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Zoonosi - Flusso informativo EFSA

FONTE: Ministero della Salute

Zoonosi - Flusso informativo EFSA

Alimenti

I dati sui campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici, relativi al "Questionario EFSA sulle zoonosi in applicazione della Direttiva 2003/99”, sono stati trasmessi dalle Autorità Competenti mediante il sistema informativo (SINZOO).

I campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici riguardano diverse strutture coinvolte nella produzione, lavorazione, conservazione o distribuzione di alimenti: dagli impianti di macellazione, alle mense, catering, ristoranti, laboratori di trasformazione, negozi al dettaglio, incluse le celle frigorifere.  Sono state esaminate differenti matrici alimentari, quali carne, pesce, latte, uova ed alcuni loro derivati.

Di seguito, si riportano le tabelle contenenti i dati per singola zoonosi relativi all’anno 2018. Si segnala che la scelta delle matrici alimentari è strettamente connessa all’agente zoonotico e che i dati in questione riguardano esclusivamente il controllo ufficiale.

I dati disponibili sono relativi a:

  • Brucella;
  • Campylobacter;
  • Listeria;
  • Salmonella;
  • E. coli produttore di verocitotossine;
  • Anisakis;
  • Virus dell'epatite A.

vedi dettaglio nel file allegato "Flusso alimenti - 2018"

La relazione zoonosi 2019 fa riferimento ai dati inseriti dalle Autorità competenti per i controlli (cosidette “figure autorizzate”) relativi all’anno passato (2018). Essa è stata prodotta dalla DGISAN in collaborazione con la DGSAF (Officer reporter) tramite l’apposito sistema informativo istituito, per conto del Ministero della Salute, presso l’IZS di Teramo (il COVEPI - Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l'Informazione e l'Analisi del Rischio - e il CED - Centro Elaborazione Dati - hanno collaborato alla realizzazione della rendicontazione).

Dal punto di vista epidemiologico, si conferma il trend epidemiologico degli anni precedenti.


Animali

L'attività svolta in Italia

I dati sui campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici, relativi al "Questionario EFSA sulle zoonosi in applicazione della Direttiva 2003/99”, sono stati trasmessi dalle Autorità Competenti mediante il sistema informativo (SINZOO).

Nell’ambito dell’attività di revisione e riorganizzazione del sistema informatico, saranno rappresentate alle Autorità competenti una serie di quesiti volti al miglioramento della raccolta dati.  

I campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici riguardano diversi ambiti, a partire dall’allevamento, secondo la modalità di conduzione, alla fauna selvatica, agli animali da compagnia.

In allegato, si riportano le tabelle contenenti i dati per singola zoonosi relativi all’anno 2018.

Per quanto riguarda la rendicontazione Zoonosi relativa all’anno 2018, l’Ufficio 3 DGSAF scrivente ha collaborato, con il supporto del CoVePi (Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l'Informazione e l'Analisi del Rischio) e del CED (Centro Elaborazione Dati) presso l’IZS di Teramo, che hanno fornito i dati inerenti i controlli, creando margini di miglioramento rispetto a quanto rendicontato lo scorso anno.


Flussi di notifica e dati del riscontro di zoonosi di origine alimentare nell'uomo, tratti dal Sistema Nazionale di Notifica delle Malattie Infettive

Flussi di notifica e dati del riscontro di zoonosi di origine alimentare nell'uomo, tratti dal Sistema Nazionale di Notifica delle Malattie Infettive

In Italia le principali malattie a trasmissione alimentare (MTA), sono sottoposte a notifica obbligatoria ai sensi del Decreto Ministeriale 15 dicembre 1990. Il flusso di notifica è distinto per i casi sporadici (classe II) e focolai epidemici (classe IV). Il predetto flusso informativo consente l’invio dei dati agli organismi internazionali (OMS, OIE, ECDC, EFSA) in ottemperanza alla normativa vigente.

