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Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria

FONTE: Ministero della Salute

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: Autorità Competente Centrale su Autorità Competenti Regionali

Capitolo 4. Verifiche

Programma di attività di audit per l’anno 2016

Nell’ambito degli audit ministeriali sui sistemi sanitari regionali di prevenzione in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare (SPVeSA), condotti ai sensi dell’articolo 4 paragrafo 6 del Regolamento (CE) n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali, la Direzione Generaledell’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (DGISAN) e la Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari (DGSAF) del Ministero della Salute hanno previsto per l’anno 2016,  un programma annuale, unico ed integrato, di audit di sistema e di settore, basato sui  fattori di rischio e le esigenze operative individuate da ciascun ufficio.

Il programma, trasmesso alle Regioni e Province Autonome con nota DGISAN n. 7779 del 02.03.2016 aggiornato successivamente con nota DGISAN n. 28289 del 12.07.2016, è stato predisposto anche in funzione delle “Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi del Regolamento CE n. 854/2004 e 882/2004”, nonché degli impegni assunti con la Commissione Europea conseguentemente agli esiti degli audit condotti dalla Commissione UE sul territorio nazionale e in ragione delle missioni da quest’ultima previste.

La programmazione di audit 2016 prevedeva 4 audit di sistema, e 33 audit di settore, per un totale di 37 missioni.

Con la suddetta programmazione sono proseguiti gli audit di sistema del secondo ciclo sulle autorità compenti regionali iniziati nel 2015.

Nel corso degli audit di sistema del 2° ciclo oltre a garantire un’efficiente azione di monitoraggio continuo (follow-up) delle criticità sistemiche rilevate nei precedenti audit, è stato verificato anche il corretto funzionamento dell’autorità competente, e la capacità dell’Ente regionale di intraprendere, perseguire ed attuare efficacemente le azioni correttive e preventive.

Numero e tipologia degli audit svolti e dei settori verificati;

La DGISAN e la DGSAF, con le loro articolazioni organizzative, ciascuna per il proprio ambito di competenza, hanno effettuato nell’anno di riferimento un totale di 21 audit, di cui 4 audit di sistema nelle Regioni Campania, Sardegna, Emilia Romagna, e Toscana, a conclusione del relativo secondo ciclo di audit regionale.

Gli audit di settore, sono stati 17 e hanno riguardato i seguenti settori/autorità competenti regionali:

  • 3 audit “Benessere animale in allevamento, durante il trasporto e durante l’abbattimento” (Lombardia, Liguria e Veneto);
  • 1 audit “Alimentazione animale “(Sicilia);
  • 2 audit “Anagrafe zootecnica” (Lazio e Molise);
  • 3 audit “Prodotti fitosanitari: dal commercio all’utilizzo e riscontro in alimenti” (Abruzzo Veneto e Umbria);
  • 2 audit “Piano di eradicazione della Brucellosi bovina, bufalina e ovicaprina” (Sicilia e Puglia);
  • 1 audit “Controllo della Trichinellosi” (Puglia);
  • 1 audit “Produzione e immissione sul mercato di prodotti della pesca e dei molluschi bivalvi vivi” (Abruzzo);
  • 1 audit “Latte e derivati, uova e ovoprodotti” (Marche);
  • 2 audit “Prevenzione del randagismo” (Lazio e Friuli Venezia Giulia);
  • 1 audit “Malattie delle Api-Attività di sorveglianza ed eradicazione dell’Aethina tumida” (Calabria);

 

I rapporti degli audit di sistema del secondo ciclo sono integralmente consultabili nel portale web, nella apposita area tematica dedicata agli “Audit sui sistemi sanitari regionali veterinari ed alimentari”. Nella medesima area del portale è possibile consultare anche le conclusioni generali e i documenti prodotti a seguito del primo ciclo di audit, per poter leggere in chiave dinamica il processo di verifica programmato ed attuato negli anni e poter raffrontare le principali risultanze tra il primo ed il secondo ciclo regionale.

Nella medesima sezione del portale, alla voce “attività”, è possibile consultare anche una sintesi delle principali risultanze degli audit di settore svolti nel 2016 (obiettivi della missione, principali punti di forza e criticità del sistema di controllo auditato).


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Principali evidenze e risultanze

La tavola sinottica in allegato riepiloga il numero di volte in cui ricorrono i giudizi positivi, le criticità, le raccomandazioni e le osservazioni riportati nei 21 rapporti di audit di settore e di sistema predisposti dal Ministero.

