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Latte crudo - Piano di sorveglianza sulla presenza di E. coli VTEC in prodotti lattiero caseari (Lombardia)

FONTE: Regione Lombardia

Piano di sorveglianza sulla presenza di E. ColiVTEC in prodotti a base di latte: dalla produzione primaria alla trasformazione

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

Problematiche evidenziate:

  • La sospetta presenza, anche in assenza di conferma batteriologica , ha determinato sempre l’adozione di provvedimenti restrittivi. E’ necessario definire con sicurezza la possibilità della presenza, al di fuori dei cinque “top five”, di altri Coli portatori di verocitossine. L’attività effettuata e i report dei risultati ottenuti dal piano attivato in Regione Lombardia saranno trasmessi al Centro di Referenza presso ISS per definire linee guida di comportamento omogenee a livello nazionale;
  • Il processo di stagionatura deve essere validato come trattamento “risanatore” in caso di sospetta presenza di Coli VTC;
  • Le condizioni igieniche sanitarie sia degli animali che degli allevamenti devono essere costantemente tenute sotto controllo in quanto costituiscono la causa più frequente delle non conformità rilevate;
  • La formazione specifica degli OSA assume una importanza fondamentale considerato anche la tipologia di imprese interessate;
  • Il sistema dei controlli deve dedicare particolare attenzione all’applicazione dei criteri igienico sanitari previsti dagli allegati del reg. (Ce) 853/04.

Nel corso del biennio 2015 e 2016 sono stati sottoposti a controllo nell’ambito del piano specifico 435 stabilimenti con il rilievo di 65 campioni non conformi in base alla presunta presenza di Coli VTC e con conferma microbiologica  solo in 13 di questi ultimi.

La programmazione quindi è stata rispettata e solo alla fine del 2018 in base ai dati raccolti e rielaborati con Izsler e ISS sarà possibile modificare le linee di intervento ad oggi adottate e fornire linee guida sia per gli operatori del controllo ufficiale che per gli OSA

Inoltre giova ricordare che in Lombardia in esito ad un caso di SEU umana viene attivato da Centro di referenza ospedaliero un protocollo che coinvolge anche il personale veterinario che si attiva per valutare tramite l’anamnesi e/o campionamenti l’origine dell’infezione.

Per ogni singolo caso viene stilato un report messo a disposizione delle Autorità centrali.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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