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Zoonosi - Flusso informativo EFSA

FONTE: Ministero della Salute

Zoonosi - Flusso informativo EFSA

I dati sui campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici, relativi al "Questionario EFSA sulle zoonosi in applicazione della Direttiva 2003/99”, sono stati trasmessi dalle Autorità Competenti mediante il sistema informativo (SINZOO).

I campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici riguardano diverse strutture coinvolte nella produzione, lavorazione, conservazione o distribuzione di alimenti: dagli impianti di macellazione, alle mense, catering, ristoranti, laboratori di trasformazione, negozi al dettaglio, incluse le celle frigorifere.  Sono state esaminate differenti matrici alimentari, quali carne, pesce, latte, uova ed alcuni loro derivati.

In allegato, si riportano le tabelle contenenti i dati per singola zoonosi relativi all’anno 2016. Si segnala che la scelta delle matrici alimentari è strettamente connessa all’agente zoonotico e che i dati in questione riguardano esclusivamente il controllo ufficiale.

I dati disponibili sono relativi a:

  • Brucella
  • Campylobacter
  • Listeria
  • Salmonella
  • Escherichia coli che produce verocitotossine
  • Virus dell’epatite A


TAB Animali

I dati sui campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici, relativi al "Questionario EFSA sulle zoonosi in applicazione della Direttiva 2003/99”, sono stati trasmessi dalle Autorità Competenti mediante il sistema informativo (SINZOO).

I campionamenti per la ricerca di agenti zoonotici riguardano diversi ambiti, a partire dall’allevamento, secondo la modalità di conduzione, alla fauna selvatica, agli animali da compagnia.

In allegato si riportano le tabelle contenenti i dati relativi all’anno 2016.


Flussi di notifica e dati del riscontro di zoonosi di origine alimentare nell’uomo, tratti dal Sistema Nazionale di Notifica delle Malattie Infettive (SIMID)

In Italia le principali malattie a trasmissione alimentare (MTA), sono sottoposte a notifica obbligatoria ai sensi del Decreto Ministeriale 15 dicembre 1990. Il flusso di notifica è distinto per i casi sporadici (classe II) e focolai epidemici (classe IV). Il predetto flusso informativo consente l’invio dei dati agli organismi internazionali (OMS, OIE, ECDC, EFSA) in ottemperanza alla normativa vigente.

In particolare la direttiva n. 2003/99/CE e il relativo D.L. vo di recepimento n. 191/2006, dispone l’invio dei dati di sorveglianza dei Focolai di tossinfezione alimentare da parte dei paesi membri.

Secondo quanto disposto dal DM 15/12/90, i casi umani di botulismo e di trichinellosi sono soggetti a notifica obbligatoria secondo le modalità previste per le malattie di classe I per le quali si richiede la segnalazione da parte del medico entro 12 ore dal semplice sospetto. Le altre malattie di origine alimentare ed i casi di tossinfezioni alimentare sono segnalati in classe II, poiché malattie rilevanti e passibili di interventi di controllo. I focolai epidemici di tossinfezione alimentare vengono, invece, notificati in classe IV; alla segnalazione del singolo caso da parte del medico deve seguire la segnalazione dell'unità sanitaria territoriale solo quando si verificano focolai epidemici.

Nel 2016 si sono verificati un focolaio epidemico di Trichinellosi (Trichinella spp.) con 3 casi umani e un caso di Trichinellosi (Trichinella spp.): entrambi gli eventi, anche se non correlati tra loro, sono stati attribuiti all'ingestione di prodotti a base di carne di cinghiale consumata cruda o poco cotta ottenuta da animali cacciati per auto-consumo. Inoltre, si è verificato un caso importato di Trichinellosi (Trichinella spiralis) attribuito al consumo di carne suina, consumata poco cotta, proveniente da un piccolo allevamento familiare in Romania.

Nel 2016 sono stati segnalati e confermati in laboratorio 10 casi sporadici di botulismo e 8 focolai epidemici che hanno coinvolto 22 persone. L’evidenza del collegamento dei focolai agli alimenti consumati, tutti di origine vegetale, è epidemiologica.

Dai dati (provvisori) di notifica, relativi all’anno 2016, emerge che sono stati segnalati: 206 casi di brucellosi, 120 casi di listeriosi, 2983 casi di salmonellosi.

I casi di brucellosi registrati nel 2016 sono in numero maggiore rispetto alle segnalazioni dell’ultimo decennio. 

Le notifiche di listeriosi, inferiori al numero dei casi registrati nel periodo 2013-2015, fanno registrare un costante coinvolgimento della classe di età superiore ai 65 anni.

Dai dati raccolti dal sistema di notifica nazionale delle malattie infettive (SIMID) e dal sistema di sorveglianza speciale (rete EnterNet) si evidenzia che il numero dei casi di salmonellosi sono in diminuzione a partire dal 2008. I dati del sistema di sorveglianza EnterNet Italia (www.iss.it/ente/) mostrano che il numero di isolamenti di Salmonella enteritidis risultano nettamente aumentate nel corso dell’anno; la frequenza degli isolamenti è passata dal 9,4% del 2015 al 19 % del 2016-2017. Sempre nel 2016, nell’ambito del sistema di sorveglianza VTEC dell’Istituto Superiore di Sanità, sono stati registrati n. 60 casi di Escherichia coli produttore di verocitotossina (VTEC), di cui 2 casi importati; in prevalenza, i casi sono della classe di età compresa tra 0 e 14 anni.

Il sistema SINZOO, strutturato secondo quanto disposto dalla n. 2003/99/CE e il relativo D.L. vo di recepimento n. 191/2006, è stato utilizzato per la registrazione, a cura delle competenti autorità sanitarie delle Regioni e Province Autonome, dei focolai epidemici di tossinfezione alimentare occorse nell’uomo nell’anno 2016.

 In particolare sono stati segnalati n. 31 focolai epidemici di salmonellosi, di cui n. 10 con evidenza epidemiologica per consumo domestico di uova o prodotti a base di uova e un focolaio epidemico da E. coli (VTEC) con 3 casi coinvolti per consumo in ambito domestico di formaggio di provenienza estera.

Altro dato importante registrato sono i 6 focolai epidemici da infezione da Calicivirus - norovirus (Norwalk-like virus) dovuti in prevalenza al consumo di crostacei, molluschi e prodotti derivati (in un caso l’origine degli alimenti era estera), pesce e prodotti della pesca in ambito non domestico ma in esercizi di ristorazione e, in un caso, al consumo di formaggio; complessivamente i sei focolai hanno interessato 120 persone.

La prevenzione e il controllo delle zoonosi di origine alimentare è tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018. La prevenzione delle predette malattie si avvale del consolidamento della sorveglianza epidemiologica, finalizzata anche al riconoscimento dei determinanti e dei rischi, che dovrà essere sempre più improntata alla continuità delle rilevazioni ed essere alimentata da tutte le possibili fonti informative e all’integrazione con i sistemi di sorveglianza speciali spesso curati dai Laboratori di Riferimento Nazionali e Regionali finalizzati, tra l’altro, all’identificazione e caratterizzazione dell’agente patogeno. Altro obiettivo fondamentale è la comunicazione e l’informazione per la popolazione generale e specifici sottogruppi.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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