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Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (ACC/ACR/ACL)

In Italia nel 2018 sono stati svolti complessivamente 193 audit sulle Autorità competenti (20 svolti dal Ministero della salute sui sistemi regionali, 173 svolti dalle Regioni).

I dati vengono confrontati con le attività di audit svolte negli anni precedenti a partire dal 2013:

Tabella 3

Dai dati è possibile desumere quanto segue:

a.       lieve decremento nel numero totale di audit ACC su ACR + ACR su ACL, con un calo brusco tra il 2014 e il 2015 ma con una tendenza alla stabilizzazione nel biennio 2015-16 ed un incremento del 11% nel 2017  e di un ulteriore 4% nel 2018; in generale, un decremento del 4% tra il 2013 ed il 2018;

b.      incremento degli audit di sistema del MdS nel primo triennio e importate flessione nell’ultimo traennio per attestarsi sui valori più bassi mai registrati nel 2018;

c.       deciso incremento degli audit di settore del MdS sui sistemi regionali da 17 nel 2016 a 23 nel 2017, per mostrare poi una battuta di arresto del trend in ascesa nel 2018 attestandosi  sul numero di audit svolti nel 2013;

d.      sostanziale stabilità nel numero degli audit interni del MdS sui PIF rispetto al 2017 ma in incremento rispetto al triennio 2013-2015  e decremento per le attività di audit sugli USMAF;

e.       forte incremento del 35% del numero degli audit di sistema delle Regioni sulle ASL realizzati nel 2018 rispetto al 2017, tuttavia tale dato positivo si attesta intorno al 13%  in meno rispetto al 2013 , 2015 e 2016. Mentre rispetto al picco verificatosi nel 2014 il decremento è del 57%;

f.       deciso incremento nel numero degli audit di settore delle Regioni sulle ASL nel 2018, con proseguimento dell’inversione del trend discendente registrato fino al 2016, che ha sostanzialmente  raggiunto i livelli del 2013  registrando una insignificante differenza percentuale del 1,3%;

g.       significativo incremento nel 2018 gli audit interni al SGQ Regione Toscana  rispetto al 2017 in generale però si registra un progressivo decremento, drammatico  tra il 2016 e il 2017, ma continuo nel tempo per quanto riguarda tra il 2013 e il 2016 ed un deciso calo complessivo nel  periodo 2013-2017 del 74,4%.

In generale il numero medio di audit/anno dell’ultimo quinquennio, è di circa 185 con una oscillazione del +8% e - 10%. Ciò consente di affermare che la capacità media annuale del sistema nazionale di audit si attesta su un numero ragguardevole di audit. In ogni caso le dinamiche temporali potrebbero semplicemente testimoniare un percorso di consolidamento operativo e di assestamento sostenibile del sistema di audit a cascata delle AC. Volendo ulteriormente analizzare le dinamiche concomitanti all’evoluzione del sistema di audit occorre segnalare un serie di accadimenti avvenuti tra il 2014 e 2018.

Tra il 2014 e 2016 l’amministrazione centrale è stata oggetto di importanti processi di riorganizzazione che hanno portato nel 2016 ad una riduzione numerica degli Uffici ed un conseguente accorpamento di competenze. La definitiva stabilizzazione del MdS nel 2017 ha consentito di dedicare maggiori risorse all’attività di audit che di conseguenza è aumentata. Nel 2018 invece le Direzioni Generali sono state, tra l’altro, oggetto di numerosi audit internazionali (audit della Corte dei Conti europea sui rischi chimici, audit del FDA-USA, 9 audit della DGSANTE su vari argomenti, tra i quali l’audit sul sistema nazionale di audit e il General Follow-up audit per l’aggiornamento del Country Profile) che hanno assorbito un notevolissimo impegno. Inoltre la sempre minore disponibilità di risorse umane a livello centrale, a causa del blocco delle assunzioni da ormai più di quindici anni, sta iniziando a mostrare i propri effetti sulle capacità operative dello stesso.  

A livello regionale invece sono proseguiti, in modo importante, i processi di riorganizzazione. In particolare  nel 2018, per quanto riguarda l’ambito della SPVeSA, tali processi hanno riguardato il servizio regionale della Regione Umbria (precedentemente accorpato e  anche nel 2018 retto interim),  il servizio regionale della Regione Liguria (precedentemente accorpato con una figura dirigenziale specialistica di staff,  nel 2017 trasferito in parte presso l’Azienda ALISA e permanenza nel 2018 della non chiara attribuzione di ruoli e compiti ai due enti), il servizio regionale della Regione Molise (con direttore del servizio al quale è stato assegnato anche l’incarico di direttore reggente del Servizio programmazione economico-finanziaria del SSR e di direttore supplente del Servizio Controllo di gestione e per Flussi informativi), il Servizio Regionale della Valle d’Aosta (al quale sono state nel 2018 attribuite nuove competenze nell’ambito dell’igiene e sanità pubblica), il servizio regionale della  Regione Calabria (per il quale permane anche nel 2018 una incertezza negli incarichi di vertice), il Servizio Regionale dell’Abruzzo (acquisizione della nuova competenza di “Prevenzione ambientale). Peraltro tali ultimi processi di riorganizzazione delle regioni si sommano a quelli intervenuti nel triennio precedente (in Lazio, Sicilia, Emilia Romagna, PA di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Molise, Campania, Sardegna).  