I giudizi positivi sono quegli elementi di conformità che gli auditor hanno ritenuto di valorizzare, citandoli nei rapporti di audit.

Le criticità comprendono sia quelle che, per la loro rilevanza, hanno generato delle raccomandazioni alle autorità competenti regionali, sia quelle che non sono state giudicate dagli auditor tali da compromettere l’adeguatezza del sistema dei Controlli Ufficiali (CU).

Le raccomandazioni sono richieste esplicite, formulate dagli auditor, al fine di far adottare da parte delle Autorità competenti regionali le conseguenti azioni correttive alle carenze di conformità riscontrate.

Le osservazioni riguardano aspetti evidenziati dagli auditor che, pur non avendo disatteso dei requisiti normativi, potrebbero, se non adeguatamente governati, generare delle carenze di conformità.

Gli elementi rilevati nei rapporti di audit sono stati classificati e sistematizzati nell’elenco di voci previste dallo standard di funzionamento delle attività di controllo ufficiale, di cui al Capitolo 1 dell’Accordo CSR 7 febbraio 2013. Ove necessario sono state definite delle sottovoci di dettaglio (riportate in corsivo nella tavola sinottica). Il riferimento al citato Capitolo 1 è dovuto, in quanto i criteri operativi delle Autorità competenti, previsti dal Regolamento (CE) 882/2004 e da altre normative, sono stati riorganizzati dall’Accordo CSR 7-02-2013 in forma di “standard” per garantire un approccio coerente ed uniforme nelle attività di audit.

Vale la pena segnalare che nell’ambito del medesimo rapporto di audit e per la medesimo criterio operativo possono ricorrere più valutazioni, ed inoltre sia giudizi positivi sia criticità poiché tali valutazioni possono riguardare aspetti diversi riconducibili allo stesso criterio operativo o riguardare l’Autorità Regionale diversamente da quella locale. L’attribuzione dei risultati degli audit alle singole voci dello standard è basata su una lettura ragionata dei rapporti di audit e di conseguenza mantiene un certo grado di soggettività da parte dell’Ufficio audit.

Da un analisi della tavola sinottica  e quindi dei risultati dell’attività di audit del Ministero si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. i giudizi positivi sono sostanzialmente in numero analogo  rispetto alle criticità (187 rispetto a 190);
  2. prevalenza di giudizi positivi
    - l’elemento maggiormente valorizzato dagli auditor è la Sottoparte 4.5 relativa alla dotazione di  infrastrutture, di attrezzature ed di ambienti di lavoro per il controllo ufficiale (16 giudizi positivi);
  3. prevalenza di positivi rispetto alle criticità
    - maggiormente favorevoli sono stati i giudizi nei confronti della Parte 4.7 sistema di gestione –“raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (14 giudizi positivi) e del “sintema di audit art. 4(6) Reg. 882/2004” (13) nonché  del Sottoparte 5.1 “formazione e addestramento” (12). In ogni caso per ciascuno di tali elementi sono state evidenziate anche delle criticità,  che sono ricorse però 5-7 volte in meno rispetto ai giudizi positivi;
  4. equilibrio tra giudizi positivi e criticità
    - ci sono alcuni elementi valorizzati ai quali corrisponde un altrettanto frequente riscontro di criticità come ad esempio la Sottoparte 4.8 “sistemi informativi” (20 giudizi positivi -17 criticità), 4.7 “sistema di gestione -programmazione dei CU” (18-16),  4.3 “coordinamento ed interfaccia delle AC, anche con altre autorità ed istituzioni” (18-16),  6.1 disponibilità di “procedure documentate” (14-14),  4.7 “sistema di gestione -sistema di verifica dell’efficacia dei controlli” (9-8), 6.1 “metodi e tecniche del controllo ufficiale” (6-5);
  5. prevalenza di criticità
    - 4.4 “organizzazione delle AC” (17 criticità), 5.2 “qualificazione del personale -dotazione di risorse umane” (14),  4.7 “sistema di gestione -programmazione dei controlli basata sul rischio” (11) e “efficacia e appropriatezza dei CU” (9), 6.3 “conseguenze dei controlli (NC e sanzioni)” (6), 6.1 “relazioni sui controlli ufficiali” (5)  e 5.4 “capacità di laboratorio” (5);
  6. prevalenza di raccomandazioni
    - 6.1 “procedure documentate” (10 raccomandazioni), 4.8 “sistema informativo” (9), 4.3 “coordinamento ed interfaccia delle AC, anche con altre autorità ed istituzioni” (9), 4.7 “sistema di gestione  verifica dell’efficacia dei CU” (7), “programmazione dei controlli basata sul rischio” (6) e “programmazione dei controlli” (5), 5.2 “risorse umane” (6), 5.1 “formazione e addestramento” (5) e 4.4 “organizzazione delle AC” (5);
  7. prevalenza di osservazioni
    - 4.4 “organizzazione” (9 osservazioni), a conferma dei rischi derivanti dall’elevato ed intenso processo riorganizzavo attualmente in corso a livello regionale e presso le Aziende sanitarie locali.

