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Alimenti di origine animale e vegetale - Progetto regionale (Friuli V.G.)

FONTE: Regione Friuli Venezia Giulia

Progetto regionale Piccole Produzioni Locali (PPL) - Alimenti di origine animale e vegetale

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

Il Progetto Piccole Produzioni Locali, iniziato nell’anno 2010, è un progetto sperimentale che coniuga la sicurezza alimentare con l’applicazione flessibile dei regolamenti comunitari. Partner del progetto sono: Direzione Regionale della Salute, Direzione Regionale dell’Agricoltura, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Servizi Veterinari e Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione delle Aziende per l’Assistenza Sanitaria, Parco Agroalimentare di San Daniele. Il progetto consente ai produttori primari di effettuare alcune trasformazioni della loro materia prima, ovvero di esercitare attività postprimarie, senza dover sostenere gli alti costi per la realizzazione di un laboratorio completo, ma seguendo gli appositi Manuali di Buone Pratiche e semplicemente adattando ai requisiti igienico-sanitari un locale della propria abitazione.

Vantaggi del progetto: il Consumatore può accedere a prodotti locali sani e prendere visione di tutta la filiera produttiva, si creano occasioni di lavoro per piccole imprese, si mantengono le tradizioni gastronomiche, ed infine si possono sviluppare le risorse del territorio. Colonne portanti del progetto sono:

  • analisi del rischio per ogni categoria di prodotto
  • specifici Manuali di Buone Pratiche
  • parametri stabiliti per ogni tipologia di prodotto
  • corsi di formazione ad hoc
  • visita del laboratorio prima dell’inizio attività
  • campionamento per lotto di produzione ( il lotto non viene immesso in commercio fino ad esito favorevole )
  • assistenza sul campo


L’OSA gode di importanti vantaggi: corsi, Manuali, analisi ed assistenza sul campo sono gratuiti per tutta la fase sperimentale; le aziende sono inserite nel sito della Regione FVG per una visibilità da parte del Consumatore e possono vedere direttamente i referti analitici sul sito dell’IZS

L’organizzazione ha dimostrato una grande efficienza nel lavoro sul campo: counselling, informazione, formazione, prelievi ed analisi di campioni, sopralluoghi. I corsi sono stati organizzati tenendo conto degli interessi dei potenziali partecipanti (luoghi ed orari). Al momento, a fronte di una partecipazione significativa agli  eventi di informazione o anche ai corsi di formazione, non corrisponde una proporzionale attivazione di nuove imprese PPL. L’interesse per il Progetto è forte, ma sussistono probabilmente aspetti fiscali o urbanistici, al di fuori dell’immediata sfera di azione del gruppo di lavoro, che rendono più difficoltosa l’adesione. Ad esempio vi è una forte partecipazione delle Fattorie Sociali che puntano all’inserimento occupazionale dei loro Soci, ma , al momento, la forma associativa prevista dal Progetto stesso non soddisfa compiutamente le loro aspettative.

La valutazione complessiva dell’attività svolta è sicuramente positiva: il Consumatore è stato sempre tutelato dal protocollo di campionamenti: controllo su ogni lotto prima dell’immissione in commercio. Altri punti di forza per la salubrità del prodotto sono: formazione “ad hoc”, consulenza sul campo, manuali di Buone Pratiche molto agili e di facile utilizzo

Si ricorda che la valutazione del rischio di questa tipologia di imprese alimentari è stata effettuata congiuntamente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il Parco Agroalimentare di San Daniele, i Servizi veterinari e SIAN delle Aziende per l’Assistenza Sanitaria nell’ambito della Regione FVG.

Gli obiettivi sanitari del Progetto possono considerarsi raggiunti.

Sono sempre state coinvolte le due Direzioni Regionali, l’IZS, il Parco Agroalimentare ed il gruppo di lavoro interaziendale ( Veterinari e SIAN ); di volta in volta sono state contattate le diverse Amministrazioni Comunali, il gruppo Fattorie Sociali e gli altri stakeholders.

La criticità è attualmente rappresentata dal numero di aderenti al Progetto in numero ridotto rispetto a quanti intervengono agli eventi informativi o partecipano ai corsi.

Attualmente si sta studiando un percorso che fornisca agli interessati anche tutte le informazioni di carattere fiscale, nel passaggio dalla fase di imprenditore agricolo per la produzione primaria  a quella di artigiano per la trasformazione.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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