Sei in: Home > 5. Obiettivi del PNI e conclusioni > 5c - Ulteriori elementi di analisi > Ambiente – Monitoraggio dei pesticidi nelle acque

Ambiente – Monitoraggio dei pesticidi nelle acque

FONTE: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Macroarea: Attività a carattere trasversale
Settore: Ambiente

MONITORAGGIO DEI PESTICIDI NELLE ACQUE

Piano per il controllo e la valutazione di eventuali effetti derivanti dall’utilizzazione dei prodotti fitosanitari sui comparti ambientali vulnerabili


L’ISPRA realizza il rapporto nazionale sulla presenza dei pesticidi nelle acque al fine di acquisire informazioni sullo stato di qualità della risorsa idrica e di individuare eventuali effetti non previsti adeguatamente nella fase di autorizzazione dei prodotti fitosanitari. La realizzazione del rapporto, avviata nel 2003, ad oggi si inserisce nel rispetto dei compiti stabiliti dal Decreto ministeriale n.35 del 22 gennaio 2014 (Piano di Azione Nazionale, ai sensi dalla Direttiva 2009/128/CE sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi). l’Istituto fornisce gli indirizzi tecnico-scientifici per la programmazione e l’esecuzione del monitoraggio. Le Regioni realizzano il monitoraggio nell’ambito dei programmi di rilevazione previsti dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, trasmettono i risultati all'ISPRA, che li elabora e valuta. L’Istituto, inoltre, alimenta gli indicatori individuati dal Decreto ministeriale n.172 del 15 luglio 2015 (Modalità di raccolta ed elaborazione dei dati per l’applicazione degli indicatori previsti dal Piano d’Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari). Due di questi indicatori, in particolare, hanno lo scopo di seguire l’evoluzione nel tempo della contaminazione e verificare l’efficacia delle misure previste per la tutela dell’ambiente acquatico.

Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal grande numero di sostanze interessate e dall’estensione delle aree interessate. In Italia, solo in agricoltura si utilizzano circa 130.000 tonnellate all’anno di prodotti fitosanitari (dati ISTAT, 2014), che contengono circa 400 sostanze diverse. I pesticidi, da un punto di vista normativo, oltre ai prodotti fitosanitari (conformi al Regolamento CE 1107/2009), utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, comprendono anche un altro gruppo di sostanze: i biocidi (Reg. UE 528/2012), impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). Spesso i due tipi di prodotti utilizzano gli stessi principi attivi. Per i biocidi, tuttavia, non si hanno informazioni analoghe sulle quantità e manca un’adeguata conoscenza degli scenari d’uso e della distribuzione geografica delle sorgenti. Inoltre i pesticidi, diffusi su grandi estensioni territoriali, seguono percorsi poco identificabili, dipendenti dagli eventi idrologici e dalle vie di drenaggio. Ne deriva, quindi, la difficoltà di pianificare adeguatamente un monitoraggio, che richiede la predisposizione di una rete che copra gran parte del territorio nazionale, il controllo di un grande numero di sostanze e un continuo aggiornamento reso necessario dall’uso di sostanze nuove.

L’ultimo rapporto realizzato è quello relativo al biennio 2013-2014, attualmente disponibile sul sito web dell’Istituto: 

http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimiche-reachprodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque

Le informazioni riguardano 19 regioni e province autonome, che hanno trasmesso all’Istituto i dati sul monitoraggio dei pesticidi nelle acque. La copertura del territorio nazionale è ancora largamente incompleta, soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali, due regioni, Calabria e Molise, non hanno inviato alcun dato, inoltre, per le acque sotterranee, mancano i dati anche di Basilicata, Campania e Puglia. Il dato nazionale complessivo del monitoraggio, suddiviso per anno e tipologia di acque è riportato in tabella 1. 

Tabella 1: Dato complessivo nazionale del monitoraggio, anni 2013 e 2014

 Punti monitoraggioCampioniMisure
Anno201320142013201420132014
Acque superficiali1.4101.2849.3809.497390.216454.885
Acque sotterranee2.5182.4635.1225.221228.935277.682
Totale3.9283.74714.50214.718619.151732.567


Nel 2014, nelle acque superficiali, sono stati trovati pesticidi in 820 punti di monitoraggio (63,9% del totale) e in 3.226 campioni (34% del totale). Nelle acque sotterranee invece sono risultati contaminati 780 punti di monitoraggio (31,7% del totale) e 1.334 campioni (25,5% del totale).

Le sostanze cercate complessivamente sono 365: 354 nelle acque superficiali, 331 in quelle sotterranee. Le sostanze trovate sono in totale 224: 205 nelle acque superficiali, 171 in quelle sotterranee.

Gli erbicidi e alcuni loro metaboliti sono ancora la tipologia di sostanze più trovate, in particolar modo nelle acque superficiali dove costituiscono il 55,7% delle misure positive. Rispetto agli anni passati aumenta la presenza di fungicidi e insetticidi in modo significativo. L’incremento percentuale dei fungicidi rispetto al 2012 è del 72% nelle acque superficiali e del 11% in quelle sotterranee, per quanto riguarda gli insetticidi, gli incrementi relativi sono del 53% nelle acque superficiali e del 30% in quelle sotterranee. Come già segnalato in passato, la forte presenza di erbicidi è legata sia alle quantità utilizzate, sia soprattutto alle modalità di utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con le precipitazioni meteoriche più intense di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. L’incremento della presenza di fungicidi e insetticidi si spiega con l’aumentata efficacia del monitoraggio e con il numero più alto di sostanze cercate.

Nella Figura 1 sono indicate le sostanze più rilevate in termini di frequenza (% trovato/cercato), per il 2014. Per ogni sostanza sono riportati fra parentesi il numero dei ritrovamenti e quello totale dei campioni.

