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Alimenti di origine animale - Controlli veterinari a seguito di scambi intracomunitari

FONTE: Ministero della Salute

Scambi intra-UE prodotti di origine animale - Controlli veterinari

Capitolo 1. Attività svolta

Ai sensi del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, gli operatori che ricevono partite di prodotti o animali provenienti da un altro Stato membro sono soggetti a preventiva registrazione presso l’U.V.A.C. (Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari) di competenza territoriale. Inoltre, tali operatori sono tenuti a prenotificare l’arrivo delle partite di prodotti o animali secondo le procedure disposte da tale decreto legislativo. Al 31 dicembre 2018 risultano registrati complessivamente 34.265 operatori prevalentemente situati nelle regioni del nord del Paese: Veneto (7.471), Lombardia (6.379), Piemonte (4.234) ed Emilia Romagna (2.743). Rispetto al 2017 si riscontra un incremento delle registrazioni dello 0,6%.

Nel 2018 il numero di partire segnalate agli U.V.A.C. tramite prenotifica è di 2.278.941 (+5,6% rispetto l’anno 2017) e di queste 2.069.232 partite sono costituite da prodotti di origine animale destinati al consumo umano (tabella 1).

Tali flussi di merci rappresentano un volume di quaranta volte superiore a quello delle partite importate dai Paesi Terzi. Anche nel 2018 c’è stato un leggero aumento del numero delle partite prenotificate e questo è dovuto sia ad un aumento generale delle partite spedite in Italia da altri Paesi membri, che dal raggiungimento del completo inserimento dei dati nel sistema SINTESI da parte di tutti gli uffici e, in misura minore, al computo nel totale delle partite di quelle provenienti dai Paesi non appartenenti all’UE (Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera), ma che movimentano le merci di interesse veterinario in ambito comunitario con le stesse regole degli scambi in virtù di Accordi  economici (Spazio Economico Europeo e Accordo UE-Svizzera).

Nel 2018 sono state sottoposte a controlli documentali e fisici n. 7. 658  partite di prodotti di origine animale destinate al consumo umano, pari allo 0,37% (tabella 1) delle partite introdotte dai Paesi UE. La percentuale complessiva dei controlli fisici ha avuto un lieve decremento rispetto al 2017 (0,41%) e varia a seconda della tipologia di merce.

Laddove i controlli documentali e fisici ne hanno suggerito l'opportunità, oppure in applicazione di specifiche indicazioni di controllo stabilite dalla Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, o a seguito di non conformità rilevate da altri Paesi dell’UE e notificate tramite il sistema di allerta (RASFF), si è provveduto ad effettuare i controlli di laboratorio. Dalla tabella 1 emerge che nel 2018 sono stati eseguiti 3.739 controlli di laboratorio su 7.658  partite di merci sottoposte a controlli documentali e fisici con un leggero decremento rispetto al 2017 (nel 2017, 4.327 controlli di laboratorio su 8.156 controlli fisici)

La percentuale dei controlli di laboratorio (48,82%) varia, in modo anche considerevole, in funzione della diversa tipologia di merci, di problematiche di carattere sanitario che si sono rilevate nel corso dell’anno e per l’implementazione di alcuni piani di monitoraggio.  A tal riguardo va riportato che nel 2018  sono stati sviluppati specifici piani di controllo di laboratorio a scopo di monitoraggio sulla base dei dati sui flussi commerciali, sui controlli effettuati negli anni precedenti e sui risultati ottenuti e anche sulla base di talune segnalazioni circa la possibilità di movimentazioni di prodotti a rischio. Tali piani sono i seguenti:

  1. Programma di monitoraggio sui salmonidi d’acquacoltura provenienti da Paesi dell’Unione europea.
  2. Programma di campionamento sulla carne equina ed equidi da macello provenienti dall’UE.
  3. Programma di campionamento del miele proveniente da Paesi dell’Unione europea.
  4. Programma di campionamento per la ricerca di  trichinella in carne di cinghiale refrigerata e congelata proveniente da Paesi dell’Unione europea.

