Sei in: Home > 5. Obiettivi del PNI e conclusioni > 5b - Audit > Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria

FONTE: Ministero della Salute

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: Autorità Competente Centrale su Autorità Competenti Regionali

Capitolo 5b. Analisi critica e conclusioni

In Italia nel 2016 sono stati svolti complessivamente 166  audit sulle Autorità competenti (21 svolti dal Ministero della salute sui sistemi regionali, 145 svolti dalle Regioni).

I dati vengono confrontati con le attività i audit svolte negli anni precedenti a partire dal 2013:

Tabella

Dai dati è possibile desumere quanto segue:

  1. decremento nel numero totale di audit ACC su ACR + ACR su ACL, con un calo brusco tra il 2014 e il 2105 ma con una tendenza alla stabilizzazione nel biennio 2015-16; decremento del 17.4% tra il 2013 ed il 2016;
  2. incremento degli audit di sistema del MdS sui sistemi regionali da 7 nel biennio 2013-14 a 9 nel biennio 2015-2016;
  3. lieve decremento degli audit di settore del MdS sui sistemi regionali da 33 nel nel biennio 2013-14 a 31 nel biennio 2015-2016;
  4. lieve incremento degli audit interni del MdS sui PIF da 5 nel biennio 2013-14 a 6 nel biennio 2015-2016 e stabilità per le attività di audit degli USMAF;
  5. sostanziale stabilità nel numero degli audit di sistema delle Regioni sulle ASL, ad eccezione del picco verificatosi nel 2014;
  6. decremento progressivo nel numero degli audit di settore delle Regioni sulle ASL, con un calo brusco tra il 2013 e il 2104 ma con una tendenza alla stabilizzazione nel biennio 2015-16; decremento percentuale tra il 2013 e il 2016 pari al 21,3%;
  7. decremento progressivo, più accentuato tra il 2013 e il 2014, ma continuo nel tempo per quanto riguarda gli audit interni al SGQ Regione Toscana; decremento percentuale tra il 2013 e il 2016 pari al 35,4%.

In generale i dati disaggregati testimoniano un calo significativo limitato agli audit di settore eseguiti dalle ACR su ACL ma con tendenza alla stabilizzazione nell’ultimo biennio e un calo significativo negli audit interni al SGQ Regione Toscana che si estende anche agli ultimi due anni. Premesso e ribadito che il decremento non è quindi generalizzato, le dinamiche temporali potrebbero semplicemente testimoniare un percorso di consolidamento operativo e di assestamento sostenibile del sistema di audit a cascata delle AC. Volendo ulteriormente analizzare le dinamiche concomitanti all’evoluzione del sistema di audit occorre segnalare un serie di accadimenti avvenuti tra il 2014 e 2016.

Tra il 2014 e 2016 l’amministrazione centrale è stata oggetto di importanti processi di riorganizzazione che hanno portato nel 2016 ad una riduzione numerica degli Uffici ed un conseguente accorpamento di competenze.

Analogamente anche a livello regionale sono proseguiti, in modo importante, i processi di riorganizzazione. In particolare  nel 2016, per quanto riguarda l’ambito della SPVeSA, tali processi hanno riguardato: il servizio regionale Regione Lazio (accorpato e retto ad interim), il servizio regionale della Regione Umbria (precedentemente accorpato e nel 2016 retto interim),  il servizio regionale della Regione Liguria (precedentemente accorpato con una figura dirigenziale specialistica di staff ora vacante), il servizio regionale della Regione Molise (accorpato nel 2015, con direttore del servizio al quale è stato assegnato anche l’incarico ad interim di direttore del Servizio Flussi informativi), il servizio regionale della  Regione Calabria per il quale sono stati adottati provvedimenti che hanno comportato una incertezza negli incarichi di vertice). In ogni caso tali ultimi processi di riorganizzazione delle regioni si sommano a quelli intervenuti nell’anno precedente (in Sicilia, Emilia Romagna, PA di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Molise, Campania, Sardegna) che, anche nel  2016, hanno manifestato i loro effetti come evidenziato nei rapporti di audit ministeriali.  

In ogni caso, in Italia le Regioni che hanno mantenuto uffici dirigenziali Regionali esclusivamente dedicati alla Sanità Pubblica Veterinaria sono 13 (su 21 assessorati): Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche,  PA Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta, Veneto.

Anche le ASL hanno subito profonde riorganizzazioni: nel 2016 sono state accorpate alcune ASL della Lombardia (da 15 a 8), della Toscana (da 12 a 3) e del Lazio (da 12 a 10) con una riduzione del numero complessivo delle ASL, da 139 nel 2015 a 121.

La serie storica del numero di audit svolti dal Ministero ha consentito di individuare la effettiva capacità, le possibilità operative ed il livello di sostenibilità e di sistematicità, dell’attuale modello di sistema di audit adottato. La capacità di audit (numero di audit) registrata nell’ultimo triennio potrebbe mettere a rischio l’effettiva possibilità per il sistema di audit ministeriale (che prevede un ciclo, per ciascuna Regione, di quattro audit di settore ed un audit di sistema) di assicurare, per il 2° ciclo, l’adeguata copertura di tutti i campi di attività pertinenti e di tutte le autorità competenti, in un periodo non superiore a cinque anni.

