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Ambiente - Attività svolta dai NOE

FONTE: NOE (CC Tutela Ambiente)

CC Tutela dell'Ambiente - Attività svolta nel 2016

Il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente assolve principalmente funzioni di polizia giudiziaria in materia di ambiente con la finalità di vigilare, prevenire e reprimere i reati in danno del patrimonio ambientale.

Per “criminalità ambientale” si intende un fenomeno di preoccupante estensione in quanto dotato di una intrinseca trasversalità che coinvolge ambiti di interesse sempre più variegati oltre che soggetti o consorterie sempre più evoluti.

L’esperienza maturata nello specifico settore e l’esito delle attività d’indagine svolte ha acclarato il ruolo diretto delle grandi organizzazioni criminali nel “business ambiente” soprattutto a causa dei molteplici ambiti nei quali è possibile diversificare le infiltrazioni illegali nonché per l’imponente quantità di denaro che gravita intorno al patrimonio ambientale del Paese. Il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle sorgenti, l’abusivismo edilizio sono i principali settori nei quali la malavita organizzata ha intravisto la possibilità di ingenti guadagni anche per mezzo di connivenze eccellenti”.[1]

Per le ragioni descritte il reato ambientale rappresenta un reato mezzo nelle condotte delittuose, in quanto la commissione di delitti contro l’ambiente costituisce il presupposto per il conseguimento di vantaggi economici. È questo un fenomeno grave e pericoloso proprio perché originato e sostenuto dalle ampie possibilità di guadagno, dalle quali sono attratti alcuni settori del mondo imprenditoriale, protesi ad incrementare i profitti anche mediante il fraudolento contenimento dei costi di smaltimento dei rifiuti prodotti, sino a giungere all’alterazione degli equilibri di mercato.

In numerose attività investigative conclusesi nel 2016 è emersa una pervicace tendenza della criminalità organizzata ad infiltrarsi in circuiti economici ed imprenditoriali legali, con una fusione di mezzi leciti ed illeciti messi in atto da privati che spesso si avvalgono della mediazione di figure interne alla Pubblica Amministrazione per penetrare in qualsiasi contesto, grazie al collante della corruzione.

L’elemento di significatività della criminalità organizzata operante nel settore ambientale è dato dal fattore di ingiusto profitto. Esso rappresenta la motivazione ovvero il movente dell’azione illecita strutturata.

Nella maggior parte dei casi, il traffico illecito dei rifiuti costituisce la scelta d’impresa privilegiata in quanto consente l’economizzazione dei costi ed un conseguimento del profitto, agevolato dal coinvolgimento della P.A. sia per condotte subite (truffe ai danni dello Stato o frode nelle pubbliche forniture) sia per condotte attive (atti corruttivi o di concussione per il rilascio di provvedimenti amministrativi di autorizzazione, condizionamento e turbativa nell’aggiudicazione delle gare di appalto).

Nel documento allegato si riepilogano di seguito le operazioni di polizia giudiziaria ambientale più rilevanti portate a compimento nell’anno 2016.



[1]     PRIMO RAPPORTO SUL CONTRASTO ALL’ILLEGALITA’ AMBIENTALE – Ministero dell’Ambiente 2009


Nell’anno 2016 i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente hanno eseguito, nell’ambito delle diverse categorie di impatto ambientale, 6031 controlli complessivi (Cfr. Tabella allegata). Di questi, 1933 sono risultati non conformi.

Il maggior numero di violazioni ha riguardato i comparti ambientali del suolo, dell’acqua e dell’aria.

In totale i militari hanno denunciato 2557 persone ed eseguito gli arresti di altre 39.

389 invece i segnalati amministrativamente.  I Carabinieri della specialità hanno elevato 559 sanzioni amministrative per un valore complessivo di 34.674.859 milioni di euro ed effettuato 513 sequestri per un valore complessivo di 385.457.328 di euro.

Le violazioni commesse hanno riguardato principalmente la gestione illecita ed il deposito incontrollato di rifiuti, l’omessa e/o incompleta tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti, l’abusivismo edilizio, il getto pericoloso di cose, le emissioni in atmosfera e lo scarico di acque reflue in assenza di autorizzazione.


