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Corpi di Polizia - Guardia di Finanza - Attività svolta nel settore delle frodi agroalimentari

FONTE: Guardia di Finanza

Attività svolta dalla Guardia di Finanza nel settore delle frodi agroalimentari

L’impegno della Guardia di Finanza nel settore agroalimentare trova fondamento nelle specifiche competenze di polizia economico-finanziaria e di polizia giudiziaria affidate al Corpo dal vigente quadro normativo.

Nelle sue linee generali, l’azione dell’Istituzione si sviluppa attraverso:

  1. il controllo economico del territorio;
  2. la vigilanza sulle movimentazioni doganali delle merci;
  3. le attività investigative in senso stretto, tese queste ultime alla ricostruzione della filiera del falso ed alla disarticolazione dei gruppi criminali coinvolti.

In linea con le primarie responsabilità operative affidatele dalla legge, la Guardia di Finanza è impegnata prioritariamente nel contrasto alle falsificazioni e alle contraffazioni alimentari e, solamente in via incidentale, perlopiù in occasione dello sviluppo di risultanze operative emerse nel corso di altre attività investigative, nella lotta alle sofisticazioni ed alle adulterazioni, ambiti rispetto ai quali sussiste una competenza preminente di altre Forze di Polizia e dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.R.F.), con i quali il Corpo intrattiene costanti rapporti di collaborazione operativa.

In particolare, i comportamenti delittuosi che, per i loro riflessi economico-finanziari, rientrano a pieno titolo nella competenza della Guardia di Finanza sono riconducibili essenzialmente alle condotte di:

  1. importazione e immissione in commercio di prodotti con la falsa indicazione “made in Italy” o, comunque, riportanti fallaci informazioni in ordine a origine, provenienza e qualità;
  2. commercializzazione di prodotti che riportano ingannevolmente una denominazione di origine o una indicazione geografica protetta (indebito utilizzo dei marchi D.O.P., I.G.P., etc.);
  3. contraffazione di marchi e di segni distintivi dei prodotti.

Analogamente, nell’espletamento delle funzioni di vigilanza dei traffici di merci nell’ambito degli spazi doganali, i Reparti del Corpo agiscono in sinergia con le articolazioni territoriali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Posto che le frodi nel settore agroalimentare sovente presentano risvolti in termini di falsificazione di documentazione contabile o di accompagnamento delle merci, le specifiche competenze di polizia economico – finanziaria del Corpo risultano funzionali allo sviluppo di approfondimenti sotto il profilo fiscale e patrimoniale, oltre che per i profili direttamente attinenti all’uso distorto di marchi o denominazioni di qualità o di origine.

Dal punto di vista organizzativo, il contrasto all’insieme dei fenomeni in argomento è assicurato da un dispositivo dinamico, flessibile e coordinato che agisce:

  1. a livello centrale, attraverso il Comando Reparti Speciali, nell’ambito del quale operano diversi Nuclei ciascuno competente in relazione a specifiche materie, per lo sviluppo di attività di analisi di rischio mediante le banche dati a disposizione e lo studio di filoni investigativi di ampia portata quantitativa e territoriale, al fine di predisporre piani d’intervento mirati su specifiche tipologie di fenomeni illeciti di rilevante impatto, anche sulla scorta delle best practices sviluppate sul territorio;
  2. a livello periferico, mediante la Componente territoriale articolata su oltre 700 Reparti tra Nuclei di polizia tributaria, Gruppi, Compagnie, Tenenze e Brigate.

La crescente attenzione dei Reparti operativi della Guardia di Finanza verso i fenomeni illeciti che interessano questo specifico settore è testimoniata dai risultati conseguiti nel 2016.

In tale periodo, infatti, sono stati complessivamente sequestrati oltre 215 tonnellate di prodotti agroalimentari solidi e quasi 336 mila litri di generi alimentari liquidi, oggetto di frode commerciale e/o sofisticazione (cfr. prospetto in allegato 1).

I sequestri più consistenti hanno riguardato, nell’ordine, le bevande alcoliche e analcoliche (con circa 1.778 ettolitri), il vino e gli spumanti (con oltre 1.554 ettolitri), i generi alimentari (con oltre 37 tonnellate), i mosti e le uve parzialmente fermentati (oltre 27 tonnellate) nonché l’olio d’oliva (oltre 25 tonnellate).

Il confronto tra i valori percentuali dei sequestri eseguiti nel 2016 per le principali tipologie di prodotto solido evidenzia la prevalenza di prodotti alimentari (18%), seguiti da mosti e uve parzialmente fermentati (circa il 13%) e dall’olio d’oliva (circa il 12%).

