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Alimenti di origine animale - Controlli sanitari all'importazione

FONTE: Ministero della Salute

Alimenti di origine animale - Controlli all'importazione

Capitolo 1. Attività svolta

In accordo con la legislazione europea, i controlli all’importazione sugli alimenti di origine animale provenienti da Paesi terzi sono svolti dai posti di ispezione frontaliera (PIF) che sono riconosciuti ed abilitati ad effettuare i controlli veterinari secondo le disposizioni della direttiva del Consiglio 97/78/CE e del Regolamento (CE) n. 136/2004. Tale normativa prevede che sulle partite di alimenti di origine animale importati ed elencati nella decisione della Commissione 2007/275/CE siano eseguiti controlli veterinari:

  • documentali: per la verifica dei certificati e degli altri documenti ufficiali che accompagnano la partita;
  • di identità: per accertare la corrispondenza tra le informazioni contenute nei documenti ufficiali ed i prodotti importati;  
  • fisici: per ispezionare materialmente il prodotto e se necessario prelevare campioni per l’esecuzione di analisi di laboratorio.

Tutte le partite di alimenti di origine animale presentate per l’importazione sono sottoposte a controlli documentali e d’identità, mentre i controlli fisici ed, eventualmente, i campionamenti per le analisi di laboratorio sono eseguiti su una percentuale variabile di partite (tabella 1, colonne 4, 7, 8). Tale percentuale dipende da diversi fattori tra cui i rischi associati a determinati alimenti e alle loro provenienze, i flussi d’importazione, la necessità di attuare misure di salvaguardia o controlli rafforzati e da frequenze di controllo programmate.

 A riguardo, secondo la normativa sui controlli veterinari alle importazioni, i campionamenti dei PIF per l’esecuzione dei test di laboratorio possono essere condotti:

  1. su sospetto,
    • sulla base di informazioni o dati disponibili su possibili rischi e irregolarità,
    • in seguito a una notifica di allerta europea (controlli rafforzati, obbligatori), che è scaturita da una precedente partita della medesima tipologia e provenienza,
    • in applicazione di una misura di salvaguardia nazionale o europea (controlli obbligatori),
  2. casuali,
    • a scopo di monitoraggio, volti ad accertare la conformità alla normativa europea rispetto alla presenza negli alimenti di residui non autorizzati o altre sostanze nocive o di microrganismi loro tossine e metaboliti.

In riferimento ai controlli casuali, conformemente al Regolamento (CE) n. 136/2004 anche per il 2016 si è provveduto ad impostare un piano nazionale di monitoraggio sui controlli di laboratorio volti alla ricerca dei residui, sostanze nocive e di microrganismi, loro tossine e metaboliti negli alimenti di origine animale presentati per l’importazione in Italia. Il piano (denominato Piano nazionale di monitoraggio per i controlli di laboratorio sugli alimenti di origine animale importati dai Paesi terzi)  è trasmesso annualmente ai PIF e per conoscenza ai laboratori competenti (nota DGSAF 0031454 del 21/12/2015), mentre, come valutato positivamente dalla Commissione europea nel corso di un audit del 2015, non viene pubblicato così che gli operatori non siano informati in anticipo sulle partite che potrebbero essere selezionate per i test a sondaggio effettuati dai PIF.

Lo scopo del piano è quello di uniformare e razionalizzare i controlli di laboratorio a livello nazionale sulla base della natura degli alimenti di origine animale e dei rischi ad essi associati, della quantità delle partite importate nonché dei risultati di controlli precedenti. In particolare si assicura un’attività di controllo di base uniforme dal punto di vista quantitativo tra tutti i PIF nazionali attuando, se necessario, esami mirati in base alla provenienza da determinati Paesi terzi o in base alle tipologie di alimenti di origine animale o per particolari sostanze o microrganismi.


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I risultati complessivi ottenuti dall’attività di controllo condotta dai PIF italiani nel 2016 sono riportati nella tabella 1 dove, in particolare, sono elencati in colonna:

  1. prodotti di origine animale destinati al consumo umano aggregati in macrocategorie che includono una o più categorie merceologiche della nomenclatura del sistema informativo europeo TRACES,
  2. numero di partite presentate per l’importazione attraverso i PIF italiani,
  3. quantità arrivata per ciascuna macrocategoria (Kg),
  4. numero di controlli fisici,
  5. numero di respingimenti per irregolarità diverse da quelle di laboratorio (es. irregolarità documentali, d’identità),
  6. numero di partite incluse nel piano per i controlli di laboratorio (numero di partite presentate per l’importazione meno i respingimenti per irregolarità diverse da quelle di laboratorio),
  7. numero di controlli di laboratorio (campionamenti),
  8. percentuale dei controlli di laboratorio: (n. partite campionate/n. partite della macrocategoria incluse nel piano).
  9. numero di partite non conformi: numero complessivo di irregolarità rilevate nell’anno dai PIF
  10. percentuale delle partite non conformi: n. partite non conformi/n. partite presentate per l’importazione attraverso i PIF italiani.


