sarà attivamente coinvolto il mondo del volontariato. Sono previste campagne di comunicazione contro il tabagismo e l‘abuso di alcol e per la prevenzione primaria e secondaria dei tumori, ma anche campagne per la promozione di stili di vita salutari, degli screening oncologici e della vaccinazione Hpv.
Risorse utili
- la sintesi del Piano oncologico nazionale 2010-2012 (pdf 595 kb)
- la Commissione oncologica nazionale (pdf 18 kb).