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Rabbia - IZS delle Venezie

FONTE: Laboratori Nazionali di Riferimento (LNR)

Laboratorio Nazionale di Riferimento per la Rabbia
IZS delle Venezie

Tabella

Nel circuito 2016 RV-D 1-16, i laboratori sono stati chiamati a una valutazione qualitativa e quantitativa mediante IF. Inoltre è stato richiesto di effettuare l’isolamento virale a coloro che già disponevano della metodica di isolamento rapido su tessuto coltura (RTCIT) (n=3). Il pannello consisteva di 13 campioni identificati alla cieca oltre che di un controllo positivo e un controllo negativo. Due sono stati i criteri di accettabilità della prova, da raggiungere entrambi per ciascun laboratorio: a) l’assenza di campioni erroneamente identificati come “falsi negativi” oltre che b) il raggiungimento di una concordanza da “Buona” a “Ottima” (K ≥0,61).

Nel complesso, solo quattro degli otto laboratori partecipanti hanno superato i criteri di accettabilità della prova. Infatti, 3 laboratori hanno ottenuto uno o più esiti falsi negativi, ed un laboratorio non ha raggiunto il valore di K atteso (2 campioni falsi positivi, K=0.58, p=0,01). Tali laboratori sono stati invitati tempestivamente a ripetere l’analisi ed a comunicare il nuovo esito all’ente organizzatore. I 3 laboratori partecipanti alla prova mediante RTCIT hanno ottenuto concordanza “Ottima”, avendo identificato correttamente tutti i campioni di prova (p=0,0002).

Valutazione complessiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti
Nel pannello di campioni alla cieca del circuito RV-D 1-2016, a differenza degli anni precedenti, sono stati introdotti due virus di campo circolanti nei carnivori selvatici e domestici e due virus circolanti nei chirotteri europei, oltre al virus di riferimento di laboratorio (CVS-11). I risultati complessivi ottenuti nell’ambito del circuito RV-D 1-2016, indicano che ancora sussistono margini di miglioramento per armonizzare la performance diagnostica rabbia nell’intero territorio nazionale.

Il fallimento di 4/8 laboratori partecipanti alla prova è ascrivibile da un lato ad una scarsa esperienza nella diagnosi della rabbia (numero esiguo di campioni analizzati/anno) ed all’assenza di casi positivi, dall’altro ad una scarsa esperienza nella diagnosi di lyssavirus rabbia-correlati; è comunque da sottolineare che la procedura di prova adottata dai laboratori partecipanti rimane ancora molto variabile. A questo proposito il LNR si pone l’obiettivo di organizzare il circuito interlaboratorio a cadenza annuale ed auspica la massima partecipazione da parte di tutti i laboratori che effettuano la diagnosi di rabbia. Verrà inoltre condivisa nuovamente la procedura di prova adottata dal LNR (anche mediante pubblicazione on-line), auspicando la massima aderenza a tale procedura da parte di tutti i laboratori.

Facendo riferimento al pannello del circuito interlaboratorio, è da sottolineare che 4/9 campioni positivi erano identificabili come deboli positivi (score da 1 a 2/4). Tale composizione del pannello, è rappresentativa di una casistica di campo. Infatti, se è vero che per animali sopraggiunti a morte per rabbia (es. carcasse di animali selvatici trovati morti sul territorio) il virus può essere presente in elevate concentrazioni in alcune porzioni del SNC, questa ipotesi non è altrettanto vera per campioni provenienti da animali soppressi in seguito ed episodi di morsicatura o aggressività (ipotesi quest’ultima, peraltro più frequente nell’attuale realtà epidemiologica italiana).  

Per quanto concerne i campioni identificati come “falsi negativi” (n=4), è da notare che tutti erano da considerarsi debolmente positivi (valore atteso per la valutazione quantitativa dell’antigene = 2/4). Inoltre, in 3 casi si trattava di campioni infettati con virus circolanti nei chirotteri europei, indicando che sussiste una difficoltà nell’identificare l’eventuale circolazione di tali lyssavirus a livello nazionale. A tale proposito il LNR, per i circuiti a venire, fornirà due interpretazioni dei risultati ottenuti: la prima inerente l’abilitazione alla prova su mammiferi terrestri, la seconda per un’eventuale estensione dell’abilitazione alla diagnosi nei chirotteri. Ciononostante e a fronte di un sempre maggiore interessamento degli II.ZZ.SS. alla sorveglianza sui chirotteri, il LNR raccomanda che tali laboratori assicurino la performance diagnostica (mediante specifica abilitazione) al fine di escludere in primis l’infezione da lyssavirus, ancor prima di ricercare ulteriori potenziali patogeni.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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