In particolare la direttiva n. 2003/99/CE e il relativo D.L. vo di recepimento n. 191/2006, dispone l’invio dei dati di sorveglianza dei Focolai di tossinfezione alimentare da parte dei paesi membri.

Secondo quanto disposto dal DM 15/12/90, i casi umani di botulismo e di trichinellosi sono soggetti a notifica obbligatoria secondo le modalità previste per le malattie di classe I per le quali si richiede la segnalazione da parte del medico entro 12 ore dal semplice sospetto. Le altre malattie di origine alimentare ed i casi di tossinfezioni alimentare sono segnalati in classe II, poiché malattie rilevanti e passibili di interventi di controllo. I focolai epidemici di tossinfezione alimentare vengono, invece, notificati in classe IV; alla segnalazione del singolo caso da parte del medico deve seguire la segnalazione dell'unità sanitaria territoriale solo quando si verificano focolai epidemici.

Nel 2018 si è verificato un focolaio epidemico di trichinellosi con 2 casi umani in Regione Puglia; entrambi i casi sono stati ospedalizzati.  L’evento è stato attribuito all'ingestione di prodotti a base di carne consumata cruda che non sono stati rintracciati.

Nel 2018 sono stati segnalati e confermati in laboratorio 26 casi sporadici di botulismo e 6 focolai epidemici che hanno coinvolto 12 persone.

Dai dati di notifica, relativi all’anno 2018, emerge che sono stati segnalati: 98 casi di brucellosi, 179 casi di listeriosi, 3755 casi di salmonellosi.

Dai dati raccolti dal sistema di notifica nazionale delle malattie infettive (SIMID) e dal sistema di sorveglianza speciale (rete EnterNet) si evidenzia che il numero dei casi di salmonellosi sono in diminuzione a partire dal 2008.

Il sistema SINZOO, strutturato secondo quanto disposto dalla n. 2003/99/CE e il relativo D.L. vo di recepimento n. 191/2006, è stato utilizzato per la registrazione, a cura delle competenti autorità sanitarie delle Regioni e Province Autonome, dei focolai epidemici di tossinfezione alimentare occorse nell’uomo nell’anno 2018.

In particolare sono stati segnalati n. 35 focolai epidemici di salmonellosi, di cui n. 15 con evidenza epidemiologica per consumo domestico di uova o prodotti a base di uova e un focolaio epidemico da Escherichia coli, pathogenic - Verotoxigenic E. coli (VTEC) dovuto a consumo di carne in ambito domestico.

Altro dato registrato sono i 9 focolai epidemici da infezione da Calicivirus - norovirus (Norwalk-like virus) dovuti rispettivamente a consumo di: crostacei, molluschi e prodotti derivati (n. 4 focolai), pesce e prodotti della pesca (n. 2 focolai) in ambito domestico e in esercizi di ristorazione.

La prevenzione e il controllo delle zoonosi di origine alimentare è tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 prorogato per il 2019. La prevenzione delle predette malattie si avvale del consolidamento della sorveglianza epidemiologica, finalizzata anche al riconoscimento dei determinanti e dei rischi, che dovrà essere sempre più improntata alla continuità delle rilevazioni ed essere alimentata da tutte le possibili fonti informative e all’integrazione con i sistemi di sorveglianza speciali spesso curati dai Laboratori di Riferimento Nazionali e Regionali finalizzati, tra l’altro, all’identificazione e caratterizzazione dell’agente patogeno. Altro obiettivo fondamentale è la comunicazione e l’informazione per la popolazione generale e specifici sottogruppi.