Si riporta, infine che sulla carne suina sono stati stabiliti ulteriori campionamenti, finalizzati alla salvaguardia della salute animale, per la ricerca del virus della peste suina africana in relazione ai rischi derivanti dalla situazione epidemiologica sfavorevole della malattia in alcuni Stati membri. (note DGSAF 0017220 del 12/07/2018; DGSAF 0026105 del 19/10/2018).

Per quanto riguarda le carni, la percentuale degli esami di laboratorio rispetto al numero dei controlli documentali e fisici è compresa tra il 44,4% e il 78,9%, in leggera diminuzione rispetto a quella nel 2017 (44,6 – 83,8%). Per le carni di pollame, in particolare, si è osservata una diminuzione dei campionamenti che sono passati da 329 (2017) a 125 (2018), in quanto si è concluso il piano di monitoraggio iniziato nel 2017 in seguito allo scandalo sull’utilizzo improprio di fipronil negli allevamenti avicoli. Per le carni suine si è registrato, invece, un aumento dei controlli che sono passati da 314 nel 2017 a 481 nel 2018, in seguito al potenziamento degli esami per la trichinella nella carne di cinghiale e all’avvio dei test per la peste suina africana. Anche per le carni equine, infine, si è registrato un lieve aumento dei campioni in seguito all’attuazione del piano di monitoraggio per la ricerca di residui di sostante ad azione farmacologica (71 partite campionate nel 2017 e 86 nel 2018). Nei prodotti della pesca le percentuali di controllo di laboratorio variano tra il 20% ed il 55,21%, mentre per il latte e i prodotti a base di latte oscillano tra il 49,% e il 50,96%.

Per le uova e gli ovoprodotti, la percentuale dei controlli di laboratorio è stata del 10,56%, nettamente inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (32,06%) in quanto si sono conclusi due piani di monitoraggio iniziati nel 2017 uno in seguito allo scandalo sull’utilizzo improprio del fipronil negli allevamenti avicoli, l’altro conseguente ad alcuni focolai di salmonellosi nell’uomo in alcuni Stati membri.

Infine, per quanto riguarda il miele e i prodotti dell’apicoltura destinati al consumo umano, si osserva un notevole incremento dei campionamenti, in seguito all’attuazione di uno specifico piano di monitoraggio per la ricerca di residui di sostanze farmacologicamente attive e contaminanti (17 partite campionate nel 2017, 72 nel 2018).  

Esaminando le percentuali del controllo documentale e fisico per U.V.A.C. di competenza (tabella 2), si evidenziano percentuali di controllo diverse applicate dai vari U.V.A.C. Ciò può derivare sia dalle diverse tipologie e dalle differenti provenienze delle merci che vengono spedite nel territorio di competenza (es. regioni con vocazioni produttive particolari), sia dall’attivazione di allerta comunitarie che in alcuni casi possono interessare solo determinate destinazioni e pertanto, causare un aumento nella percentuale dei controlli solo per alcuni U.V.A.C. Dalla tabella 2 emerge come la maggior parte delle partite provenienti dai Paesi dell’UE nel 2018 sia destinata alle Regioni del nord Italia e, in particolare alla Lombardia (464.219), Veneto (369.088), Emilia-Romagna (175.957), Piemonte ( 158.595), Lazio (150.584), seguite da Toscana, Campania e Puglia. Un discorso a parte deve essere fatto per l’U.V.A.C del Trentino-Alto Adige, in cui l’elevato numero di partite prenotificate (426.633) è strettamente correlato al fatto che le partite sono composte da piccoli quantitativi di merci differenti per cui ogni partita dà origine ad una prenotifica.

Nella tabella 3 sono riportate le partite prenotificate, controllate e respinte, in base al Paese UE di provenienza. Dalla tabella risulta che i principali Paesi dell’UE che spediscono prodotti verso l’Italia sono: Germania, Francia, Spagna, Austria, Olanda e Danimarca. Su questi Paesi, considerato l’elevato numero di partite introdotte, si è concentrato il maggior numero di controlli anche di laboratorio, tenendo conto che la normativa sugli scambi intra-UE impone che i controlli debbano essere effettuati primariamente dallo Stato UE di origine, lasciando al Paese UE di destinazione la possibilità di effettuare controlli a sondaggio e non discriminatori.


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Data di pubblicazione: 23 luglio 2019

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