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Mangimi - Piano nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione degli animali (PNAA)

FONTE: Ministero della Salute

Per quanto attiene l’attività di ispezione, si evidenzia un netto incremento dell’attività rispetto all’anno precedente che ha evidenziato un aumento del numero di non conformità sia in termini assoluti che in percentuale. Ciò non può non essere interpretato come espressione di efficienza ed efficacia dell’attività di controllo ufficiale svolta dai Servizi Veterinari (cfr. tabella 2/2). In particolare, l’importante attività di ispezione ha consentito di rilevare n. 1.437 non conformità strutturali o gestionali, ciò indica che nel 5% delle ispezioni sono state rilevate irregolarità che sono state configurate come non conformità.

In relazione a queste difformità nel 7,3 % dei casi sono state comminate n. 106 sanzioni amministrative. Per i casi più rilevanti, che sono rappresentati dallo 0,4% del totale delle non conformità, sono state effettuate n. 6 denunce all’autorità giudiziaria.

Per quanto attiene il livello di realizzazione dell’attività di campionamento programmata per l’anno 2016 si evidenzia che è stata raggiunta e superata la piena realizzazione di quanto programmato, con il raggiungimento del 101,36% dell’attività programmata con un differenza di 119 campioni prelevati (cfr. grafico 1.1 del Capitolo 1). 

Analizzando i dati dell’anno 2016, si evidenzia che la percentuale delle non conformità è lievemente diminuita passando dallo 1,46% del 2015 all’1,02% del 2016. Anche in termini assoluti il numero delle non conformità è diminuito passando dalle 156 del 2015 alle 112 dl 2016. Inoltre, non bisogna sottovalutare che ciò può essere, comunque, espressione di una migliore capacità di individuare i rischi da parte di tutto il sistema di controlli ufficiali attuato nel nostro Paese.

Il dato, cosi come si evince anche dal grafico 5/1, esprime una sostanziale rispondenza dei mangimi alla normativa con il 98,98% dei mangimi risultati conformi alle analisi di laboratorio.

I grafici seguenti rappresentano in percentuale le non conformità riscontrate nell’anno 2016.

Grafico 5.1
Grafico 5.1

Grafico 5.2
Grafico 5.2

L’uso degli additivi e dei principi attivi è da considerare un possibile rischio per la salute animale e per la salute umana anche per gli aspetti legati al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. L’aver riscontrato n. 41 campioni non conformi per fenomeni di Carry-Over è un dato che, sebbene non rappresenti una novità perché in linea con quello rilevato nel 2015, (con il 4,29% di non conformità),  è una ulteriore conferma del problema mette in evidenza la necessita di adeguati e più efficaci  interventi di contrasto. Per quanto attiene il programma di controllo dell’uso illecito e del tenore degli additivi e dei principi farmacologicamente attivi, si registra una lieve diminuzione delle non conformità che sono state n. 11 contro le n. 15 del 2015. Le irregolarità dell’attività di Monitoraggio segnano, invece, un lieve incremento rispetto all’anno precedente con una percentuale che sale all’1,93% dei campioni prelevati. nella maggior parte dei casi , si tratta di  non conformità , , da una scarsa o totale assenza di  conoscenza delle norme, oppure da una inefficace applicazione del piano  di autocontrollo da ricondurre ad es. ad inefficaci attività di pulizia (causa di contaminazione crociata), scarsa o assente formazione degli operatori (nonché sensibilizzazione) sulla corretta prassi igienica e di fabbricazione.

Per quanto riguarda il programma di profilassi della BSE contrariamente al trend positivo, rilevato negli ultimi anni, si sottolinea che il riscontro di n. 19 campioni non conformi pari allo 0,87% dei campioni totali prelevati tra attività di monitoraggio e di sorveglianza, comunque inferiori rispetto all’anno precedente, non deve essere interpretato come dato estremamente negativo. Queste non conformità, infatti, sono legate sia a problemi di etichettatura (assenza in etichetta di ingredienti di O. A. comunque permessi) che all’effettiva presenza di DNA di ruminante.

Relativamente alla contaminazione da Micotossine si evidenzia che nel 2016 sono state rilevate n. 15 non conformità pari allo 1,01% dei campioni prelevati, pari a circa la metà dell’anno precedente. Tali non conformità sono percentualmente meno se si rapportano al reale numero di analisi svolte che sono state circa 5.000. Tali risultati possono essere sicuramente espressione dell’andamento climatico registrato durante l’anno, sia nel nostro paese che all’estero.

Il riscontro di soli n. 7 campioni positivi per Salmonella spp. è solo apparentemente un risultato positivo, frutto di una attenzione maggiore verso tale fenomeno da parte dei produttori di mangimi.  E’ necessario, infatti, tener conto che si tratta di risultati non conformi per lo 0,44% dei campioni analizzati, dato superiore a quanto rilevato l’anno precedente, pertanto la presenza della salmonella nei mangimi, rimane ancora un elemento a rischio per la salute animale ed umana.

Relativamente alle n. 6 non conformità rilevate per la presenza di OGM, che rappresentano l’1,18 % del totale dei campioni analizzati, si segnala il raddoppio delle non conformità rispetto agli anni precedenti, ma si deve tenere presente che si tratta di dati relativi a problemi di etichettatura. L’attività di sorveglianza per il controllo della presenza di contaminati Inorganici, composti Azotati, Organoclorurati e Radionuclidi ha portato al riscontro di n. 3 non conformità, che corrispondono allo 0,33% dei campioni prelevati. Le non conformità hanno riguardato il riscontro di Stronzio 90 con valori oltre la media nazionale e presenza di GTH sotto dosato in materiali di cat. 1 e 2. Questi sono dati molto interessanti perché rappresentano nuove tipologie di non conformità che devono essere opportunamente valutatee sulle quali si dovrà orientare l’attività di controllo nel prossimo futuro.

Per il programma di controllo sulla presenza di diossina e PCB è da sottolineare che dei n. 439 campioni prelevati nessuno è risultato non conforme.


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Si evidenzia come nel 2016 la frequenza minima di campionamento, prevista per la prima volta dal PNAA 2008 (pari al 5% delle partite importate), sia stata rispettata ed ampiamente superata, essendo state campionate l’8,97% delle partite presentate per l’importazione, per cui il risultato conseguito è stato superiore alle attese ed è da ritenersi soddisfacente.

Infine, è doveroso sottolineare che nel primo semestre dell’anno 2017 è prevista la consueta verifica dei risultati dell’attività di controllo ufficiale svolta nel biennio 2015-2016, anche in preparazione della stesura del nuovo PNAA valevole per gli anni 2018 – 2020. Queste valutazioni saranno portate avanti anche con l’ausilio delle Autorità Regionali e dei Centri di referenza Nazionale e dei Laboratori di Riferimento, nonché attraverso il confronto dei dati degli anni precedenti, delle anagrafiche e dello studio delle check-list produttori NON OGM; da ciò, sulla base di una attenta analisi del rischio, potrebbero scaturire possibili integrazioni, modifiche strutturali e/o delle attività di controllo (sia di campionamento che ispettive) da apportare al nuovo PNAA.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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