Flussi di notifica e dati del riscontro di altre zoonosi nell'uomo

Come per le malattie a trasmissione alimentare (MTA), anche le zoonosi sono sottoposte a notifica obbligatoria ai sensi del Decreto Ministeriale 15 dicembre 1990 in classe I (es rabbia, ebola), in classe II (es. leishmaniosi) o in classe V. Inoltre, per quanto riguarda alcune zoonosi a trasmissione vettoriale (West Nile Disease, Encefalite Virale da Zecche), il Ministero della Salute emana annualmente Piani integrati di sorveglianza e risposta. Il predetto flusso informativo consente l’invio dei dati agli organismi internazionali (OMS, OIE, ECDC, EFSA) in ottemperanza alla normativa vigente.

In particolare sono sottoposte a sorveglianza europea una serie di zoonosi in ottemperanza alla Decisione n. 1082/2013/UE del parlamento Europeo e del Consiglio relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e alla Decisione della Commissione n. 2000/96/CE relativa alle malattie trasmissibili da inserire progressivamente nella rete comunitaria.

Nel 2018, in Italia ed in altri paesi dell’Europa centro-meridionale, è stato registrato un aumento della circolazione del virus West Nile (WNV) e un’anticipazione della trasmissione, con le prime positività ed i primi casi umani a giugno 2018. In Italia, sono stati segnalati 595 casi umani confermati di infezione da WNV, di questi 238 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva con 237 casi autoctoni distribuiti in 6 regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia) ed 1 caso importato. Analogamente a quanto registrato nelle persone, nel corso del 2018, la sorveglianza veterinaria ha rilevato un aumento della circolazione del WNV in zanzare, uccelli e cavalli in 9 regioni italiane (Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lazio, Basilicata e Puglia).

Nel 2018, nonostante il riscontro di una elevata circolazione di USUV nelle zanzare e negli uccelli, sono stati notificati solo 9 casi di infezione umana da USUV (2 casi nella forma neuro-invasiva, 4 febbri e 3 casi in donatori asintomatici) in 4 regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio). In 4 di questi casi, di cui nessuno neuro-invasivo, è stata confermata una co-infezione USUV-WNV.

Secondo i dati del sistema di sorveglianza istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2018 sono stati notificati 39 casi confermati di encefalite virale da zecche nelle regioni del nord-est: Veneto (25 casi), Friuli Venezia Giulia (2 casi), Provincia Autonoma di Trento (8 casi), Provincia Autonoma di Bolzano (4 casi). L’età mediana è di 62 anni e la maggioranza dei casi è di genere maschile (67%). nel 2018 non si è verificato nessun decesso attribuibile all’encefalite virale da zecche. I mesi in cui sono stati registrati più casi sono maggio, giugno e luglio.

Nel 2018 sono stati notificati 37 casi umani di leishmaniosi cutanea nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto e 48 casi di leishmaniosi viscerale nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto.

È stato inoltre notificato un caso di Febbre Q in Lombardia.

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 prorogato per il 2019, che individua il controllo delle zoonosi come uno dei suoi obiettivi, evidenzia come, nel corso del tempo, lo scenario epidemiologico delle zoonosi sia profondamente cambiato in tutto il mondo. Pertanto, la Commissione Europea (Direttiva 2003/99/CE) ha ufficialmente impegnato gli Stati Membri a introdurre sistemi di sorveglianza più efficaci e coordinati ed ha sottolineato l’importanza di raccogliere dati attendibili sull’incidenza delle zoonosi.

Attualmente, infatti, i dati sulle zoonosi sono, infatti, spesso distorti dalla sottonotifica e dalla mancata diagnosi eziologica attribuibile a uno scarso ricorso ad accertamenti di laboratorio. Inoltre, la trasmissione delle informazioni è, spesso, poco tempestiva e non permette di condurre tutte le indagini necessarie a stabilire la fonte e le modalità di trasmissione.

Il Ministero della Salute, con decreto direttoriale del 17 dicembre 2018, ha attivato il tavolo tecnico intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori per coordinare a livello centrale l'integrazione delle politiche sanitarie, ambientali, di formazione, informazione e ricerca in tema di malattie trasmesse da vettori, in recepimento delle direttive internazionali. Oltre a rappresentanti di diverse istituzioni sanitarie, universitarie e di alcune Regioni, al tavolo partecipa il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’ISPRA, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Rete Città Sane dell’OMS. Il Tavolo ha iniziato la predisposizione di una strategia nazionale pluriennale integrata di prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi, che sarà sottoposta alla Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano per approvazione.