In conformità alla normativa europea vigente, nel 2016 il 100% delle partite è stato sottoposto a controlli documentali e di identità.

Dalla tabella 1 si evince che le partite di prodotti di origine animale destinate al consumo umano presentate per l'importazione attraverso i PIF italiani nel 2016 sono state 40.090 (nel 2015, 37.771), di cui 39.976 sono state incluse nel Piano nazionale di monitoraggio per i controlli di laboratorio sugli alimenti di origine animale importati dai Paesi terzi. Tale dato segna un’inversione di tendenza dei flussi d’importazione nel 2016 rispetto alla progressiva diminuzione rilevata nel periodo 2011-2015.  

Per quanto riguarda in particolare i controlli di laboratorio, il Piano nazionale di monitoraggio per i controlli di laboratorio sugli alimenti di origine animale importati dai Paesi terzi 2016 ha previsto un’attività di controllo di base uguale per tutti i PIF italiani e per tutte le matrici e provenienze e un’attività di controllo mirata verso determinati Paesi terzi/prodotti/sostanze o microrganismi (controlli indirizzati e raccomandazioni).

L’attività di base programmata per il 2016 è consistita nel campionamento del 3% delle partite presentate per l’importazione per ciascuna macrocategoria alimentare, mentre al fine di orientare la tipologia di controlli, i PIF dovevano tener conto prioritariamente di quanto previsto nella tabella dei controlli indirizzati e nelle raccomandazioni del piano.

Infine, ciascun PIF poteva stabilire ulteriori analisi di laboratorio o percentuali di campionamento maggiori in relazione ad autonome valutazioni basate sul rischio, tenendo conto di eventuali cambiamenti dei flussi di importazione e/o di problematiche emergenti.

Le partite soggette a controllo fisico sono state 19.619 di cui quelle campionate 1.774 (1.846 nel 2015) con una percentuale complessiva di campionamento (totale del n. di partite campionate/totale del n. di partite incluse nel piano) del 4,4%, inferiore a quella rilevata l’anno scorso (4,9%), ma superiore a quella programmata (3%); infatti, dalla tabella 1 (colonna 8) si rileva che la percentuale di campionamento sia complessiva, sia per ciascuna macrocategoria alimentare in accordo a quanto previsto dal piano di monitoraggio 2016 è risultata in tutti i casi superiore a quella programmata del 3%.

I campionamenti più numerosi per ciascuna macrocategoria hanno riguardato i prodotti della pesca, dell’acquacoltura, i molluschi e crostacei, (1.464 su 1.774 campionamenti, 82,5%) e la carne bovina (86 su 1.774 campionamenti, 4.8%) che sono anche le categorie alimentari di cui è stato importato il maggior numero di partite (tabella 1, colonna 7).

Si riportano di seguito, per le categorie alimentari più rilevanti, le analisi effettuate più frequentemente (fonte dati TRACES DWH QlikView):

  • prodotti della pesca, dell’acquacoltura, molluschi e crostacei: metalli pesanti, antibatterici, additivi alimentari, istamina, microorganismi e virus,
  • carne e prodotti derivati: microrganismi, tossine e loro metaboliti e antiparassitari,
  • miele e prodotti dell’apicoltura: antibatterici e pesticidi.


Rispetto al 2015 si segnala un incremento delle analisi per gli additivi alimentari (79 campioni nel 2015, 145 campioni nel 2016,) in seguito all’attuazione anche da parte dei PIF di uno specifico piano nazionale elaborato dalla Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione (Piano nazionale riguardante il controllo ufficiale degli additivi alimentari tal quali e nei prodotti alimentari nota DGISAN 0004166 del 10/2/2015)


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Per quanto riguarda i controlli indirizzati (tabella dei controlli indirizzati del piano di monitoraggio 2016) ciascun PIF doveva effettuare almeno un campionamento per ogni matrice, Paese terzo di origine e esame di laboratorio elencati nella tabella 2.  Dai dati raccolti, trasmessi dai PIF, è emerso che i controlli indirizzati sono stati condotti in accordo al piano anche se con qualche minima variazione. Le variazioni sono dovute all’arrivo di un esiguo numero di partite e/o di piccole quantità di prodotto (es. campionature non destinate alla distribuzione), difficolta logistiche, mancata programmazione, interruzioni imprevedibili del flusso di importazione.

