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Corpi di Polizia - CC Per La Tutela Agroalimentare - Attività svolta nel settore agroalimentare

FONTE: NAC (CC Politiche Agricole e Alimentari)

Attività Operativa svolta nel 2018

Il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare la cui denominazione è stata modificata dall’art. 2  comma 1 , lettera b del D.Lgs 228/2017 (già Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari) ai sensi del comma 1 dell’art. 3 del D.P.C.M. n.143, del 17 luglio 2017, svolge controlli straordinari sulla erogazione e percezione di aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca ed acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti ed esercita controlli specifici sulla regolare applicazione di regolamenti comunitari e concorre, coordinandosi con l'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, nell'attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare.

Le frodi alimentari si vanno caratterizzando in senso più specifico verso le forme della contraffazione e delle pratiche commerciali ingannevoli che riguardano in particolare le violazioni alle norme sulla “etichettatura” e “tracciabilità”, nonché sul “Made in Italy”, sui disciplinari di produzione delle DOP/IGP/STG e delle “produzioni regolamentate” dalle normativa UE e Mipaaf, quali “Biologico”.

In tale contesto il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare ha espletato, nel corso del 2018, controlli straordinari come sintetizzato nel tabulato allegato.

L’azione dei Reparti ha consentito di:

  • sequestrare circa 1,1 milioni di chilogrammi di prodotti agroalimentari per un controvalore di oltre 6,5 milioni di euro;
  • denunciare all’Autorità Giudiziaria 95 soggetti principalmente per i reati di frode nell'esercizio del commercio (art. 515 c.p.), vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.), vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.) e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (517 quater c.p.);
  • trarre in arresto 4 soggetti  per associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio;
  • accertare 457 violazioni amministrative per un controvalore oltre 1,22 milioni di euro.


Dai risultati raggiunti è emerso che:

  • l’operatore del settore agroalimentare è sempre più al centro della vigente normativa, sia comunitaria sia nazionale, in materia di rintracciabilità e tracciabilità alimentare attribuendo ad esso un ruolo fondamentale di responsabilità sugli alimenti che immette in commercio, ciò al fine di ridurre le frodi nel settore di specie;
  • il comparto DOP/IGP/STG, escludendo la mozzarella e la pizza che, per ora, sono le uniche due Specialità Tradizionali Garantite, racchiude 822 prodotti alimentari (299 inerenti al cibo e 523 relative al vino) ed il consistente numero di marchi di tutela suscita confusione fra il consumatore medio e, quindi, una carenza di conoscenza e di coscienza all’acquisto. Infatti, in tali meandri vengono ad insinuarsi le condotte ambigue e/o fraudolente nell’ambito delle filiere che, spesso, riescono a portare sul mercato alimenti o vini che evocano, per nome o etichetta, la denominazione d’origine oppure prodotti di tutt’altra provenienza che vengono spacciati come alimenti tutelati. Uno degli elementi che agevola le condotte fraudolente sono i numerosi passaggi del prodotto prima di giungere “al banco” e  l’immissione sul mercato in promiscuità con altri alimenti tal quali. Una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalla canalizzazione esclusiva dei prodotti DOP e IGP  su linee di commercializzazione specificatamente dedicate con una filiera corta, anche nella GDO, poiché diminuendo il numero di passaggi o tracciando coloro che possono farli si potrebbe giungere ad una tendenziale diminuzione delle condotte ambigue o fraudolente, anche una miglioria dei canali d’informazione destinati al consumatore potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. La  diffusione delle informazioni,  per ora, sono relegate molto spesso, agli addetti ai lavori o alle zone di origine;
  • i reati concernenti le frodi e le truffe di settore sono da considerarsi fra quelle più remunerative e a basso rischio, poiché  la pena edittale prevista è minima e qualora si arrivi a giudizio spesso il reato giunge a prescrizione. Tali metodi vengono adottati anche dalla C.O. che, ha un legame storico e culturale con le campagne,  opera e si espande sul territorio nazionale in forma d’impresa seguendo le direttrici logistiche del trasporto e del commercio della filiera agroalimentare, poiché laddove si può lucrare la criminalità organizzata s’insinua.
  • spesso il prodotto vegano utilizza dei termini mutuati da terminologie comuni del comparto alimentare (es.: hamburger, formaggio, cotoletta, latte, ecc.): le medesime vengono utilizzate per similitudine o evocazione andando a definire un prodotto di tutt’altra natura che lascia pensare, al consumatore meno informato, di trovarsi davanti a un prodotto analogo a quello richiamato dal termine utilizzato sulla confezione e che, invece, non è contenuto all’interno del prodotto (ad esempio, il formaggio vegano è costituito da prodotti vegetali e non contiene in nessun caso latte o suoi derivati). Sarebbe opportuno stabilire, regolamentandole, terminologie più appropriate e calzanti agli alimenti vegani.


Tra le principali attività da segnalare nell’azione di contrasto antifrode, in particolare svolte dai Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare (Re.T.A.), spiccano le seguenti eseguite a largo raggio sul territorio nazionale:

  • gennaio- dicembre 2018,hanno verificato 121 aziende ristorative sequestrando circa 1.883 kg di prodotti alimentari privi di rintracciabilità o dichiarati mendacemente freschi, in realtà congelati, riscontrando 11 violazioni penali e denunciando 11 persone, contestando 30 sanzioni amministrative per circa 21.000,00 euro;
  • gennaio- dicembre 2018, hanno verificato 51 aziende biologiche sequestrando numerose etichette, 6.291 kg di alimenti bio privi di rintracciabilità o mendacemente dichiarati biologici, ma provenienti da agricoltura convenzionale, riscontrando 6 violazioni penali e denunciando 7 persone, contestando 12 sanzioni amministrative per circa 24.800,00 euro;
  • gennaio- dicembre 2018, hanno verificato 458 aziende che detenevano o ponevano in vendita prodotti DOP e/o IGP  sequestrando oltre 488.000 etichette, circa 16.500 confezioni, 487 cataloghi e 1.431 espositori evocanti marchi di qualità, 162.250 kg di prodotti mendacemente dichiarati a denominazione di origine o ad indicazione geografica, per un valore commerciale pari a 2.882.3040 euro,  riscontrando 19 violazioni penali e denunciando 13 persone, contestando 130 sanzioni per 385.075,00 euro.


Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

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