A sostegno di tale nuova strategia, il Ministero della Salute ha approvato il progetto “Rafforzare la formazione in entomologia di sanità pubblica degli operatori del Sistema sanitario nazionale: identificazione, metodiche di sorveglianza e controllo” per rafforzare le competenze entomologiche in tutte le regioni e attivare una rete di referenti sul territorio nazionale.


La raccolta di dati standardizzati sulla presenza di zoonosi e di agenti zoonotici negli animali, alimenti, mangimi e nell’uomo è un prerequisito fondamentale sia per pianificare ed attuare misure di controllo efficaci che per porre in essere l’analisi del rischio. La cooperazione nella raccolta dei dati in tutta Europa è fondamentale per armonizzare i criteri adottati e quindi favorire lo scambio di informazioni tra i diversi Paesi. Inoltre il rapido scambio di informazioni sull’insorgenza di zoonosi, consente di assicurare che siano raggiunti gli obiettivi della prevenzione, sorveglianza e controllo delle zoonosi.

Il sistema comunitario di sorveglianza e raccolta di informazioni sulle zoonosi è stato istituito dalla Direttiva 92/117/CEE del Consiglio, sostituita nel 2004 dalla direttiva 2003/99/CE, recepita con Decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 191 “Misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici”. Detto Decreto, all’art. 3, comma 2, prevede la raccolta dei dati relativi all’incidenza delle zoonosi di agenti zoonotici e di resistenza agli antimicrobici, da parte delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, che procedono all’inserimento dei dati nel sistema informativo nazionale delle zoonosi, nei termini previsti dalla suddetta normativa.

L’EFSA, dal 2004, per garantire una raccolta di informazioni uniformi a livello di Comunità Europea, ha predisposto, di concerto con gli esperti degli Stati Membri, alcuni modelli per il rilevamento dei dati relativi agli agenti zoonotici.

Ogni anno, utilizzando l’apposito applicativo Web, i dati relativi alle zoonosi nel settore veterinario, raccolti sulla base della Direttiva 2003/99/CE, vengono inviati dagli Stati Membri all’EFSA che provvede ad aggregarli ed analizzarli, in collaborazione con l’Istituto danese per l’alimentazione e la ricerca veterinaria, Zoonoses Collaboration Center (ZCC), per la redazione di un report dell’Unione Europea, direttamente consultabile on line.

I dati relativi ai casi umani, invece, vengono acquisiti dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC).

L’EFSA pubblica ogni anno un report generale (Community summary report on trends and sources of Zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks), che descrive l’andamento delle principali zoonosi  a livello europeo ed un report specifico per ogni Stato Membro (Trends and sources of zoonoses and zoonotic agents in humans, foodstaffs, animals and feedingstuffs).

A livello nazionale, il Ministero della Salute, ha realizzato un sistema informativo (SINZOO), presso l’istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise, strutturato conformemente allo scadenzario definito dall’EFSA per le relazioni sulle zoonosi, nel quale, periodicamente, devono essere inseriti e validati, da parte delle figure autorizzate (AA.SS.LL., Istituti Zooprofilattici, Regioni e Province autonome), i dati richiesti per tutte le aree (alimenti, mangimi, animali). Il sistema informativo nazionale delle zoonosi (SINZOO) è un database funzionale alla sorveglianza e al controllo delle zoonosi e degli agenti zoonosici. Esso produce le informazioni utili per le rendicontazioni all’EFSA (Dir. 2003/99/CE), raccogliendo gli esiti degli esami diagnostici effettuati su Mangimi, Animali ed Alimenti.


Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

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