Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2018

Data di pubblicazione: 23 luglio 2019, ultimo aggiornamento 1 ottobre 2019

Alimenti – Controlli ufficiali

FONTE: Ministero della Salute

Campionamento e analisi

Capitolo 1. Attività svolta

Nel 2018 sono stati prelevati n. 50.481 campioni di prodotti alimentari e bevande su cui sono state effettuate n. 129.504 analisi, con una media di circa 2,6 ricerche analitiche per campione.

Nei grafici e nelle tabelle seguenti sono riportati nel dettaglio i risultati dei controlli analitici ufficiali svolti dalle autorità competenti su alimenti, bevande e materiali destinati ad entrare in contatto con alimenti.

Nel file excel “PNI-vig-2018” allegato è possibile, utilizzando vari filtri disponibili, reperire tutte le informazioni di dettaglio.


Ripartizione dei controlli analitici sulle macro categorie dei prodotti alimentari

Esaminando i dati relativi ai campioni dei prodotti alimentari, suddivisi in macro categorie, emerge che la percentuale più elevata di analisi, pari al 46%, si riscontra per gli alimenti di origine animale, seguiti dal 26% degli “altri prodotti alimentari”, mentre percentuali più basse di controllo analitico si registrano negli alimenti di origine vegetale col 18% e nelle bevande col 10%.

Grafico 1 - Ripartizione dei controlli analitici sulle macro categorie dei prodotti alimentari

Grafico 1

Ripartizione del controllo analitico nella singola macro categoria “altri prodotti alimentari”

 Nell’elaborazione grafica che segue viene esaminata la ripartizione dei controlli analitici nella macro categoria “altri prodotti alimentari”. Una significativa percentuale di analisi, pari a quasi il 60%, ha riguardato i “piatti compositi” in cui EFSA raggruppa tutti gli alimenti pronti per il consumo, ( es.: snack, tramezzini, gelati, dessert, zuppe, piatti a base di pasta e riso cotti, insalate pronte, etc.) Un discreto livello di controllo (22%) si registra anche per i cosiddetti “ingredienti purificati isolati”, raggruppamento EFSA che comprende, tra l’altro, il miele, i grassi vegetali e animali, come l’olio di oliva e di semi, il lardo, l’olio di pesce, gli amidi, nonché gli aromi, le essenze e i prodotti dolcificanti. L’8% delle analisi ha riguardato la classe “erbe spezie e condimenti” e quella degli “alimenti per lattanti e bambini”, l’una costituita da alimenti che possono essere aggiunti tal quali agli alimenti e quindi presentare un elevato rischio di contaminazione e l’altra destinata ad una fascia di popolazione particolarmente sensibile, quella dei lattanti e bambini. Significativo altresì il controllo sui “prodotti dietetici”, cioè quelli ai fini medici speciali o per particolari necessità nutrizionali (prodotti per celiaci e diabetici) che con il 5% delle analisi sul totale della macro categoria.

Grafico 2 - Ripartizione del controllo analitico nella singola macro categoria “altri prodotti alimentari”

 Grafico 2

Ripartizione dei controlli analitici sui materiali destinati ad entrare in contatto con alimenti (MOCA)

Complessivamente i campioni di MOCA prelevati nel 2018 sono stati n. 914, su cui sono state eseguite n. 2727 analisi, con in media di circa n. 3 ricerche per campione. Il grafico illustra la distribuzione percentuale delle analisi per categoria di MOCA.

Grafico 3 - Ripartizione delle analisi nella macro categoria dei MOCA

Grafico 3

Sul totale delle analisi per i MOCA, la percentuale più elevata si osserva negli utensili per la tavola e la cucina col 48% delle analisi sul totale dell’intera macro categoria e nei contenitori impiegati per la conservazione/lavorazione domestica di alimenti col 31%. Sugli articoli per imballaggio e confezionamento di alimenti, a cui appartengono ad esempio le vaschette, i sacchetti di carta, i cartoni per pizza, il tetrapak, le scatolette di latta, etc, è stato effettuato il 16 % delle analisi della macro categoria, mentre nei recipienti per cottura e nei dispositivi per la chiusura dei contenitori si osserva una percentuale più bassa di controllo analitico, rispettivamente pari al 3% e al 2% del totale.