In ogni caso, nel 2016 si è concluso il secondo ciclo di audit ministeriali, per le Regioni Campania, Sardegna, Emilia Romagna e Toscana riuscendo comunque a garantire le tempistiche programmate per i relativi cicli.

Il numero di audit di settore, svolti complessivamente dal Ministero e dalle Regioni, nel triennio 2014-2016 è stato di 139 nel 2016, 138 nel 2015 e 148 nel 2014.

Va comunque evidenziato che anche nel 2016 tutti i sistemi di controllo ufficiale individuati nel County Profile Italia (http://ec.europa.eu/food/fvo/country_profiles/details.cfm?co_id=IT) sono stati oggetto di audit (per un totale di 30 settori da parte delle Regioni e 10 da parte del Ministero) e va rilevato inoltre, che nel 2016 alcuni settori sono stati verificati per la prima volta (es: Attività di sorveglianza ed eradicazione dell’Aethina tumida; olio di oliva; miele e altri prodotti).

Con l’attività di audit si è cercato di garantire anche una adeguata copertura delle Autorità Competenti nei vari settori. Fino a tutto il 2016, gli audit del Ministero della salute hanno infatti coinvolto, oltre a tutte le Regioni e PA, anche – se si tiene conto degli accorpamenti intercorsi nel frattempo - tutte le ASL.

Un dato analogo relativo all’attività di audit svolta dalle Regioni sulle proprie ASL non è al momento rilevato, ma dalle informazioni disponibili risulta che tutte le Regioni hanno svolto audit presso tutte le proprie ASL, assicurando la copertura del territorio e dei sistemi di controllo nel quinquennio.

Le autorità regionali competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, secondo quanto emerso dalle missioni di audit ministeriali effettuate nel 2016, e quanto già in parte rilevato nelle precedenti Relazioni Annuali, continuano a maturare importanti progressi nell’ambito del percorso di adeguamento agli standard organizzativi e di funzionamento definiti dalle politiche e dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia.

Dalla disamina dei risultati globali delle missioni di audit condottedal Ministero e dalle Regioni nel 2016 e dal raffronto con i risultati delle missioni condotte nell’anno precedente, emerge un deciso miglioramento della capacità regionale di gestire il sistema dei controlli ufficiali. Anche la frequente rilevazione di criticità in questo ambito denota probabilmente la particolare attenzione e cura che tutto il SSN sta ponendo su tale criterio operativo.

In ogni caso, gli aspetti critici sui quali si è maggiormente concentrata l’attenzione degli auditor sono, in ordine di frequenza decrescente, i seguenti:

6.1 procedure documentate,

4.3 coordinamento ed interfaccia delle AC, anche con altre autorità ed istituzioni,

5.2 risorse umane

4.8  sistema informativo 

4.4 organizzazione

4.7 programmazione dei controlli

4.7 sistema di gestione  - verifica dell’efficacia dei CU

5.1 formazione e addestramento

4.7 efficacia ed appropriatezza dei controlli ufficiali

4.5 infrastrutture, di attrezzature ed di ambienti di lavoro per il controllo ufficiale

Peraltro le tipologie di criticità sopra menzionate, registrate nel 2016, ripropongono in parte quelle già evidenziate nelle precedenti relazioni annuali.

A riprova del miglioramento del sistema dei controlli ufficiali adottato dal Paese si segnala che nel corso del General Follow-up Audit (GFA) svolto a dicembre 2016 la Commissione europea ha favorevolmente evidenziato il ruolo svolto dall’attività di audit e dalla valutazione tramite indicatori del sistema LEA nella promozione del miglioramento delle performance nelle Regioni.

Inoltre il documento Italy Country  Profile   2016-8849 che è stato oggetto di aggiornamento nel corso del GFA riportava prima di tale verifica (rispetto a tutte le raccomandazioni formulate dalla Commissione europea durante gli audit svolti in Italia dal 2010 al 2015) ben 59 raccomandazioni valutate “in progress” e 28 raccomandazioni  valutate “action still requied”.  A conclusione del GFA, dove sono stati esaminati gli interventi posti in campo dalle AC  per superare le raccomandazioni ricevute, tale numero si è drasticamente ridotto a 20 raccomandazioni valutate “in progress” e 3  raccomandazioni  valutate “action still requied” a motivo delle azioni correttive adottate dal Paese.

Infine vale la pena segnalare che tutte le 4 Raccomandazioni formulate dal 2007 in poi dalla Commissione europea (doc DG(SANTE) 2015-7716 Final Version June 2016 Country profile), relative all’attuazione della verifica di efficacia dei controlli ufficiali di cui all’articolo 8(3) del Regolamento 882/2004, sono state chiuse grazie all’intensa attività di sensibilizzazione delle AC su questo tema.


‹‹‹ Capitolo precedente - Capitolo successivo ›››

Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


Condividi:

  • Facebook


Segui l'argomento negli altri capitoli