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Trichine - Prevenzione e controllo

FONTE: Ministero della Salute

Infezione da Trichine - Prevenzione e controllo

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

Le informazioni di censimento degli allevamenti e del patrimonio zootecnico indicati nella presente relazione sono stati attinti dalla BDN suina che è costantemente alimentata nell’arco dell’anno da parte dei Servizi competenti. I risultati delle attività di controllo sono stati finalizzati alla valutazione del rischio specifico per la presenza di Trichine ed alla conferma dello stato sanitario delle aziende accreditate.

La rendicontazione sulle attività di controllo per la ricerca delle Trichine che l’Italia ha inviato alla Commissione negli ultimi 8 anni ha permesso, come già detto, l’applicazione delle deroghe di cui all’articolo 3 paragrafo 3 lettera a) e al paragrafo 2 dello stesso articolo del Reg (UE) 2015/1375 consentendo di poter affermare che l’allevamento suinicolo intensivo, sia da ingrasso che da riproduzione, non comporta rischi sanitari particolari per le Trichine in Italia.

I Piani di sorveglianza per la fauna selvatica applicati in alcune Regioni italiane hanno dimostrato che negli allevamenti posti al di sopra dei 400 metri sul livello del mare potrebbe esistere un reale rischio di infezione. In merito, per l’anno 2016, si sono verificate positività per Trichinella Spiralis (1 volpe in Emilia-Romagna) e Trichinella Britovi.

Inoltre, laddove le Regioni non avessero in applicazione piani di monitoraggio attivi o passivi per la fauna selvatica sarebbe necessario applicare quanto previsto dalla normativa vigente (controllo del 100% delle carcasse abbattute a caccia) oltre che effettuare l’esame trichinoscopico al 100% delle carcasse degli animali allevati con sistema semibrado e rafforzare la comunicazione con le Associazioni dei cacciatori volta ad un uso responsabile delle carni degli animali cacciati.

Quest’ultima iniziativa, volta ad evitare il consumo delle carni crude degli animali potenzialmente a rischio, sarebbe utile per evitare l’insorgere di casi umani di trichinellosi e relativi focolai epidemici.

Come negli anni precedenti permangono delle criticità riferite alla congruenza tra i dati trasmessi dalle regioni a seguito della richiesta ufficiale di questo Ministero nota prot. n. DGSAF 1823 del 25 gennaio 2017 e quanto registrato nell’apposita sezione della BDN dagli stessi Servizi veterinari territorialmente competenti. La risoluzione di tale criticità è funzionale alla corretta gestione delle attività di rendicontazione previste dalle norme nazionali e comunitarie e pertanto si ribadisce la necessità di prevedere un percorso formativo ad hoc.

Le azioni di miglioramento previste da questo Ministero rientrano nella programmazione annuale degli di audit di settore ai sensi dell’articolo 4 del Reg.(CE) 882/2004 da effettuarsi congiuntamente DGSAFV/DGISAN/DGPREV. L’autorità sanitaria regionale effettua attività di controllo ai sensi del punto C) allegato IV capitolo I del Reg.(EU) 2015/1375.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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