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Alimenti di origine non animale e materiali a contatto - Controlli sanitari all'importazione

FONTE: Ministero della Salute

Controlli all'importazione di alimenti di origine non animale

Capitolo 1. Attività svolta

Continua, nel 2016, il trend positivo delle importazioni con la conseguente attività di controllo eseguita dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (Grafico 1). In Italia, ci sono 8 USMAF principali, suddivisi in 41 Unità Territoriali (U.T.), di cui 22 hanno la qualifica di PED/PID, ossia sono quei punti idonei all’importazione degli alimenti previsti dai regolamenti Comunitari 669/2004 e 884/2014. Gli USMAF/UT in cui si è registrato il maggior volume di traffico in ingresso sono stati: Genova, Trieste, Milano Malpensa, Napoli e Rivalta Scrivia (Tabella 2).

I controlli ufficiali hanno riguardato 148.050 partite di alimenti di origine non animale e materiali a contatto. Sul 100 % delle partite è stato eseguito il controllo documentale; i controlli ispettivi sono stati 7.085 con 4.855 prelievi di campioni a scopi analitici; 273 sono stati i respingimenti (tab. 1 e tab. 2, per il dettaglio degli USMAF).

Per quanto riguarda gli alimenti di origine non animale, nel 2016 le partite in entrata sono state 101.052. Il 100% di tali partite sono state controllate dal punto di vista documentale, i controlli ispettivi sono stati 5.895, 3.997 i campionamenti con 204 non conformità (0.20% delle partite).

I principali paesi terzi che esportano in Italia alimenti di origine non animale sono: la Turchia con un totale di 10.881 partite, la Cina con 9.592, India 6.683 e Stati Uniti con 5.686 (tabella 3); nel grafico n. 2 sono indicate le percentuali dei paesi esportatori

Le matrici alimentari più importate sono: caffè, banane, nocciole e ananas (Tabella 4). Nei grafici 3,4,5 viene indicata la provenienza dei principali alimenti.

Le analisi, effettuate sia a scopo di monitoraggio che in ottemperanza ai regolamenti comunitari, hanno riguardato principalmente: ricerca di antiparassitari, aflatossine, radioattività e metalli pesanti (tabella 5).

Le principali cause di respingimento sono state: presenza di aflatossine, di pesticidi, di antiparassitari, salmonella spp. (tab. 6); nel grafico n. 6 sono riportate le percentuali dei respingimenti e il livello di controllo che ha messo in evidenza la non conformità.

Per quanto riguarda i materiali a contatto (MOCA) invece, sono stati importate 47.498 partite, con 1.190 controlli ispettivi, 858 campionamenti e 69 respingimenti. I principali paesi esportatori sono la Cina, Turchia, Svizzera, Hong Kong e Serbia (Tabella 7); nel grafico n. 7 sono riportate le percentuali dei respingimenti e il livello di controllo che ha messo in evidenza la non conformità.

Nella tabella n. 8 sono indicate le cause di respingimento dei MOCA, nel grafico n. 8 sono riportate le percentuali dei respingimenti e il livello di controllo che ha messo in evidenza la non conformità.

Nel grafico n. 9 è indicato l’andamento dei respingimenti nel periodo 2012-2016.

I dati riportati mettono in evidenza come negli ultimi anni ci sia stato un incremento delle importazioni; i paesi terzi da cui provengono gli alimenti sono 133; 83 sono quelli da cui provengono i MOCA

Per quanto riguarda gli alimenti di origine non animale, l’attività di controllo ispettivo si attesta attorno al 5,83% delle partite in ingresso, invece il campionamento con analisi risulta essere il 3,96%. Le cause di non idoneità sono dovute alla presenza di: aflatossine (pistacchi, arachidi, mandorle e nocciole), antiparassitari (foglie di vite in salamoia, carciofi freschi, melagrane fresche, frumento di grano duro di bassa qualità), salmonelle (semi di sesamo e semi di finocchio, in particolare), parassiti (tè verde tè nero, fagiolini freschi)

Per quanto riguarda i materiali a contatto invece, i controlli ispettivi il 2,48% del totale delle partite, con il 1,81% di campionamenti.

Tale percentuale non elevata è dovuta al fatto che, in molti casi, i laboratori che effettuano analisi con prove accreditate sono molto distanti dall’Ufficio che ha effettuato il campionamento. In questi casi, anche la carenza di personale tecnico soprattutto negli USMAF del nord, ha un ruolo importante.

Riguardo i PED/PID di cui agli artt. 4 del Reg. CE 669/2009 e 8 del Reg. CE 884/2014, nel 2016 è stato riconosciuto idoneo il PED di Manfredonia e, temporaneamente sospesi per inidoneità, i PED/PID di Bari e Genova.

Grafici e tabelle sono riportati nell’allegato.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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