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Sottoprodotti di origine animale - Controlli ufficiali

FONTE: Ministero della Salute

Sottoprodotti di origine animale - Controlli ufficiali sugli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg (CE) 1069/2009 e controlli relativi alla rimozione di Materiale Specifico a Rischio (MSR)

Capitolo 2. Risultati

Nell’ultima colonna della Tabella C (cap. 1) sono illustrati i numeri delle non conformità rilevate durante i controlli effettuati dalle ASL. Sulla base dei dati pervenuti si evidenzia che le principali non conformità si possono ricondurre a carenze igieniche, strutturali e gestionali:

  • gestione piano di autocontrollo
  • gestione prodotti finiti
  • scarsa condizioni igieniche dello stabilimento
  • mancanza manutenzione di attrezzature
  • mancanza manutenzione dei veicoli
  • promiscuità del materiale al ricevimento
  • requisiti microbiologici disattesi
  • documenti commerciali incompleti

Andamento delle non conformità negli ultimi 7 anni: La percentuale di non conformità in rapporto al numero di controlli si attesta intorno 7% negli anni 2015 e 2016, il doppio rispetto a quanto rilevato nel 2014 (3.4%) e leggermente in rialzo rispetto al triennio 2011-2013 (5%). Solo nel 2010 c’è stata una percentuale più alta di non conformità in rapporto ai controlli (7.7%). Nel dettaglio:

  • anno 2010: 196 non conformità  a fronte di 2546 controlli
  • anno 2011: 211 non conformità a fronte di 4160 controlli
  • anno 2012: 163 non conformità a fronte di 3885 controlli
  • anno 2013: 198 non conformità a fronte di 3511 controlli
  • anno 2014: 168 non conformità a fronte di 4909 controlli
  • anno 2015: 320 non conformità a fronte di 4754 controlli
  • anno 2016: 226 non conformità a fronte di 3096 controlli

In funzione della programmazione, effettuata tenendo in considerazione la classificazione del rischio dei singoli impianti, i servizi veterinari hanno svolto il maggior numero di controlli negli impianti di magazzinaggio e manipolazione, negli impianti di trasformazione e negli stabilimenti di produzione del petfood.

Le non conformità rilevate ai controlli interessano circa il 10% degli impianti di macellazione controllati, nessuno degli impianti di manipolazione di sottoprodotti, circa il 6% degli impianti di sezionamento controllati ed una percentuale intorno al 6% delle macellerie controllate. Salvo per la tipologia di impianto riconosciuta ai sensi del regolamento (CE) 1069/2009, i dati mostrano un aumento delle non conformità rispetto all’anno precedente, a fronte di un minor numero di impianti controllati, anche per il fatto che alcune attività sono state sospese a causa degli eventi sismici. Le non conformità riscontrate, hanno riguardato prevalentemente le carenze nelle procedure del manuale di autocontrollo e la mancata o non corretta identificazione dei contenitori e delle attrezzature che vengono a contatto con il MSR. Per quello che riguarda i laboratori di sezionamento, è stato verificato che l’attività di rimozione del MSR si è ridotta rispetto agli anni passati in quanto si tratta in diversi casi di laboratori che lavorano solo capi di provenienza nazionale per i quali non è prevista la rimozione.

In tutti i casi, a seguito delle prescrizioni impartite dai Servizi, il risultato del successivo follow up è risultato sempre favorevole.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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