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Controlli ufficiali sulle produzioni di qualità

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Controlli ufficiali sulle produzioni di qualità

Capitolo 2. Risultati 

LE NON CONFORMITÀ ALLA NORMATIVA DEGLI OPERATORI E DEI PRODOTTI ALIMENTARI DI QUALITÀ  

Vengono illustrate, di seguito, le principali tipologie di violazioni riscontrate nel corso dei controlli svolti nel 2016 sulle produzioni di qualità.

Illeciti di particolare rilievo accertati sui prodotti alimentari di qualità
Nell’ambito delle complesse indagini condotte nel 2016 d’iniziativa o su delega, dirette da diverse Procure della Repubblica su tutto il territorio nazionale, si illustrano di seguito le operazioni che hanno interessato prodotti di qualità regolamentata.

Le azioni di contrasto alla criminalità agroalimentare sono state svolte da tutti gli Uffici territoriali e dall’Unità Investigativa Centrale dell’ICQRF, con il supporto analitico dei Laboratori.

Prodotti da agricoltura biologica
A seguito di segnalazione ricevuta da Organismi di Controllo autorizzati nel settore dell’agricoltura biologica, ICQRF ha bloccato la vendita di grano duro, pasta di semola di grano duro e pomodori falsamente dichiarati biologici da operatori ubicati in Puglia. L’attività è stata svolta in coordinamento con la Procura della Repubblica di Foggia.

Mediante approfondite verifiche di rintracciabilità, ICQRF ha sequestrato 2.000 tonnellate di grano duro, 20 tonnellate di pasta di semola di grano duro e 130 tonnellate di passata di pomodoro.

Vini a DO (vini a DOCG, a DOC) e a IGT
Operazione Pinocchio
Diretta dalla Procura della Repubblica di Venezia in co-delega con il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Treviso.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre 130.000 litri di vino falsamente etichettato con la denominazione IGP «Puglia» Pinot Grigio, ma risultato proveniente da varietà di uva a bacca bianca diverse dal Pinot Grigio.

Altri illeciti accertati sui prodotti da agricoltura biologica

  • Frodi in commercio e, talora, a falsità della documentazione attestante la conformità al metodo di produzione da agricoltura biologica
  • Irregolarità riconducibili al sistema di etichettatura e/o presentazione, o a parametri di composizione non conformi rispetto alla categoria merceologica dichiarata
  • Presenza di principi attivi non consentiti in agricoltura biologica in campioni di vini, conserve vegetali, miele e mangimi
  • Ortofrutticoli biologici contenenti residui di fitosanitari
  • Succo di limone biologico, risultato all’analisi contenere additivi non consentiti e/o residui di fitosanitari
  • Miele biologico con caratteristiche organolettiche e microscopiche anomale in quanto alterato per fermentazione


Illeciti accertati sui Prodotti a DOP IGP e STG (esclusi i vini)
Gli illeciti accertati più frequentemente, che spiegano l’elevata incidenza percentuale degli operatori irregolari in molti settori, sono riconducibili a:

  • Mancato o parziale assolvimento, da parte dei produttori degli obblighi pecuniari nei confronti del Consorzi di tutela o della struttura di controllo (riscontrato in circa il 60% dei casi di irregolarità
  • Altre violazioni accertate sono state le seguenti:
  • Formaggi a DOP contenenti conservanti non consentiti o non dichiarati
  • Mozzarelle di Bufala Campana DOP ottenute con elevate percentuali di latte vaccino
  • Formaggi pecorini a DOP, irregolari per presenza di sostanze non consentite sulla crosta
  • Usurpazione o evocazione delle denominazioni di origine o indicazioni geografiche riconosciute di prodotti ortofrutticoli
  • Pasta di grano duro a IGP irregolare per tenore in ceneri superiore al limite legale e composizione non conforme ai requisiti del disciplinare di produzione
  • Conserva di pomodoro indebitamente etichettata come IGP
  • Commercializzazione come prodotto a DOP di conserva di pomodoro di provenienza sconosciuta


Altri illeciti accertati sui Vini a DO (vini a DOCG, a DOC) e a IGT
Gli illeciti accertati più frequentemente, che spiegano l’elevata incidenza percentuale degli operatori irregolari nel comparto (oltre 30%) sono riconducibili a:

  • Mancato o parziale assolvimento, da parte dei produttori di vini a denominazione di origine o a indicazione geografica, degli obblighi pecuniari nei confronti del Consorzio di tutela incaricato o relativi all’attività di controllo per la certificazione (riscontrato in oltre il 20% dei casi di irregolarità)

Altre violazioni accertate sono state le seguenti:

  • Inosservanza delle disposizioni inerenti all’etichettatura o ai dispositivi di chiusura dei vini a DOP o a IGP
  • Frode in commercio per aggiunta di aromi di sintesi a vini a DOP a IGP
  • Utilizzo di indicazioni false e ingannevoli circa l’origine, la natura e la qualità essenziali dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica
  • Vino sfuso a IGT non rispondente al dichiarato per tipologia, origine geografica e annata di produzione
  • Produzione, vendita o distribuzione di vini DOP o IGP non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione
  • Non conformità classificate gravi nei piani di controllo per violazioni alle disposizioni contenute nei disciplinari di produzione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017


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