
Salmonellosi aviarie non tifoidee
Che cos'è
La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti. Il genere Salmonella comprende due specie, sei sub-specie e più di 2.500 sierotipi; la maggior parte dei sierotipi in determinate circostanze può provocare malattia nell’uomo, e la modalità più frequente di esposizione è attraverso il consumo di alimenti di origine animale. Sono considerati serbatoi di salmonella in particolare gli avicoli, che possono eliminare i microrganismi attraverso le feci in assenza di sintomatologia; gli alimenti possono venire contaminati lungo la filiera produttiva o anche successivamente, al momento della manipolazione, a causa di condizioni igienico-sanitarie non adeguate.
Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in:
- forme tifoidee, in cui l’uomo rappresenta il serbatoio d’elezione del microrganismo (come nel caso di S.Typhi)
- forme non tifoidee, causate da salmonelle non specie-specifiche (come S. Typhimurium e S. Enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.
I sierotipi S. Typhimurium e S. Enteritidis, sono i più frequentemente diffusi nell’uomo e negli animali, e sono considerate pertanto “salmonelle zoonotiche”.
Le salmonelle non specie specifiche colonizzano prevalentemente l’intestino degli animali, che frequentemente rappresentano dei portatori sani, e sopravvivono anche in condizioni avverse potendo persistere per mesi nell'ambiente, e divenire quindi responsabili di malattia nelle persone esposte.
I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati da:
- Animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati senza preventivo efficace trattamento termico) e l’ambiente (acque non potabili).
- La via più comune di infezione è la via orale (es.: ingestione di cibo o acqua contaminati).
- Gli alimenti di origine avicola, in particolare uova e derivati, sono una frequente causa di infezione.
Gli alimenti identificati come fonti di esposizione per l’uomo in casi di tossinfezione alimentare sono i seguenti:
- uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova
- latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere)
- carne e derivati (specialmente se poco cotti)
- salse e condimenti per insalate
- gelato artigianale e commerciale
- frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.
Veicoli dell’infezione sono anche superfici e utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all’igiene personale.
Sintomatologia e Diagnosi
Negli animali il quadro clinico può essere molto diversificato dipendentemente dal sierotipo di salmonella ma anche dalla specie animale, età, stato di salute del soggetto. Particolarmente significative sono le situazioni in cui non vi è alcun sintomo e di conseguenza rendono l’animale non identificabile come soggetto a rischio e quindi fonte preferenziale di disseminazione di salmonelle zoonotiche.
I sintomi nell’uomo possono essere molto diversi in dipendenza dalle caratteristiche del microrganismo ma anche dalle caratteristiche del soggetto e sono:
- diarrea
- vomito
- dolori addominali
- nausea
- mal di testa
- febbre
si manifestano da 12 a 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, e possono protrarsi per 4-7 giorni; nella maggior parte dei casi si ha guarigione senza ospedalizzazione.
Esiste tuttavia il rischio che il microrganismo si diffonda e replichi in sedi extra-intestinali (infezione sistemica) con conseguenti processi infiammatori generalizzati. Forme sistemiche gravi possono interessare soggetti a rischio quali neonati, anziani, immunodepressi e rendere necessaria l’ospedalizzazione.
Terapia e profilassi
Generalmente per le infezioni sostenute da Salmonella è necessario adottare una terapia di supporto (elettrolitica e reidratante) al fine di ricostituire i liquidi fisiologici persi con il vomito e la diarrea. Nella maggior parte dei casi, l’infezione da salmonella è autolimitante, ovvero si presenta in forma lieve e si risolve da sola nel giro di pochi giorni. Nei casi più gravi si rende necessaria l’ospedalizzazione e l’uso di antibiotici (sconsigliati nelle forme lievi per scongiurare forme di antibioticoresistenza).
Prevenzione
Per ridurre i casi di salmonellosi umana riconducibili ad alimenti di origine animale i Paesi Europei applicano dal 2007 dei piani di controllo nazionali a livello di produzione primaria che interessano il settore avicolo (riconosciuto come principale fonte di infezione per l’uomo).
Inoltre la normativa comunitaria prevede di effettuare controlli anche negli alimenti al fine di intercettare rapidamente alimenti contaminati e potenzialmente responsabili di malattia nell’uomo.
A seguito dell’applicazione di questi piani di controllo il numero di casi di salmonellosi si è ridotto in modo significativo nel tempo.