I risultati di questa analisi costituiscono una indicazione degli aspetti sui quali le AC stanno concentrando la propria attenzione nel corso degli audit, ovvero: 4.8 “Sistema informativo” (47 occorrenze),4.3 “Coordinamento ed interfaccia della AC, anche con altre autorità e istituzioni” (44), 4.7 “sistema di gestione -programmazione dei CU” (41), 6.1. “Obblighi generali -procedure documentate” (38), 4.4 “Organizzazione” (37), 5.1 “Formazione e addestramento” (25), 4.7 “sistema di gestione  verifica dell’efficacia dei CU” (25), 5.2 “Qualificazione del personale-risorse umane” (24), 4.7 “sistema di gestione -programmazione dei controlli basata sul rischio” (24), 4.7 “sistema di gestione - raggiungimento degli obiettivi quali quantitativi” (23),  4.5 “Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro” (21), 4.7 “Sistema di gestione - audit” (19).


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Principali azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti regionali; queste ultime sono state invitate a rispondere formulando, per ciascun audit ricevuto, un piano di azione, completo di tempistica, in cui vengono descritte le azioni correttive o preventive che intendono intraprendere per la risoluzione delle criticità segnalate. Tali misure sono a loro volta oggetto di valutazione del competente Ufficio che ha svolto l’audit e possono anche generare, se del caso, delle azioni ad hoc atte ad arginare nello specifico la problematica evidenziata.

Le criticità segnalate nell’ambito degli audit di settore e che hanno una valenza di tipo “sistemico” sono state monitorate e riverificate nell’ambito dell’audit di sistema svolto presso la medesima Regione, a chiusura del relativo ciclo di audit, ed hanno contribuito ad ottenere una visione integrata della capacità del livello regionale di governare le funzioni dell’intero sistema dei controlli ufficiali.

Nel corso dell’audit di sistema, tuttavia, la valutazione globale ha dato modo di fare emergere anche nuovi aspetti critici legati a variazioni nell’organizzazione e/o eventuali modifiche degli assetti regionali e territoriali (Campania, Emilia Romagna, Sardegna, Toscana), che hanno generato nuove osservazioni per l’autorità competente regionale.

Le criticità evidenziate in audit vengono anche affrontate nell’ambito del sistema di certificazione degli adempimenti LEA e nei “Piani di Rientro”, meccanismi che favoriscono l’adozione di misure preventive e correttive di portata sistemica. Nel 2016 infatti le Regioni in Piano di rientro hanno predisposto i propri Programmi Operativi 2016-2018, nell’ambito dei quali sono state individuate azioni specifiche per affrontare dette criticità.

Altro processo che contribuisce al monitoraggio dell’applicazione dei principali aspetti sistemici ed organizzativi delle autorità competenti, è il monitoraggio dello stato di attuazione del già citato Accordo CSR/Rep. 46/2013 svolto dal Tavolo Tecnico di coordinamento, che si è riunito 1 volta nel corso del 2016 anche per analizzare i risultati di audit sul SSN.

Gli esiti del monitoraggio dello stato di attuazione dell’Accordo CSR il 7/2/2013, attuato per la prima volta nel 2016 mediante una piattaforma informatica nazionale istituita ad hoc, sono rendicontati nella apposita area tematica del portale web dedicata agli “Audit sui sistemi sanitari regionali veterinari ed alimentari”.

Riguardo all’aspetto, particolarmente critico, relativo alle modalità di attuazione della verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali, la Commissione UE ha invitato il gruppo di esperti MANCP dei Paesi Membri a predisporre un documento guida, approvato nel 2016, al quale l’Italia ha collaborato.

Infine nel 2016 è stata avviata la progettazione di un corso FAD di 50 ore su metodi e tecniche del CU, destinato a tutto il SSN per supportare il raggiungimento della formazione prevista dal 1° percorso contemplato dal citato Accordo CSR del 7/2/2013 relativo allo standard di funzionamento.


