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Influenza Aviare - IZS delle Venezie

FONTE: Laboratori Nazionali di Riferimento (LNR)

Laboratorio Nazionale di Riferimento per l'Influenza aviaria e la Malattia di Newcastle (LNR AI-ND)
IZS delle Venezie

Prova Interlaboratorio: Virologia, sierologia e biologia molecolare per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle
Tabella

Valutazione complessiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti
Le P.I. AI-ND sono un’attività consolidata che hanno raggiunto un livello soddisfacente di qualità sia nella fase di preparazione e controllo dei reagenti, sia nella fase di analisi dei risultati. Nel corso degli anni sono state rilevate e risolte le criticità evidenziate. In particolare le caratteristiche dei reagenti distribuiti sono state migliorate nel tempo grazie a standardizzate procedure di produzione e specifici controlli di qualità.

Nel 2016 le P.I. sono state organizzate sulla base degli accordi presi con i laboratori partecipanti nella riunione di marzo che ha avuto lo scopo di indicare le metodiche diagnostiche da utilizzare per la diagnosi dell’influenza aviare e della malattia di Newcastle e di eventuali modifiche da apportare nel presente circuito.

Nel circuito virologico 2016, tutti i laboratori partecipanti sono stati in grado di identificare correttamente i virus notificabili, ossia i virus influenzali di sottotipo H5 e H7 e l’NDV.

Nel circuito sierologico è emersa la capacità di tutti i laboratori partecipanti di evidenziare le positività sierologiche verso virus H5, H7 e NDV anche a basso titolo. In casi molto limitati si è evidenziata la tendenza ad esacerbare cross reazioni dovute alle naturali affinità antigeniche presenti tra ceppi differenti di virus influenzali.

Nel circuito molecolare quasi tutti i laboratori partecipanti sono stati in grado di individuare correttamente i virus influenzali e il virus della malattia di Newcastle. In tre casi, due distinti laboratori non hanno riconosciuto l’NDV presente nel campione. 

I risultati ottenuti dalla maggior parte dei laboratori partecipanti possono ritenersi soddisfacenti, Rimangono ancora margini di miglioramento per alcuni laboratori, in particolare per quanto riguarda la specificità della tecnica d’inibizione dell’emoagglutinazione, l’identificazione tramite metodiche molecolari del virus della malattia di Newcastle e la capacità di identificare i sottotipi di virus influenzali differenti da H5 e H7.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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