In ogni caso, in Italia le Regioni che hanno mantenuto uffici dirigenziali Regionali esclusivamente dedicati alla Sanità Pubblica Veterinaria sono 12 (su 21 assessorati): Basilicata, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, PA Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto.

Anche le ASL hanno subito profonde riorganizzazioni: nel 2016 sono state accorpate alcune ASL della Lombardia (da 15 a 8), della Toscana (da 12 a 3) e del Lazio (da 12 a 10) con una riduzione del numero complessivo delle ASL, da 139 nel 2015 a 121 nel 2016.  Nel 2017 l’accorpamento ha interessato anche il Piemonte (da 13 a 12) il Veneto (da 21 a 9) e la Sardegna (da 8 a 1) con una ulteriore riduzione delle ASL a 101 ed un progressivo fenomeno di gigantismo e rischio di inefficienze. Nel 2018 non si sono registrate ulteriori unificazioni mentre, dal punto di vista organizzativo, le maggior parte delle ASL accorpate nell’anno precedente non hanno ancora completato la definizione del nuovo assetto operativo.

La serie storica del numero di audit svolti dal Ministero ha consentito di individuare la effettiva capacità, le possibilità operative ed il livello di sostenibilità e di sistematicità, dell’attuale modello di sistema di audit adottato. La capacità di audit (numero di audit) registrata nel 2018 consente al sistema di audit ministeriale (che prevede un ciclo, per ciascuna Regione, di quattro audit di settore ed un audit di sistema) di assicurare, per il 2° ciclo, una adeguata copertura di tutti i campi di attività pertinenti e di tutte le autorità competenti, nell’arco di un quinquennio.

Nel 2018 si è concluso il secondo ciclo di audit ministeriali, per la Regione Abruzzo, mentre altre 14 Regioni sono state interessate dagli audit di settore.

Il numero di audit di settore, svolti complessivamente dal Ministero e dalle Regioni, nel quinquennio 2014-2018 è stato di 172 nel 2018, 169 nel 2017, 139 nel 2016, 138 nel 2015 e 148 nel 2014.

Va comunque evidenziato che anche nel 2018 tutti i sistemi di controllo ufficiale individuati nel Country Profile Italia (http://ec.europa.eu/food/audits-analysis/country_profiles/details.cfm?co_id=IT ) (ad eccezione del sistema di controllo dei farmaci e di residui per il MdS) sono stati oggetto di audit  (per un totale di 30 settori da parte delle Regioni e 13 da parte del Ministero) e va rilevato inoltre, che nel 2018 alcuni settori sono stati verificati per la prima volta (es: “Verifica di efficacia dei controlli nel settore dei Piani di eradicazione della Brucellosi bovina e ovi-caprina  ed in quello dell’alimentazione animale”, “ verifica dell’autocontrollo aziendale e laboratori accreditati”, “adempimenti ispettorato micologico”, “alimenti particolari”).

Con l’attività di audit si è cercato di garantire anche una adeguata copertura delle Autorità Competenti nei vari settori. Fino a tutto il 2018, gli audit del Ministero della salute hanno infatti coinvolto, oltre a tutte le Regioni e PA, anche – se si tiene conto degli accorpamenti intercorsi nel frattempo - tutte le ASL.

Un dato analogo relativo all’attività di audit svolta dalle Regioni sulle proprie ASL non è al momento rilevato, ma dalle informazioni disponibili risulta che tutte le Regioni hanno svolto audit presso tutte le proprie ASL, assicurando la copertura del territorio e dei sistemi di controllo nel quinquennio.

Le autorità regionali competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, secondo quanto emerso dalle missioni di audit ministeriali effettuate nel 2018, e quanto già in parte rilevato nelle precedenti Relazioni Annuali, continuano a maturare importanti progressi nell’ambito del percorso di adeguamento agli standard organizzativi e di funzionamento definiti dalle politiche e dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia come anche dimostrato dalla prevalenza di giudizi positivi rispetto alle criticità riscontrate.

Dalla disamina dei risultati globali delle missioni di audit condotte dal Ministero e dalle Regioni nel 2018 e dal raffronto con i risultati delle missioni condotte nell’anno precedente, emerge un deciso miglioramento della capacità regionale di gestire il sistema dei controlli ufficiali. Anche la rilevazione di criticità in questo ambito denota probabilmente la particolare attenzione e cura che tutto il SSN sta ponendo su tale criterio operativo.

Infatti, gli aspetti critici sui quali si è maggiormente concentrata l’attenzione degli auditor sono, in ordine di frequenza decrescente, riportate nella tabella seguente:

Tabella 4

Peraltro le tipologie di criticità sopra menzionate, registrate nel 2018, ripropongono in parte quelle già evidenziate nelle precedenti relazioni annuali.


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019


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