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Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: Autorità Competenti Regionali su Autorità Competenti Locali

Livello di implementazione delle attività di audit nel 2016

Sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e Province Autonome nell’ambito del flusso informativo relativo all’attività di audit, risulta quanto di seguito riportato.

Tutte le 21 Regioni/PA hanno attuato un sistema di audit sulle Aziende sanitarie locali (Autorità competenti Locali). Tuttavia la Regione Autonoma della Valle d’Aosta non ha effettato audit nel 2016 in quanto  la loro programmazione biennale prevede 2 audit di settore comprensivi degli elementi sistemici relativi che sono stati svolti nel 2015.Anche il SIAN assessorile della Provincia Autonoma di Bolzano non ha svolto audit nel  2016 (ma li ha svolti nel 2014). 

In merito alla trasparenza del sistema di audit si segnala che in molte Regioni è presente  un’area nel portale web regionale dedicata a tale attività, dove sono accessibili i programmi di audit, i report e/o la rendicontazione dell’attività svolta (Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia SIAN, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto).

Alcune di esse hanno anche adottato modelli di gestione espressamente tesi a giungere alla conformità alle norme di standardizzazione ISO 9001 e ISO 17020. In particolare si segnala che tutte le ASL della Toscana e della Campania sono certificate ISO 9001, mentre il Dipartimento di Prevenzione della ASL della Valle D’Aosta era certificato ISO 9001 a partire dal 2009 fino al 2011.

Nell’anno 2016, le Regioni hanno svolto 23 audit di sistema (3 Basilicata, 2 Campania, 2 Emilia-Romagna, 3 Lazio,   8 Lombardia, 1 Puglia, 2 Sardegna, 1 Toscana, 1 Veneto) e 122 audit di settore, nello specifico:

  • 2 nel settore “randagismo” (2 Abruzzo)
  • 6 nel settore “MVS” (1 Abruzzo, 1 Campania 4 Calabria inclusa la condizionalità)
  • 3 nel settore “uova e ovoprodotti” (1 Campania, 1 Lombardia, 1 Veneto)
  • 1 nel settore “registrazione OSA” (1 Molise)
  • 15 nel settore “alimentazione animale” (1 Basilicata, 1 Campania, 4 Emilia-Romagna, 2 Friuli Venezia Giulia, 1 Lazio, 1 Liguria, 1 Marche, 2 Piemonte, 1 Puglia, 1 Toscana inclusa la farmacosorveglianza)
  • 2 nel settore “TSE ” (1 Basilicata, 1 Marche)
  • 5 nel settore “Piano Nazionale Controllo Salmonellosi Avicola” (5 Friuli Venezia Giulia)
  • 1 nel settore “sottoprodotti di origine animale” (1 Campania)
  • 2 nel settore “Macellazione Speciale d’Urgenza ” (2  Lombardia)
  • 6 nel settore “sanità animale” (2 Campania profilassi malattie infettive e parassitarie, 1 Lazio procedure piani di risanamento e sorveglianza,  2 Piemonte, 1 Umbria)
  • 1 nel settore “peste suina africana” (1 Sardegna)
  • 5 nel settore “alimenti di origine vegetale e igiene generale” (2 Lazio di cui 1 produzione e trasformazione e 1 produzione primaria, 2 Piemonte trasformazione alimenti e conserve, 1 Sicilia)
  • 12 nel settore “latte e derivati” (1 Basilicata,  1 Campania, 5 Friuli Venezia Giulia, 1 Lazio, 1 Lombardia, 1 P.A. Trento, 1 Umbria, 1 Veneto)
  • 7 nel settore “carni e prodotti a base di carne ” (1 Abruzzo incluso latte, 1 Basilicata carni avicole, Campania carni di pollame  e lagomorfi, 1 Liguria carni ungulati domestici, 1 Lombardia, 1 Marche prodotti a base di carne,  1 P.A. Bolzano prodotti a base di carne, 1 Veneto carni rosse e pollame )
  • 6 nel settore “prodotti della pesca” (2 Abruzzo inclusi molluschi, 1 Campania, 1 Lazio inclusi molluschi bivalvi vivi , 1 P.A. Bolzano,  1 Veneto)
  • 2 nel settore “molluschi bivalvi vivi (MBV)” (1 Campania, 1 Veneto)
  • 1 nel settore “acquacoltura” ( Lombardia)
  • 3 nel settore “Miele e altri prodotti dell’alveare” (1 Lazio, 1 Toscana, 1 Veneto)
  • 3 nel settore “Olio di oliva” (P.A. Trento, 1 Toscana, 1 Veneto)
  • 2  nel settore “PNR e farmaco veterinario” (1 Lazio, 1 Sicilia)
  • 11 nel settore “benessere animale” (1 Campania, 2 Emilia Romagna compresa biosicurezza, 1 Lazio,  4 Lombardia, 1 Molise, 1 Sardegna, 1 Sicilia)
  • 3 nel settore “anagrafe zootecnica” (1 Lazio, 1 Liguria, 1 Lombardia) 
  • 1 nel settore “distribuzione al dettaglio in medie e grandi strutture” ( Lazio)
  • 5 nel settore “ristorazione collettiva -celiachia-iodoprofilassi” (1 Abruzzo, 1 Friuli Venezia Giulia, 1 Lazio, 1 Campania, 1 Umbria)
  • 1 nel settore “ristorazione pubblica” (Lazio)
  • 2 nel settore “additivi, MOCA e alimentazione particolare “(1 Campania esclusi i MOCA, 1 Puglia solo MOCA)
  • 4 nel settore “prodotti fitosanitari” (1 Basilicata, 2 Campania, 1 Marche,)
  • 1 nel settore “sperimentazione animale” ( Campania,)
  • 1 nel settore “farmacosorveglianza” ( 1 Campania)
  • 1 nel settore “igiene urbana veterinaria” (Campania)