In seguito a tali tipologie di campionamento sono stati riscontrati 7 esiti sfavorevoli riportati in tabella 2.


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Le raccomandazioni per il 2016 riguardavano i controlli di laboratorio sulle seguenti matrici:

  • miele e prodotti dell’apicoltura,
  • pesci appartenenti alla famiglia Pangasiidae,
  • prodotti a base di carne di pollame importati dalla Cina,
  • molluschi bivalvi.

e i controlli per la  rilevazione  di:

  • trattamenti non autorizzati con radiazioni ionizzanti,
  • metalli pesanti su alcuni prodotti della pesca e cefalopodi,
  • sali di ammonio quaternari nei prodotti lattiero caseari,
  • fenilbutazone e cadmio nella carne equina,
  • taluni additivi alimentari sui prodotti della pesca e cefalopodi
  • microrganismi, tossine e loro metaboliti non contemplati tra i criteri di sicurezza alimentare del Regolamento (CE) n. 2073/2005.

Per il miele e prodotti dell’apicoltura, tenuto conto dei risultati ottenuti negli anni precedenti, la percentuale minima di campionamento programmata nel piano 2016 è stata fissata al 5% per i prodotti provenienti da ciascuno dei seguenti paesi: Cina, Vietnam, Paesi terzi dell’Europa dell’Est, Paesi del Sud America. Mentre per i prodotti provenienti da altri Paesi terzi la percentuale di campionamento programmata era del 3 % per ciascun paese.

Nella tabella 3 sono riportati i risultati complessivi dell’attività di controllo. Le partite presentate per l’importazione sono state 311 e sono arrivate principalmente dall’Argentina (161), Cina (104) e in misura minore da Australia, Cile, Nuova Zelanda, Turchia, Uruguay, Brasile, Guatemala, Messico, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Tanzania e Zambia.

Il numero di partite campionate, pari a 35, è pressoché invariato rispetto a quello dello scorso anno (33 nel 2015) così come la percentuale di controllo che è risultata l’11,9% rispetto al 12% del 2015. Per singolo Paese terzo, tranne che per la Turchia, sono state superate le percentuali minime previste dal piano, il 5% o 3% a seconda della provenienza.

Per quanto riguarda la tipologia di controllo sono state ricercate quasi tutte le sostanze raccomandate nel piano e in più altre sostanze quali metaboliti dei nitrofurani e tilosina. Per la lincomicina, non è stato possibile condurre le analisi in mancanza di metodiche accreditate, mentre rispetto allo scorso anno sono stati effettuati 10 campionamenti per nitroimidazoli in seguito all’accreditamento della prova da parte di un laboratorio e a specifiche istruzioni per i controlli (nota 0000809-14/01/2016-DGSAF).

Dagli esami è emerso un solo esito sfavorevole per la presenza di taoflavulinato e cloramfenicolo in propoli dal quale è scaturita una notifica RASFF, mentre nessun esito sfavorevole era stato rilevato nel 2015. Infine, si segnala il respingimento di un partita di 100 Kg di miele proveniente dall’Albania paese non autorizzato a spedire in UE miele naturale destinato al consumo umano.

Per i pesci appartenenti alla famiglia Pangasiidae, nel 2016 tenuto conto dei risultati ottenuti negli anni precedenti, è stato programmato il campionamento di almeno il 3% delle partite presentate per l’importazione per la ricerca di sostanze e microrganismi, loro tossine e metaboliti. Dai dati presentati dai PIF (tabella 4) risulta che le spedizioni di pesci appartenenti alla famiglia Pangasiidae sono pervenute dal Vietnam e in minor misura dal Myanmar, Bangladesh e dalla Tailandia. Complessivamente sono state presentate per l’importazione 580 partite (rispetto alle 575 del 2015) delle quali 55 sono state campionate (29 nel 2015) con una percentuale di controllo complessiva del 9,5% superiore a quella del 5,04% nel 2015.

Le analisi hanno riguardato la ricerca delle sostanze e dei microrganismi indicati nel piano 2016 (es. metalli pesanti, antibatterici, pesticidi, verde malachite, cristalvioletto etc.) e gli esiti sfavorevoli sono stati 3 per la presenza non autorizzata di nitrofurani e loro metaboliti (nessuno esame sfavorevole era invece risultato nel 2015).

