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Ambiente - Inquinamento da nitrati di origine agricola

FONTE: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Macroarea: Attività a carattere trasversale
Settore: Ambiente

INQUINAMENTO DA NITRATI DI ORIGINE AGRICOLA

Vengono di seguito esposti i dati del quadriennio 2012-2015


La direttiva 91/676/CEE del Consiglio (di seguito “direttiva Nitrati”) ha lo scopo di proteggere le acque dall’inquinamento causato o indotto dai nitrati di origine agricola attraverso una serie di misure che devono essere attuate dagli Stati membri: il monitoraggio delle acque (concentrazione di nitrati e stato trofico), l’individuazione delle acque inquinate o a rischio di inquinamento, la designazione delle zone vulnerabili (aree che scaricano in acque inquinate o a rischio di inquinamento se non si interviene), l’elaborazione di codici di buona pratica agricola e di programmi di azione (una serie di misure intese a prevenire e a ridurre l’inquinamento da nitrati).

Sulla base dei risultati del monitoraggio periodico delle acque le Autorità competenti devono procedere, almeno ogni quattro anni, al riesame e, ove necessario, alla revisione della designazione delle zone vulnerabili e dei programmi di azione.

L’articolo 10 della direttiva Nitrati prevede che gli Stati membri presentino, ogni quattro anni, una relazione alla Commissione europea sullo stato di attuazione della Direttiva sul territorio nazionale. La relazione deve contenere informazioni relative, tra l’altro, ai risultati di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee con le relative mappe, alle zone designate come vulnerabili, ai codici di buona pratica agricola applicati su tutto il territorio e un sommario dei principali aspetti dei programmi di azione elaborati per le zone vulnerabili, nonché dei risultati conseguiti attraverso l’attuazione delle misure dei programmi d’azione.

La relazione descrive lo stato di attuazione della direttiva Nitrati sul territorio nazionale nel quadriennio

2012-2015. L’organizzazione dei contenuti e la rappresentazione dei dati seguono lo schema fornito dalla DG Ambiente della Commissione europea (febbraio 2011) nel documento “Stato e tendenze dell’ambiente acquatico e delle pratiche agricole - Guida alla stesura delle relazioni degli Stati membri”.

Il rapporto viene redatto sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e dalle Province Autonome, che sono le Autorità competenti per l’attuazione della Direttiva nitrati.

I  dati  relativi  ai  risultati  del  monitoraggio  delle  acque,  alla  designazione  delle  zone  vulnerabili, le informazioni relative alle pratiche agricole, ai programmi di azione e ai codici di buona pratica agricola, secondo lo schema concordato a livello comunitario, sono stati trasmessi in forma elettronica dalle Regioni e dalle Province Autonome attraverso il sistema SINTAI messo a disposizione dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Nel periodo 2012-2015 non si sono registrate variazioni sostanziali di stazioni nella rete di monitoraggio per la diagnosi dell’inquinamento da nitrati. La rete capillare è diffusa sull’intero territorio nazionale.  Nelle figure sottostanti sono riportate le reti di monitoraggio relative al periodo del quadriennio precedente (2008-2011) e al quadriennio in esame (2012-2015) relativamente alle acque sotterranee (Figure 1 e 2) e superficiali (Figure 3 e 4). Il numero di siti di monitoraggio, acque sotterranee, è rimasto sostanzialmente invariato (tabella 1); acque superficiali – tabella 2 è ulteriormente aumentato, passando da 7.995 siti nel 2007 a 9.741 siti nel 2011 con un incremento.

Graf1

Tabella 1: Numero di siti di monitoraggio delle acque sotterranee

Numero di siti di monitoraggio precedente periodo 2008-2011Numero di siti di monitoraggio corrente periodo 2012-2015

5.005

5.036

Graf2

Tabella 2: Numero di siti di monitoraggio delle acque superficiali

Categoria di corpo idricoNumero di siti di monitoraggio precedente periodo 2008-2011Numero di siti di monitoraggio periodo corrente 2012-2015
Fiumi

2.822

2.908

Laghi

334

249

Acque di transizione/ costiere/ marine

792

588

Totale

3.948

3.745

La densità dei siti di campionamento risulta di 16,8 su 1000 km2 nel caso delle acque sotterranee e 12,5 ogni 1000 km2 per le acque superficiali, quest’ultima ben superiore alla densità di campionamento proposta nella linea guida sul monitoraggio ai sensi della Direttiva nitrati di 1 stazione ogni 300-1.000 km2 per le acque superficiali (fiumi).


Per quanto riguarda lo stato di qualità delle acque si evidenzia che per le acque sotterranee i risultati relativi alla distribuzione delle stazioni di monitoraggio nelle differenti classi di qualità (0-24,99 mg/l; 25-39,99 mg/l; 40-50 mg/l; >50 mg/l) hanno evidenziato che il 72% delle stazioni, presenta un contenuto di nitrati inferiori a 25 mg/l. Solo l’11% dei punti monitorati ha registrato una concentrazione media superiore ai 50 mg/l di nitrati. Per le acque superficiali la distribuzione delle stazioni in base alle classi di qualità ha mostrato che il 97,6% delle stazioni è caratterizzato da una concentrazione media annuale di nitrato inferiore a 25 mg/l. Con riferimento alla valutazione delle tendenze della concentrazione di nitrati nelle acque tra il periodo 2012/2015 e il precedente periodo, si evidenzia la prevalenza dei siti nei quali la concentrazione media di nitrati risulta stabile: 56.3 % per le acque superficiali, 38.1% per le acque sotterranee. Inoltre, sia nel caso delle acque sotterranee che nel caso delle acque superficiali, pur con significative differenze tra le diverse aree geografiche del Paese, risultano diminuiti drasticamente il numero di siti di monitoraggio per i quali si registra una tendenza all’ aumento rispettivamente il 24,3% per le acque sotterranee e il 14,8% per le acque superficiali.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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