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Benessere degli animali durante il trasporto

Benessere degli animali durante il trasporto

Capitolo 5b. Analisi critica e conclusioni

L’attività di controllo svolta nel corso del 2018 dalle Regioni, per il tramite delle AUSL, sulla protezione degli animali durante il trasporto, in linea generale è stata rispettata ed è avvenuta sulla base delle indicazioni impartite dal Piano Nazionale Benessere Animale aggiornato nel 2011 e confermato anche per l’anno 2018. La programmazione minima dei controlli deve essere basata su un’adeguata valutazione del rischio, tenendo in considerazione almeno quei criteri di rischio individuati dal piano stesso. Anche nel corso del 2018 è proseguita su strada, come già descritto, l’attività di controllo congiunta attuata dagli UVAC e dalla Polizia Stradale, effettuata sulla base delle indicazioni fornite dal Protocollo d’Intesa del 2011 tra Ministero della Salute e Ministero dell’Interno, per coordinare e potenziare in ambito nazionale i controlli sul trasporto di animali vivi. La programmazione dell’attività deve tenere conto dei risultati dei controlli pregressi e di tutti gli altri indicatori (direttrici a maggiore densità di traffico, o aree dove è maggiore la probabilità di riscontro di irregolarità) utili a indirizzare efficacemente la pianificazione delle verifiche congiunte.

Con riferimento agli ultimi anni, risulta evidente che l’attività di controllo ufficiale nel settore della protezione degli animali durante il trasporto rimane per lo più concentrata al luogo di arrivo (ispezioni tipo 1) in base alle indicazioni sulla programmazione minima dei controlli indicata nel PNBA 2011 e confermata per il 2018.

Pertanto l’attuazione del Protocollo d’Intesa con la Polizia Stradale mira al potenziamento dei controlli anche durante il trasporto su strada, rendendo tale tipo di controllo più incisivo ed efficace grazie al necessario supporto tecnico-logistico degli organi di Polizia.

Per quanto concerne le non conformità rilevate negli ultimi 5 anni in relazione a ciascun mezzo di trasporto, il valore ottenuto nel 2018 con 2,8% (totale non conformità/totale mezzi di trasporto controllati, %)  evidenza un trend nuovamente crescente, dopo una fase  discendente  nel quadriennio precedente (3,5% nel 2014 ; 3,16% nel 2015; 2,96% nel 2016; 2,2% nel 2017 ).Tale aumento percentuale di non conformità rilevate,nonostante il   minor  numero di ispezioni, può essere attribuito all’azione di vigilanza e controllo a livello territoriale più mirata e basata sul rischio, oltre che  a una migliore  formazione  del personale coinvolto, a fronte di una riduzione delle risorse umane dedicate, che ha comportato un miglioramento dell’attenzione e dell’accuratezza dei controlli, con  conseguente riscontro di una maggiore quantità di irregolarità durante la verifica stessa.  

Si auspica che la formazione degli operatori, grazie anche alla ampia divulgazione delle recenti “Guide pratiche al trasporto animale” ed ai nuovi cicli di aggiornamento organizzati sul territorio per conducenti e guardiani con certificato di idoneità scaduto, sia sempre maggiore, portando a una ulteriore riduzione delle non conformità durante i trasporti di animali vivi.

Figura 1


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019


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