Da quanto si evince in tabella 4 i dati sui flussi di importazione attraverso i PIF italiani sono in linea con quelli degli anni precedenti mentre è aumentato il numero e la frequenza dei controlli. A riguardo si evidenzia che in seguito a una informazione RASFF (News 16-814) su una massiccia moria di pesci lungo la costa centrale del Vietnam a partire dal aprile 2016, probabilmente dovuta a inquinamento delle acque, sono stati rafforzati i controlli su tutti prodotti della pesca e dell’acquacoltura, molluschi, crostacei e prodotti derivati provenienti dal Vietnam.

Per i prodotti a base di carne di pollame provenienti dalla Cina il piano 2016 ha previsto il controllo del 30% delle partite per la ricerca delle sostanze vietate del Reg. CE 37/2010, sostanze antibatteriche (tetracicline, sulfamidici, chinoloni) e coccidiostatici (nicarbazina).

Sulla base dei dati comunicati dai PIF è stata presentata una sola partita (petto d'anatra arrosto con spezie e zuccheri) che è stata campionata per diversi analiti, in particolare coccidiostatici e chinoloni con risultati favorevoli. Per alcune sostanze (sulfamidici e tetracicline) non è stato possibile effettuare le analisi in quanto non esistevano per la particolare matrice metodiche di laboratorio accreditate.

Per i molluschi bivalvi il piano 2016 ha previsto controlli per la ricerca delle biotossine marine e virus dell’epatite A senza specificare percentuali di campionamento. Complessivamente, inclusi gli ulteriori esami per norovirus, sono stati effettuati 55 esami (stesso numero nel 2015) ripartiti così come in tabella 5. Gli uffici che hanno ricevuto partite compatibili con gli esami programmati hanno effettuato almeno uno dei due esami e sono state coperte tutte le provenienze evidenziate. Nessuna analisi per biotossine o norovirus ha dato esito sfavorevole, mentre si sono avute 4 positività in vongole vive dalla Tunisia dalle quali sono scaturite altrettante notifiche RASFF (nel 2015 era stata riscontrata una sola positività per norovirus in vongole dal Vietnam).

Tabella 5: Controlli per biotossine e epatite A nei molluschi bivalvi 2016
Tabella 5

Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti, i controlli 2016 da parte dei PIF sono stati condotti in attuazione del Piano nazionale di controllo ufficiale sugli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti - quadriennio 2015-2018 (nota DGSAF n 0003917 del 16/02/2015). Il piano elenca i Paesi terzi di provenienza da controllare preferibilmente in quanto noti per l’uso di radiazioni ionizzanti e stabilisce le matrici da campionare, il numero e la ripartizione annuale dei campioni tra i PIF, le modalità di campionamento e i flussi informativi per la trasmissione dei risultati.

Di seguito si riporta l’andamento dei campionamenti e i risultati degli esami negli ultimi 6 anni:

  • 2010, n campionamenti 6 (risultati sfavorevoli 1)
  • 2011, n campionamenti 86 (risultati sfavorevoli 10)
  • 2012, n. campionamenti 40 (risultati sfavorevoli 1, non interpretabili 2)
  • 2013, n. campionamenti 28 (nessun risultato sfavorevole, esame non eseguibile 1)
  • 2014, n. campionamenti 29 (nessun risultato sfavorevole, esame non eseguibile 1)
  • 2015, n. campionamenti 29 (nessun risultato sfavorevole, 3 esami non eseguibili/non interpretabili).


Nel 2016 sono state campionate 23 partite con risultati favorevoli. Inserire link al piano nazionale sugli alimenti irradiati.

Per quanto riguarda i controlli per la rilevazione dei metalli pesanti è proseguito il monitoraggio nei confronti di taluni prodotti della pesca più suscettibili di altri di contaminazione e in particolare, per il 2016, come l’anno precedente, è stato programmato il campionamento del 3% delle partite di pesce spada, squali, tonni e cefalopodi.

Dall’esame dei dati trasmessi dai posti di ispezione frontaliera (tabella 6) è emerso che nel 2016 sono state incluse nel programma di monitoraggio complessivamente 17.363 partite di pesce spada, squali, tonni e cefalopodi e ne sono state campionate 608 con una percentuale di controllo del 3,5%.

