Sei in: Home > 5. Obiettivi del PNI e conclusioni > 5c - Ulteriori elementi di analisi > Corpi di Polizia - Capitanerie di Porto - Operazione Confine Illegale e Passo e Chiudo

Corpi di Polizia - Capitanerie di Porto - Operazione Confine Illegale e Passo e Chiudo

FONTE: Capitanerie di Porto

Corpi di Polizia - Capitanerie di Porto - Operazione Confine Illegale

L’operazione complessa a livello nazionale “CONFINE ILLEGALE”, coordinata dal Comando Generale, si è svolta nel periodo dal 26/11/2018 al 30/12/2018. Finalizzata alla tutela del consumatore nel periodo delle festività natalizie, dove, a fronte di una maggiore richiesta di prodotto ittico molteplici sono i tentativi di somministrare prodotto non in linea con la disciplina in vigore sia essa intesa come cattura che come provenienza e certificazione d’origine. Il consumatore finale nel periodo dell’operazione è maggiormente esposto a tentativi di frode commerciale nonché somministrazione di prodotto ittici non conferme ai minimi standard igienico/sanitari.

Tab1

Nel grafico (grafico 1) seguente sono evidenziati i luoghi principali, dove sono stati eseguiti i controlli dal personale del Corpo, che evidenziano una completa copertura di tutta la filiera dalla cattura fino alla vendita al dettaglio, passando per le grosse piattaforme logistiche ed i grossisti. Non sono stati tralasciati, soprattutto nei giorni più prossimi alle festività, i luoghi più vicini al cittadino con 1195 controlli presso le pescherie (ultimo anello della filiera ittica), 396 controlli presso la grande distribuzione e 299 nei mercati ittici.

Nel diagramma seguente (grafico 2 illeciti) sono evidenziate le tipologie di violazioni maggiormente riscontrate.

lleciti penali ed amministrativi

Le non conformità individuate durante le ispezioni hanno avuto rilevanza sia penale che amministrativa. Il totale degli illeciti amministrativi e penali riscontrati durante l’operazione CONFINE ILLEGALE ammonta a 1129.

Le violazioni penali, contestate durante il periodo dell’operazione, sono suddivide in quattro categorie, il cui totale è di 54, dove la maggior parte degli illeciti riscontrati si riferiscono alle violazioni per “Nocivi/Cattivo stato di conservazione” e “Frodi commerciali/Pubblicità ingannevole”.

graf3

Il grafico a seguire mostra il totale dei kg 15.237 di alimento sequestrato sulla base degli illeciti penalmente rilevabili.

graf4

Nell’ambito delle violazioni amministrative, le non conformità maggiori sono quelle inerenti l’etichettatura e la tracciabilità. Il totale delle sanzioni elevate è di 721 suddivise come da grafico seguente.

graf5

Il totale di 1.278.282 riguarda gli importi irrogati per le non conformità rilevate nel settore della sicurezza alimentare.

graf6

Il totale dei sequestri amministrativi di prodotto ittico ammonta a Kg 114.203 suddiviso come nel grafico sotto riportato.

graf7


Operazione complessa “Passo e chiudo”

Attività svolta

A seguito di una articolata attività di indagine, nel mese di novembre 2018, è stata effettuata una operazione complessa denominata “PASSO e CHIUDO” finalizzata a contrastare il traffico illecito di mitili, trafugati da impianti siti nel primo e secondo seno del mar Piccolo del Porto di Taranto – ovvero coltivati abusivamente in impianti illegittimi – poi distribuiti a livello locale o a grandi centri di spedizione.

graf8

Le attività hanno portato alla luce un sistema di mercificazione di ingenti quantitativi di mitili contaminati chimicamente e biologicamente, in quanto non sottoposti ai lunghi ed accurati cicli depurativi, nonché alle previste movimentazioni del prodotto tra le diverse aree, finalizzati ad abbattere la contaminazione batterica e livelli di PCB e diossine presenti. Le indagini hanno provato, altresì, la complicità di alcuni centri di spedizione che provvedevano ad etichettare come proprio il prodotto in questione, “sanandone” di fatto la provenienza.

Tale procedura consentiva all’organizzazione di ottenere ingenti margini di guadagno derivanti dal basso o inesistente costo di produzione o acquisto (in quanto il prodotto proveniva da furto o coltivato abusivamente) e la successiva immissione nella filiera, spacciandolo come prodotto di alta qualità, ma pericolosissimo per la salute pubblica. I danni, infatti, procurati dall’assunzione di alimenti contenenti alti tassi di diossina, come risaputo, sono causa di sviluppo di malattie tumorali, nonché di epidemie virali/batteriologiche, come certificato dai vari controlli effettuati dal personale della Locale Azienda Sanitaria sui prodotti non sottoposti ai predetti cicli di depurazione.

L’operazione ha portato alla denuncia di sette persone per le quali sono state applicate misure cautelari di diversa gradazione, rispettivamente due di custodia cautelare in carcere e cinque arresti domiciliari, con i seguenti capi di imputazione:

  • commercio di sostanze alimentari nocive;
  • commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate;
  • concorso in reato continuato;
  • abusiva occupazione di suolo demaniale pubblico;
  • furto e ricettazione.


L’operazione avviata su iniziativa della Capitaneria di Porto di Taranto in coordinamento con la competente Procura,  ha visto coinvolti più di cinquanta uomini e donne della Guardia Costiera oltre a mezzi navali ed aerei del Corpo che hanno operato sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Bari.


Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

Tag associati a questa pagina: Pesci, molluschi e crostacei


Condividi:

  • Facebook