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Farmacosorveglianza - Piani regionali

FONTE: Ministero della Salute

Farmacosorveglianza - Piani regionali

Capitolo 5b. Analisi critica e conclusioni

Sulla base dell’analisi dei dati trasmessi dalle Regioni e Province autonome sull’attività di controllo del medicinale veterinario effettuata dai Servizi Veterinari di seguito alcune considerazioni:

  • tutte le Regioni e Province autonome hanno ottemperato all’invio dei flussi nei tempi stabiliti dal decreto ministeriale 14 maggio 2009, fatta eccezione per una;
  • 16 Regioni e Province autonome hanno accompagnato il flusso di dati dell’attività di farmacosorveglianza con un relazione dettagliante azioni specifiche di verifica dell’uso prudente degli antimicrobici;
  • confermata la necessità di mettere a punto una modalità di descrizione chiara e univoca dei criteri da adottare per la definizione del denominatore (consistenza delle strutture, in particolare allevamenti sui quali applicare il controllo ufficiale). Una valutazione specifica merita la rendicontazione delle tipologie di allevamenti da autoconsumo, presenti in banca dati soltanto per alcune specie (bovini, suini e ovi-caprini);
  • confermato il basso livello di copertura dei controlli ufficiali - previsto dalle disposizioni vigenti - e raggiunto soltanto per le attività di commercio all’ingrosso, per i fabbricanti di premiscele e per i canili/gattili/altre specie animali non da produzione di alimenti. Non conforme, ma comunque con valori prossimi al livello minimo: gli impianti dove vengono curati, allevati e custoditi professionalmente altre specie animali produttori di alimenti (95%), gli allevamenti di equidi (81%), avicoli (82%), cunicoli (84%), bovini (86%), ovi-caprini (89%). Per gli impianti privi dell’autorizzazione alla detenzione di scorte, la percentuale di controlli rimane ben al di sotto del 33%.
  • un calo dell’2,1% del numero delle prescrizioni, verosimilmente attribuibile alla riduzione di quelle per mangimi medicati (9,9%) e per scorta per impianto (11,5%);
  • da evidenziare l’analisi più approfondita, operata dalle Regioni e Province autonome, sull’uso degli antimicrobici, e in particolare della colistina.


In considerazione del mancato raggiungimento del numero minimo di controlli, risulta quanto mai necessaria la definizione di criteri chiari e omogenei per determinare l’indicatore e l’ottimizzazione delle attività di farmacosorveglianza in un contesto più ampio di controllo della filiera, principio base del regolamento (CE) n. 882/2004, mediante sopralluoghi “multidisciplinari” che implicano l’integrazione ed il coordinamento tra i diversi Servizi Veterinari e/o altre Autorità/Enti (es. NAS, CFS, ecc.).

Risulta quanto mai necessaria l’adozione di un sistema di tracciabilità del medicinale veterinario onde evitare la sottostima del dato relativo ai volumi di prescrizione, per prevenire il commercio illecito dei medicinali e per contrastare il fenomeno della resistenza antimicrobica. Pertanto, oltre ad auspicare l’adesione di un sempre maggior numero di utenti nelle sperimentazione già in essere, la Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari sta lavorando alla predisposizione di una norma ad hoc che, modificando il decreto legislativo 193/2006 e s.m.i., consenta l’introduzione del sistema di tracciabilità dei medicinali veterinari e della modalità elettronica di prescrizione dei medicinali veterinari.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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