Tra i prodotti liquidi, oltre il 53% dei sequestri totali eseguiti ha interessato le bevande alcoliche e analcoliche, seguito da vini e spumanti (circa il 46%).

Dal punto di vista territoriale, la maggior parte dei sequestri di prodotti liquidi eseguiti nel 2016 è stata registrata nelle regioni del Nord mentre per i prodotti solidi i maggiori sequestri hanno interessato il Sud Italia (cfr. prospetto in allegato 2).

Nello specifico, considerando il dato a livello regionale, il primato dei sequestri dei prodotti solidi spetta alla Sicilia con oltre 56 tonnellate, seguita dalla Sardegna con circa 30 tonnellate e da Campania e Puglia, entrambe con oltre 28 tonnellate. Tali quantità corrispondono rispettivamente al 26,3%, 14,1% e 13,2% del totale sequestrato sull’intero territorio nazionale (oltre 215 tonnellate).

Per quanto riguarda i prodotti liquidi, la maggior parte dei sequestri è stata eseguita in Toscana (oltre 1.145 ettolitri), seguita dal Veneto (oltre 1.054 ettolitri) e dalla Lombardia (oltre 810 ettolitri). Tali quantità corrispondono rispettivamente al 34,1%, 31,4% e 24,1% del totale sequestrato sull’intero territorio nazionale (oltre 3.357 ettolitri).

Si segnalano, di seguito, le attività di servizio di maggior rilievo condotte dai Reparti del Corpo nel 2016, a contrasto delle frodi nel settore in argomento.

a.  Operazione “Fine tuning

L’operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari ha consentito di sottoporre a sequestro, nei confronti di oltre 1000 esercizi commerciali, un ingente quantitativo di confezioni di tonno rosso recanti indicazioni geografiche (tonno rosso di corsa mattanzato nelle tonnare della Sardegna) difformi dalla reale origine del prodotto inscatolato.

L’operazione di servizio, che ha avuto origine nella provincia di Cagliari, si è successivamente estesa a tutto il territorio nazionale e si è articolata in due distinte fasi.

Nel corso della prima, sono state sequestrate oltre 14,2 tonnellate di pesce, stoccate in quasi 35.000 confezioni pronte per essere immesse sul mercato, poiché riportanti sulle etichette di confezionamento delle indicazioni, sia organolettiche che di origine, difformi da quelle caratteristiche del tonno effettivamente conservato.

Nella seconda, previa attenta disamina della documentazione finalizzata all’individuazione dell’origine/destinazione del prodotto confezionato, sono stati individuati i rivenditori al dettaglio ubicati sull'intero territorio nazionale (circa 70 province), procedendo al sequestro del prodotto illegalmente immesso in commercio.

Le operazioni di servizio hanno portato al sequestro di ulteriori 821 chilogrammi di tonno rosso stoccato in 2.465 confezioni, nonché all’accertamento di immissione fraudolenta in commercio di quantitativi di tonno rosso in scatola con indicazioni geografiche di origine mendaci per oltre 61.700 chilogrammi.

b.  Operazione “Pinocchio

L’operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Treviso, su delega della Procura della Repubblica di Venezia, ha consentito il sequestro di oltre 130 mila litri di vino falsamente etichettato come “IGP Puglia Pinot Grigio”, pronto per essere messo in commercio.

Le indagini hanno, altresì, consentito l’individuazione di una rete di imprese “cartiere” – con sede in Puglia – incaricate dell’emissione di falsa documentazione attestante l’origine locale delle uve e del vino.

c.  Operazione del Gruppo di Palermo

L’attività, condotta nei primi mesi del 2016 dal Gruppo di Palermo unitamente al locale Ufficio dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha portato al sequestro, all'interno del porto del capoluogo siciliano, di un ingente quantitativo di olio destinato all'esportazione in Florida e a Singapore al quale erano state fraudolentemente apposte etichette indicanti false indicazioni organolettiche, idonee ad indurre i consumatori in inganno sulla reale qualità del prodotto.

In particolare l'olio, dichiarato come olio extravergine d'oliva o olio di sansa d'oliva, a seguito di apposite analisi cliniche di laboratorio, è risultato essere olio di semi di soia o solamente olio d'oliva (non extravergine).

Le indagini hanno portato alla denuncia del rappresentante legale della società che commercializzava il prodotto nonché al sequestro di oltre 31.000 chilogrammi di olio falsamente etichettato.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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