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Trichine - Prevenzione e controllo

FONTE: Ministero della Salute

Infezione da Trichine - Prevenzione e controllo

Capitolo 1. Attività svolta

Ai sensi di quanto previsto dal Regolamento (UE) 2015/1375 del 10 Agosto 2015, le Autorità Competenti degli Stati membri devono trasmettere alla Commissione Europea i dati concernenti la situazione epidemiologica nazionale per quanto riguarda la ricerca delle Trichine. Secondo quanto stabilito dall’Allegato IV, Capitolo I, punto A del medesimo Regolamento.

Gli allevamenti intensivi possono essere classificati, su richiesta degli Operatori del Sistema Alimentare (OSA) “ufficialmente esenti” da Trichine. L’Autorità territorialmente competente, al fine di accogliere tale richiesta, deve attuare quanto previsto dall’articolo 10 di tale Regolamento.  Dal punto di vista dei controlli ufficiali, l’esame trichinoscopico si esegue mediante prelievo di campioni dalla carcassa degli animali sensibili (suini ed equidi).

Per le partite di animali provenienti da allevamenti esenti è possibile l’applicazione della deroga di cui all’articolo 3, comma 3 del Regolamento di cui trattasi per quanto riguarda il campionamento sistematico delle carcasse.

Lo stato sanitario degli allevamenti è registrato nella Banca Dati Nazionale dei Suini (BDN), regolamentata dal D.Lvo n.200 del 26/10/2010 (Attuazione della Direttiva CE 71/2008). Per quanto riguarda i suini domestici, i cinghiali destinati al consumo famigliare privato e i cinghiali allevati a scopo commerciale pur se esclusi dal campo di applicazione del Reg.(UE) 2015/1375, rimangono in vigore le Linee Guida per la corretta applicazione del Reg. 2075/2005 del 10 maggio 2007, laddove è previsto che le Regioni e le Province Autonome, in base ad una valutazione del rischio, programmino l’ispezione post mortem ed il relativo campionamento al fine dell’esame trichinoscopico sulle carcasse di tali animali. Qualora dovesse mancare una programmazione regionale o nel caso in cui la valutazione preliminare dovesse concludere che esistono profili di rischio, le visite ed i campionamenti sulle macellazioni domiciliari di suini dovranno essere svolte in maniera sistematica.

Considerato che i cinghiali selvatici sono da ritenersi sempre a rischio di infestazione da Trichine, la gestione dal punto di vista sanitario degli animali abbattuti a caccia e destinati all’immissione sul mercato viene effettua ai sensi di quanto previsto dall’allegato III, sez. IV, capitolo II, del regolamento CE n. 853/2004, che prevede l’invio  delle carcasse ad un centro di lavorazione della selvaggina dove, nell’ambito dell’ispezione post mortem, eseguita conformemente alle prescrizioni di cui all’allegato I, sez. IV, capo VIII, del regolamento CE n. 854/2004, viene prelevato il campione per effettuare l’esame trichinoscopico. Per quanto riguarda i cinghiali selvatici abbattuti a caccia e destinati al consumo privato, le succitate Linee Guida prevedono che le Regioni e le Province Autonome, in collaborazione con le Autorità preposte al controllo venatorio, definiscano le modalità per l’esecuzione dei campionamenti considerato il rischio che le carni di tali animali possono rappresentare per l’uomo.

I dati sotto indicati per gli animali macellati (suini ed equidi), corrispondono alla comparazione tra le informazioni inviate dalle Regioni al Ministero della Salute e quanto da loro registrato nella sezione apposita delle relative BDN. Nei casi in cui le Regioni abbiano alimentato correttamente le sezioni corrispondenti della BDN, il “Reporting Officer” (c/o DGSAF) ha autorizzato il trasferimento diretto dei medesimi dati su “Sinzoo” (Sistema informatico nazionale per la raccolta dei dati delle attività di controllo per le zoonosi) anche ai fini della   rendicontazione EFSA. Tale sistema di registrazione dei controlli ha l’obiettivo di alleggerire significativamente gli adempimenti in carico ai servizi veterinari territoriali e regionali.