A questi si devono aggiungere inoltre:

  • 7 audit di “Supervisione dei C.U. su stabilimenti che esportano verso paesi terzi” (Lombardia SVET);
  • 8 audit sui laboratori che effettuano analisi nell’ambito delle procedure aziendali di autocontrollo (7 Lombardia, 1 Abruzzo );
  • verifiche dell’efficacia sui controlli effettuate dalle  Regioni: Calabria,  Puglia e Umbria.


Nel  2016, le Regioni hanno effettuato complessivamente 145  audit di settore e di sistema rispetto ai 148 programmati globalmente, realizzando perciò il  98,6% dell’attività programmata dalle medesime. Ad essi vanno aggiunti i  53 audit interni al Sistema Gestione della Qualità (SGQ) in Toscana, e altri audit interni realizzati dalle AASSLL del Piemonte.


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Principali evidenze e risultanze

La tavola sinottica in allegato riepiloga il numero di punti di forza, criticità, raccomandazioni e osservazioni riportate dalle Regioni nelle proprie relazioni annuali, prodotte al Ministero della salute, sull’attività di audit svolta nel 2016.

I criteri di compilazione e di lettura della tabella sono i medesimi di quelli già illustrati nella corrispondente sezione relativa agli "Audit ministeriali”, alla quale si rimanda.