I risultati sfavorevoli nel 2016 sono stati 11, hanno esitato in altrettante notifiche RASFF e riguardavano:

  • cadmio in cefalopodi dall’India (n. 3), dalla Tailandia (n. 4) dal Vietnam (n.3)
  • mercurio in marlin (Makaira indica) dal Vietnam (n. 1)


Un ulteriore esito sfavorevole per mercurio è stato rilevato in una specie non inclusa nel piano (pagello dal Marocco).

Nel 2016 si rileva un aumento delle partite presentate per l’importazione e incluse nel monitoraggio (14.262 nel 2015), sono altresì aumentati i risultati sfavorevoli (5 nel 2015) mentre i dati sulla frequenza dei controlli 2016 (% di campionamento) sono in linea con quelli dell’anno precedente (3,8%).

Tabella 6: Risultati del programma di campionamento per metalli pesanti in alcuni prodotti della pesca e cefalopodi negli ultimi 3 anni.
Tabella 6

In riferimento ai controlli per la ricerca dei sali d’ammonio quaternari, in accordo alla nota DGSAN 0028361-P-07/08/2012 e ad alcune linee guida comunitarie, il piano 2016 ha previsto dei campionamenti sui prodotti lattiero caseari importati. In particolare è stato raccomandato a ciascun posto d’ispezione frontaliera di campionare una partita per la ricerca di DDAC (cloruro di didecildimetilammonio) e BAC (benzalconio cloruro). Dalle informazioni trasmesse dai PIF risultano 2 campionamenti, su siero di latte in polvere e lattosio con risultato favorevoli (tabella 7), mentre la maggior parte degli uffici non ha ricevuto partite da esaminare.

Tabella 7: Risultati del programma di campionamento per sali d’ammonio quaternari nei prodotti lattiero caseari 2016
Tabella 7

I controlli per la ricerca del fenilbutazone e cadmio nelle carni equine sono stati disposti a scopo di monitoraggio in seguito allo scandalo 2013 dovuto alla presenza sul mercato di prodotti alimentari contenenti carne equina non dichiarata in etichetta (raccomandazione comunitaria 2013/99/UE e nota DGISAN 5987 del 19/02/2013) e in considerazione di recenti pareri scientifici sul cadmio. I campionamenti, sulla base dei flussi di importazione 2012-2015, sono stati affidati solo a 3 PIF (Genova, Vado Ligure e Roma Fiumicino).

Di seguito (tabella 8) si riporta la programmazione e i campionamenti eseguiti. In analogia all’anno precedente, si rileva la piena attuazione dei campionamenti da parte degli uffici designati e l’assenza di risultati sfavorevoli.

Tabella 8: Risultati del programma di campionamento per fenilbutazone e cadmio in carni equine importate attraverso i PIF italiani nel 2016
Tabella 8

Per quanto riguarda gli additivi alimentari, la Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione ha predisposto un piano nazionale specifico per il controllo ufficiale degli additivi alimentari (nota DGISAN 0004166 del 10/2/2015) che contempla controlli anche alle importazioni. A tal fine, tenuto conto dei controlli effettuati negli anni precedenti, dei risultati ottenuti e dei flussi d’importazione si è raccomandato ai posti d’ispezione frontaliera di attuare un programma di campionamento specifico per la ricerca dei polifosfati nei prodotti della pesca (0016668-12/07/2016-DGSAF).

Nella tabella 9 è riportato il programma di campionamento e i risultati ottenuti sulla base dei dati trasmessi dai PIF. Compatibilmente con le matrici arrivate sono state campionate 24 partite e i risultati sono stati tutti favorevoli.

Tabella 9: Campionamenti per la ricerca di additivi alimentari
Tabella 9

Infine, sono stati effettuati controlli per la ricerca di virus, microrganismi, tossine e loro metaboliti non contemplati tra i criteri di sicurezza alimentare del Regolamento (CE) n. 2073/2005 e per i quali esistono prove scientifiche di patogenicità o possono essere identificati dei fattori di tossicità. In particolare, considerata l’eterogeneità delle matrici arrivate, si riportano di seguito i principali campionamenti e gli esiti degli esami (dati Traces DWH QlikView):

  • Virus dell’epatite A nei molluschi bivalvi: n. 25 partite campionate (4 esiti sfavorevoli);
  • Vibrio cholerae, Vibrio vulnificus e Vibrio parahaemolyticus nei prodotti della pesca, molluschi e crostacei: n. 39 partite campionate (nessun risultato sfavorevole);
  • E. coli nella carne bovina e prodotti derivati: n. 54 partite campionate (4 esami sfavorevoli).


 


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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