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La tabella 1 riepiloga l’andamento dell’assegnazione dello stato di “esente da Trichine” agli allevamenti.  Il dato distinto per Regione è disponibile nella sezione pubblica “Qualifiche sanitarie” della BDN.

Dai dati indicati nella tabella 1 è evidente l’incremento degli allevamenti suinicoli che hanno chiesto e ottenuto l’assegnazione dello stato di “esente da Trichine”. Tali allevamenti sono sempre rappresentati da holdings condotte con tecniche produttive da ingrasso o riproduzione in regime di stabulazione controllata dal punto di vista dell’applicazione delle norme igienico sanitarie e di biosicurezza.

Sempre dalla osservazione della stessa tabella, è possibile dedurre che l’attività di controllo ai fini del mantenimento dello stato sanitario è in corso e che nell’anno 2016 la qualifica sanitaria di “esente da Trichine” è stata revocata a n. 38 allevamenti.

La distribuzione degli allevamenti suinicoli ed equini è consultabile nella sezione “Statistiche” della BDN che è pubblica.

Tabella 1:  Andamento dell’assegnazione dello stato sanitario agli allevamenti suinicoli che ne hanno fatto richiesta nell’anno in corso (verificabile nella sezione statistiche: qualifiche sanitarie della Banca Dati suini). Tipologia di aziende  2016.
Tabella 1


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I dati indicati nelle tabelle 2.1 e 2.2, per quanto concerne il numero, la tipologia di allevamento zootecnico e le aziende sottoposte a controllo, sono tratti da quanto registrato nella Banca Dati dell’Anagrafe Zootecnica Nazionale (BDN) al 31 Marzo 2017.

Quanto indicato per i dati di macellazione corrisponde alla comparazione tra le informazioni inviate dalle Regioni al Ministero della Salute e quanto registrato nella sezione apposita della BDN (suini ed equini).

Tabella 2.1
*  il numero totale dei capi saggiati risulta sostanzialmente inferiore al numero dei capi macellati in quanto un numero consistente di suini è stato macellato ad un’età inferiore a 5 settimane, per i quali non è previsto l’esame.

Tabella 2.2

Per quanto riguarda la Tabella 2.3, le informazioni pervenute dalle Regioni indicano che il numero totale di suini provenienti da allevamenti nazionali da “ingrasso” macellati per l’anno 2016 è stato di 11.008.362 di cui saggiati 9.249.768.

Il numero degli animali testati risulta inferiore a quello di quelli macellati poiché l’Italia, come comunicato alla Commissione Europea nell’ambito del Comitato Permanente per la Catena Alimentare del 15 Settembre 2015, si è avvalsa delle deroghe previste all’articolo 3, paragrafi 2 e 3, lettera a) del Reg. (UE) 2015/1375.

L’attività di rendicontazione alla Commissione Europea svolta negli ultimi 8 anni è stata utile per consentire all’Italia di potersi avvalere di tali deroghe.

Tabella 2.3

I dati indicati nelle tabelle da 2.4 a 2.6, riportano la situazione dei controlli rilevata al 31 dicembre 2016 per quanto riguarda cavalli macellati di provenienza nazionale, cinghiali di allevamento macellati e cinghiali selvatici abbattuti a caccia.

Tabelle 2.4, 2.5, 2.6
* alcune regioni attuano un piano di controllo per i cinghiali abbattuti a caccia basato sulla valutazione del rischio che non prevede il testaggio di tutti i capi.

Gli 8 cinghiali cacciati risultati positivi sono stati tutti riscontrati tra quelli destinati al consumo domestico privato.

Le positività sono state rilevate in Abruzzo (3), in Campania (1), in Piemonte (1), in Puglia (2) e in Toscana (1).


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Nel 2016, si è verificato un focolaio epidemico di Trichinellosi (Trichinella spp.) con 3 casi umani e un caso  di Trichinellosi (Trichinella spp.): entrambi gli eventi, anche se non correlati tra loro, sono stati attribuiti all'ingestione di prodotti a base di carne di cinghiale consumata cruda o poco cotta ottenuta da animali cacciati per auto consumo. Inoltre, si è verificato un caso importato di Trichinellosi (Trichinella spiralis) attribuito al consumo di carne suina, consumata poco cotta, proveniente da un piccolo allevamento familiare in Romania.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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