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Ambiente - Qualità dell’aria (NO2 e O3)

FONTE: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Ulteriori elementi - Ambiente - Qualità dell’aria (NO2 e O3)

Capitolo 5c. Ulteriori elementi di analisi

Il rapporto allegato, elaborato da ISPRA, descrive lo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani nel 2015, riportando anche alcuni indicatori relativi ai primi mesi del 2016. I dati delle centraline di monitoraggio delle reti regionali collocate nei comuni capoluogo e in alcuni casi nelle zone agglomerato, sono stati trasmessi dalle ARPA/APPA. Le mappe e tabelle elaborate consentono un rapido confronto degli indicatori statistici con i valori limite ed obiettivo previsti dalla normativa vigente e con i valori guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Gran parte del Paese è stato interessato da fine ottobre 2015 a tutto dicembre da un eccezionale periodo di stabilità atmosferica, con scarso rimescolamento verticale ed orizzontale. In queste condizioni si verifica l’accumulo degli inquinanti atmosferici in bassa quota e sono favoriti i processi di formazione di particolato secondario. Tale situazione ha contribuito a determinare nelle aree più sensibili del Paese (il bacino padano, le valli dell’entroterra alpino e appenninico, alcune grandi aree urbane del centro e del sud) un periodo di continuo superamento dei valori limite giornalieri del PM10. Analizzando i dati dell’intero anno, si registra il mancato rispetto del valore limite giornaliero del PM10 in 45 aree urbane su 95 per le quali sono disponibili dati. Nei primi sei mesi del 2016 in due città (Venezia e Padova) sono stati registrati oltre 35 giorni di superamento della soglia di 50 µg/m³. Nel 2015 il valore limite annuale per l’NO2 è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio in 27 città. Inoltre siregistra il mancato raggiungimento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 80 aree urbane su 89 nel 2015 e in 75 su 88 nel 2016. Infine al sostanziale rispetto del valore limite annuale per il PM2,5 (25 µg/m³) si contrappone la distanza ancora ampia dai ben più ambiziosi obiettivi dell’OMS (10 µg/m³).


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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