Da un analisi della tavola sinottica  e quindi dei risultati dell’attività di audit svolta dalle Regioni si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. i punti di forza sono sostanzialmente in numero analogo  rispetto alle criticità (72 rispetto a 71);
  2. prevalenza dei punti di forza
    - la tabella non mostra prevalenze su questo aspetto;
  3. prevalenza di punti di forza rispetto alle criticità, maggiormente favorevoli sono stati i giudizi nei confronti della Parte:
    -  4.7 sistema di gestione – “efficacia e appropriatezza dei CU” (11 - Basilicata, Campania, Liguria, Lombardia Vet, Lombardia SIAN, PA Bolzano Vet, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto),
    - 5.1 “formazione e addestramento” (15 - Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia VET, Friuli Venezia Giulia SIAN, PA Trento, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto).
    In ogni caso per ciascuno di tali elementi sono state evidenziate anche delle criticità,  che sono ricorse però 5-7 volte in meno rispetto ai punti di forza;
  4. equilibrio tra punti di forza e criticità, ci sono alcuni elementi valorizzati ai quali corrisponde un altrettanto frequente riscontro di criticità come ad esempio:
    - 6.1 “procedure documentate” ( 8 punti di forza [Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia SIAN, Lazio, Liguria, Lombardia SIAN, PA Trento, Sardegna] - 9 criticità [Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lombardia Vet, Lombardia SIAN, Marche, PA Trento, Sardegna]),
    - 4.8 “sistemi informativi” (7 punti di forza [Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia SIAN, Lazio, Liguria, Sardegna] - 7 criticità [Calabria, Campania, PA Trento, Emilia Romagna, Lombardia SIAN]);
  5. prevalenza di criticità
    -           5.2 “qualificazione del personale -dotazione di risorse umane” (10 criticità - Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia SIAN, Friuli Venezia Giulia Vet, Liguria, Puglia, Sardegna, Veneto), 
    -           4.7 “sistema di gestione -programmazione dei controlli” (7 - Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Sardegna, Veneto),
    -           4.4 “organizzazione delle AC” (6 - Abruzzo, Calabria, Marche, Sardegna, Umbria, Veneto);
  6. prevalenza di raccomandazioni
    -           6.1 “procedure documentate” (33 raccomandazioni - Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia SIAN, Marche, PA Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto),
    -           4.3 “coordinamento ed interfaccia delle AC, anche con altre autorità ed istituzioni” (12 - Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia Vet, Toscana),
    -           4.7 “sistema di gestione  “verifica dell’efficacia dei CU” (12 - Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana),
    -           4.5 “infrastrutture, di attrezzature ed di ambienti di lavoro per il controllo ufficiale” (11 - Abruzzo, Campania, Lombardia SIAN, Marche, Piemonte, Sardegna, Veneto),
    -           5.1 “formazione e addestramento” (10 - Calabria, Campania, Lazio, Lombardia Vet, Lombardia SIAN, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto),
    -           4.7 “programmazione dei controlli” (7 - Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana),
    -           4.8  “sistema informativo” (7 - Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia SIAN, Piemonte, Sardegna),
    -           6.1 “metodi e tecniche del controllo ufficiale” (7 - Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Veneto),
    -           6.3 Conseguenze dei controlli (NC e sanzioni) (7 - Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna),
    -           9. Comunicazione e informazione (es. siti web) (7 - Lazio, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto), 
  7. prevalenza di osservazioni
    -           6.1 “procedure documentate” (9 osservazioni – Lazio, Sicilia).

I risultati di questa analisi costituiscono una indicazione degli aspetti sui quali le AC regionali stanno concentrando la propria attenzione nel corso degli audit, ovvero: 6.1. “Obblighi generali -procedure documentate” (59 occorrenze),  5.1 “Formazione e addestramento” (31),4.8 “Sistema informativo” (25), 4.7 sistema di gestione – “efficacia e appropriatezza dei CU” (23), 4.3 “Coordinamento ed interfaccia della AC, anche con altre autorità e istituzioni” (22), 4.7 “Sistema di gestione - programmazione dei controlli” (20), 4.7 “sistema di gestione  “verifica dell’efficacia dei CU”  (19), 4.4 “Organizzazione” (17), 4.5 “Infrastrutture, attrezzature e ambiente di lavoro” (17), 5.2 “Qualificazione del personale-risorse umane” (16).


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Principali azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema regionali hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti locali; le quali hanno dovuto rispondere attraverso la formulazione di un piano d’azione, con dettagli relativamente alla tempistica, alle azioni preventive e correttive da intraprendere al fine di poter arrivare alla rimozione e/o risoluzione delle criticità segnalate.

Tutte le Regioni prevedono meccanismi di verifica dell’avvenuta risoluzione delle non conformità, in alcuni casi procedendo anche a specifici audit di follow up.

Per le “azioni correttive”, riferibili alle Parti e Sottoparti dello Standard, ed enumerate nella tavola sinottica riportata nella sezione precedente, si ripropongono di seguito gli ambiti per i quali sono state adottate le azioni correttive correlandole alle Regioni che le hanno riferite nelle proprie relazioni.

  • 4.3 “Coordinamento ed interfaccia della AC, anche con altre autorità e istituzioni” (Basilicata, Sardegna)
  • 4.4 “Organizzazione” (Lombardia SIAN, Sardegna),
  • 4.5 “infrastrutture, di attrezzature ed di ambienti di lavoro per il controllo ufficiale” (Sardegna),
  • 4.7 sistema di gestione – “audit” (Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia Vet, Lazio, Puglia)
  • 4.7 “sistema di gestione  “verifica dell’efficacia dei CU”  (Calabria)
  • 4.8 “Sistema informativo” (Sardegna),
  • 5.1 “formazione e addestramento” (Calabria, Liguria, Sardegna)
  • 6.1 “procedure documentate” (Sardegna)
  • 6.3 Conseguenze dei controlli (NC e sanzioni) (Lombardia Vet, Piemonte)
  • 9. Comunicazione e informazione (es. siti web) (Sardegna)

 


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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