Determinazioni analitiche

Le seguenti tabelle illustrano le tipologie di ricerche analitiche nelle categorie alimentari e nei MOCA

Tabella 1 - Analisi su matrici di origine animale

Tabella 1

Tabella 2 - Analisi su matrici di origine vegetale

Tabella 2

Tabella 3 - Analisi su altri prodotti alimentari

Tabella 3

Tabella 4- Analisi su bevande

Tabella 4

Tabella 5 - Analisi su oggetti a contatto con alimenti (MOCA)

Tabella 5


Ispezioni e audit

Capitolo 1. Attività svolta

I dati pervenuti si riferiscono a quanto previsto dal Capitolo 8 e dall’Allegato 9 dell’Intesa Stato Regioni del 16/11/2016 “Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei Regolamenti (CE) 882/2004 e 854/2004”. Le attività di controllo ufficiale, rendicontate da ogni Regione sulla base dei dati raccolti dalle singole aziende sanitarie locali, sono svolte regolarmente in base ad una pianificazione/programmazione dei controlli che tiene conto di frequenze predefinite.

Nella  tabella A sono riportate le attività ispettive e di audit effettuate dai servizi veterinari dislocati sul territorio regionale.

Dall’analisi di tati attività si evidenzia in modo particolare nella regione Valle D’Aosta, dato l’esiguo numero di stabilimenti, un’alta percentuale di ispezioni (671 ispezioni rispetto a 852 stabilimenti con una percentuale di controllo di circa il 79%). Segue al secondo posto la regione Friuli Venezia Giulia, che, anch’essa con una consistenza esigua di stabilimenti, ha effettuato circa il 34 % dei controlli (607 ispezioni su 1787 stabilimenti). In terza posizione si attesta la regione Sardegna con una percentuale dei controlli pari al 29%  (10.032 ispezioni su 34.790 stabilimenti).

Le regioni che hanno effettuato invece le più basse percentuali di attività ispettive sono state la Provincia Autonoma di Bolzano  con un 5 % di controlli, (784 ispezioni su 14.261 stabilimenti); al secondo posto si attesta la regione Veneto con un 6 % dei controlli, sottolinendo che le ispezioni effettuate sono state 12.115 su un numero elevato di stabilimenti, pari a 193.227.      

Per quanto riguarda invece gli stabilimenti che durante l’attività ispettiva hanno ricevuto una relazione di non conformità, si attesta al primo posto, con una percentuale del 47 % la regione Friuli Venezia Giulia con 286 relazioni d’ispezione di non conformità rispetto a 607 stabilimenti ispezionati. Al secondo posto si pone la regione Liguria con una percentuale del 33%, con 1.515 relazioni d’ispezione di non conformità rispetto a 3.897 stabilimenti ispezionati.

Le regioni invece con la più bassa percentuale di relazioni di non conformità rispetto al numero di ispezioni sono state la regione Valle D’Aosta con lo 0,4 %  (3 relazioni di non conformità rispetto a 671 stabilimenti ispezionati) e la regione Piemonte con il 4% (601 relazioni di non conformità rispetto a 13614 stabilimenti ispezionati).

L’analisi della “Tabella B Ispezioni”, relativa all’attività ispettiva per attività produttiva dello stabilimento, ha portato alla luce le seguenti evidenze:

L’osservazione della “Tabella B Audit”, relativa all’attività di audit per attività produttiva dello stabilimento, ha mostrato le seguenti evidenze.

Le attività produttive maggiormente sottoposte ad attività di audit sono state effettuate presso:



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