Conclusioni e strategie di controllo in funzione del rischio

In conclusione, la criminalità ambientale rappresenta una vasta area di interesse criminale nella quale si incrociano aspetti multidisciplinari che vanno dal traffico dei rifiuti, alla gestione di connesse gare di appalto, all’esecuzione di grandi Opere Pubbliche, al coinvolgimento della Pubblica Amministrazione.

Gli interessi criminali vengono soddisfatti mediante il ricorso a strutture sistematiche ed organizzate che trovano la loro naturale configurazione nelle strutture societarie. Per tale motivo si ricorre alla definizione di criminalità di impresa che, nell’esperienza italiana, ha consentito, grazie all’introduzione dell’art. 260 T.U.A. di delineare condotte con una portata associativa rientrante nel concetto europeista di criminalità organizzata.

Benchè, come si è più volte sottolineato, la criminalità ambientale non costituisce una autonoma matrice criminale è fondamentale comprendere come grazie alle innovazioni giuridiche dell’ordinamento italiano si è sviluppata una specialistica azione di contrasto in grado di svelare la vastità, trasversalità ed asimmetricità delle condotte ad essa riferibili.

La concreta minaccia costituita dalla criminalità ambientale non ha necessariamente un volto ed una identità ma muta in base al contingente interesse criminale.

E’ per questi motivi che deve parlarsi di una complessa e caleidoscopica forma criminale in cui interessi criminali comuni ed organizzati trovano la loro ragione d’essere anche fuori dai confini nazionali.

Peraltro, in tema di criminalità organizzata, non può escludersi l’interesse della criminalità di tipo mafioso con la sua capacità di internazionalizzare le proprie dinamiche criminali e con la sua metodologia basata sulla forza di intimidazione del vincolo associativo, sulla condizione di assoggettamento e sull’omertà.

Proprio per la sua natura, l’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso nel settore ambientale o - come si è visto nel passato- delle energie rinnovabili, concretizza una minaccia che non è solo potenziale.

Se la criminalità ambientale generalmente costituisce la minaccia di un grave danno all’ambiente ed alla salute pubblica di un paese, stante la totale mancanza del rispetto di leggi e regolamenti, in caso di infiltrazione di organizzazioni di stampo mafioso, le conseguenze possono ulteriormente essere aggravate a causa del vantaggio strategico della C.O. organizzata che, avvalendosi dell’ampia area grigia costituita da imprenditori, commercialisti, banchieri, politici ed amministratori, può instaurare una rete trasversale e transnazionale di relazioni e di investimenti che possono:

  1. moltiplicare in modo esponenziale i guadagni illeciti;
  2. dissimulare ancora più semplicemente operazioni di riciclaggio di denaro attraverso l’acquisizione del controllo di settori di fondamentale interesse nelle politiche energetiche nazionali come quello del traffico dei rifiuti e delle energie alternative.

La minaccia costituita dalla Criminalità Ambientale – già intrinsecamente complessa – assume forme mutevoli e sempre più raffinate in un’ottica consolidata di diversificazione delle attività criminali.

Pertanto, si può affermare come la Criminalità Ambientale ormai rappresenti una concreta minaccia che:

  1. necessita di essere conosciuta e controllata attraverso un piano di analisi strategica puntuale e sempre aggiornato;
  2. deve essere adeguatamente contrastata da un sistema normativo chiaro, organico ed interstatale;
  3. deve essere efficacemente supportata da azioni di:
    • contenimento dell’illegalità diffusa attraverso interventi sistematici e multidisciplinari sugli indicatori chiave costituiti dalle attività di maggiore impatto ambientale;
    • consolidamento di assetti metodologici ed organizzati nonché dei flussi di osmosi info-operativa che dovranno intensificarsi anche a livello internazionale;
    • divulgazione e formazione di una coscienza ambientale nazionale ed internazionale; contrasto alla criminalità organizzata attraverso lo sviluppo di indagini sistematiche sui soggetti con specifici profili criminali in materia di traffico illecito di rifiuti e su pregiudicati o affiliati ad associazioni criminali che dirigono, formalmente o in maniera occulta, attività ad impatto ambientale.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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