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Mangimi - Piano nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione degli animali (PNAA)

FONTE: Ministero della Salute

Mangimi - Piano nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione degli animali (PNAA)

Capitolo 3a. Azioni correttive

Dall’analisi delle relazioni annuali relative al 2016, pervenute attraverso il consolidato flusso di rendicontazione dei dati di attività tra le Regioni, le Province Autonome e il competente Ufficio del Ministero della Salute, si rileva che le principali carenze organizzative o strutturali riscontrate nell’attività ispettiva portata avanti dai Servizi veterinari locali sono:

  • piani di autocontrollo;
  • mancata idoneità dei requisiti strutturali;
  • inadeguate procedure per la gestione del Carry-Over;
  • mancata/errata compilazione dei registri di carico e scarico;
  • insufficienti programmi di protezione da parassiti;
  • modalità non idonee di stoccaggio dei mangimi;
  • mancanza di autorizzazioni;
  • assenza di manuali di corretta prassi;
  • mancanza/insufficiente formazione degli operatori;


Nei casi di riscontro di carenze strutturali e funzionali presso gli operatori ispezionati, che si dovessero configurare come non conformità alla normativa, così come stabilito dal PNAA 2015-2017, l’Azienda Sanitaria Locale comunica, per ciascuna carenza, le seguenti disposizioni al legale rappresentante dell’impresa:

  • il tipo di irregolarità accertata attraverso il verbale dell’ispezione;
  • le prescrizioni e gli interventi da mettere in atto per la rimozione delle  carenze accertate, per il ripristino dei requisiti minimi necessari per il mantenimento della prevista autorizzazione;
  • il termine massimo per l’esecuzione dei lavori d’adeguamento prescritti;


In caso di grave non conformità il Servizio Veterinario ASL/Regione può procedere alla sospensione o revoca dell’autorizzazione.

A queste prescrizioni si aggiungono, a seconda del tipo e della gravità delle non conformità, eventuali sanzioni amministrative pecuniarie o, se del caso, la denuncia all’Autorità Giudiziaria. Nel 2016, sono state comminate n. 106 sanzioni pecuniarie e n. 6 denunce all’Autorità Giudiziaria. (cfr. tabella 2.1a). 

Per quanto attiene, invece, ai mangimi oggetto di campionamento che risultano non conformi all’analisi di laboratorio, i provvedimenti da adottare per le diverse tipologie di non conformità, in linea generale, prevedono che questi debbano essere distrutti, o in alternativa, ritirati dal commercio, previa autorizzazione dell’Autorità Competente locale, per essere sottoposti a un trattamento in grado di neutralizzarne la nocività (ove possibile come ad es. per contaminazioni da Salmonella Spp.) a spese del detentore o del proprietario.

L’Autorità Sanitaria, inoltre, previa analisi del rischio, può decidere di destinare tali mangimi a specie o categorie animali diverse per le quali non siano in vigore gli stessi divieti, o, ancora, destinarli ad usi diversi dall’alimentazione animale. I provvedimenti sono comunque sempre valutati caso per caso a seconda del tipo di irregolarità riscontrata e commisurati all’entità e/o alla gravità dell’episodio accertato.

Nell’ eventualità di sospetto di rischio grave per la salute pubblica e/o per la sanità animale o per l’ambiente devono essere immediatamente messe in atto le procedure previste dal sistema di allerta rapido mangimi illustrate nelle “Linee Guida vincolanti per la gestione operativa del sistema di allerta per mangimi”, con la comunicazione al punto di contatto nazionale e comunitario nel caso di mangimi inviati all’esterno del territorio italiano.

Tutte queste attività necessitano di un buon coordinamento e comportano una stretta collaborazione tra Autorità Competenti delle varie Regioni e P.A. Ciò soprattutto nei casi in cui si rilevano non conformità in mangimi prodotti da stabilimenti siti in altri territori, spetta infatti all’Autorità territorialmente competente svolgere i dovuti accertamenti sulle strutture interessate postesotto il loro controllo.

Nel anno 2016 il numero di non conformità totali è stato di n. 112 (cfr.tabella 2.3).


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Con riferimento alle non conformità descritte al Capitolo 2, si evidenzia che le 5 partite di alimenti in conserva per animali da compagnia di provenienza Thailandia, risultate non conformi per presenza di mercurio oltre i livelli consentiti, sono state sottoposte a provvedimento di non ammissione all’importazione, con rispedizione verso il Paese terzo di provenienza.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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