Figura 1 – Sostanze più trovate nelle acque superficiali e sotterranee nel 2014

tab1

Il documento completo relativo ai risultati può essere scaricato qui.


L’attività di indirizzo dell’ISPRA è stata finalizzata a fornire le basi conoscitive e i presupposti tecnici per la realizzazione del monitoraggio nazionale. Un impegno particolare è stato rivolto a individuare e valutare secondo una scala di priorità le nuove sostanze immesse sul mercato. Si cita, al riguardo, l’ultimo dei documenti di indirizzo pubblicati dall’Istituto, che aggiorna i precedenti della stessa serie: Sostanze prioritarie per il monitoraggio dei prodotti fitosanitari nelle acque - Aggiornamento 2011 – ISPRA, Manuali e linee guida 74/2011.

Nel corso dell’anno è prevista la pubblicazione dell’aggiornamento 2017 della linea guida citata. Tutte le informazioni sui precedenti rapporti e sui documenti di indirizzo sono disponibili sul sito web dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimiche-reachprodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque).

Nel documento vengono evidenziate le sostanze prioritarie ai fini del monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, prendendo in considerazione tutti gli aspetti che concorrono a determinare la possibilità di contaminazione delle acque e conseguentemente il rischio per l’uomo e per l’ambiente attraverso questa via di esposizione. In particolare si è tenuto conto delle quantità immesse nell’ambiente e dei dati di monitoraggio, delle caratteristiche che determinano il comportamento delle sostanze nell’ambiente e delle loro proprietà (eco)tossicologiche.

Il documento costituisce un ausilio nella pianificazione del monitoraggio e nella scelta delle sostanze, non può pertanto prescindere da un giudizio esperto che tenga conto di queste e di tutte le altre informazioni necessarie. Viene inoltre affidata alla competenza dei responsabili regionali il compito di individuare, tra tutte le sostanze utilizzate a livello nazionale presentate nel documento, quelle rilevanti per i diversi ambiti territoriali.

La trasmissione dei dati 2013-2014 per la realizzazione del rapporto sul monitoraggio dei pesticidi avviene attraverso il sistema informativo nazionale per la tutela delle acque italiane (SINTAI). Regioni e ARPA hanno a disposizione un canale dedicato al monitoraggio dei pesticidi. Il sistema consente di acquisire la scheda per la trasmissione delle informazioni e le istruzioni per la sua compilazione, di trasmettere i dati, di controllare l'avvenuta trasmissione, eventualmente di modificarla e integrarla, e di controllare lo stato di avanzamento delle operazioni in corso sulle informazioni trasmesse. Una volta trasmessi, i dati del monitoraggio sono sottoposti a controllo per individuare i possibili errori. Le nuove modalità di trasmissione e il controllo hanno consentito di migliorare la qualità dei dati di base, rendendo possibile la georeferenziazione di tutte le stazioni di monitoraggio e la corretta interpretazione dei dati analitici.

È in fase di sviluppo un sistema informativo sui pesticidi, che conterrà i dati del monitoraggio nazionale e le sue elaborazioni, ma anche la documentazione di indirizzo per le indagini, in particolare per l’individuazione delle nuove sostanze da inserire nei protocolli: i dati di vendita dei prodotti fitosanitari, schede (eco)tossicologiche delle sostanze. Il sistema consentirà la produzione in modo assistito delle elaborazioni (tabelle, grafici, mappe) utili alla realizzazione del rapporto annuale, ma anche l’analisi di scenari e la realizzazione di indicatori sullo stato e sulla tendenza della contaminazione da pesticidi, e renderà possibile la pubblicazione delle informazioni tramite web. Il sistema si collegherà alle informazioni territoriali già prodotte dall’Istituto (limiti regionali, reticolo idrografico, uso del suolo) e potrà contribuire a completare le informazioni in tema di qualità delle acque derivanti dall’applicazione di altre norme, integrandosi, ad esempio, con il portale nitrati.


Negli oltre dieci anni di monitoraggio svolto c’è stato indubbiamente un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini. Rimane ancora, tuttavia, una forte disomogeneità fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove tuttora il monitoraggio è generalmente poco rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate. D’altra parte, come già evidenziato, c’è la necessità di un aggiornamento continuo per tenere conto delle sostanze nuove immesse sul mercato. Circa 100 di quelle attualmente in uso non sono incluse nei programmi di monitoraggio, molte di queste sono classificate pericolose per l’uomo e per l’ambiente. C’è uno sfasamento tra lo sforzo di ricerca, che finora si è concentrato soprattutto su alcuni erbicidi e sui loro principali metaboliti, e le sostanze più frequenti nelle acque, gran parte delle quali non figurano tra le più cercate. È utile ribadire la necessità di inserire nei protocolli regionali alcune sostanze che, ove cercate, sono responsabili del maggior numero di casi di non conformità, quali glifosate e AMPA, ma anche, solo per fare alcuni esempi, imidacloprid, metolaclor-esa, triadimenol, oxadixil.

È ancora necessario uno sforzo di armonizzazione delle prestazioni dei laboratori, date le differenze ancora presenti fra le varie regioni. I limiti analitici dovranno, in particolare, essere adeguati per consentire il confronto con gli SQA, che spesso sono sensibilmente più bassi, tenendo conto di quanto stabilito dalla direttiva 2009/90/CE, che fissa criteri minimi di efficienza per i metodi utilizzati per monitorare lo stato delle acque, dei sedimenti e del biota.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

Tag associati a questa pagina: AmbienteProdotti fitosanitari


Condividi:

  • Facebook