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OGM - Piano nazionale di controllo ufficiale

FONTE: Ministero della Salute

Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti

Capitolo 1. Attività svolta

Nel 2016 tutte le Regioni e Province autonome hanno dato seguito alla programmazione stabilita con i relativi piani e hanno effettuato i controlli ufficiali fissati. Relativamente alla numerosità campionaria quest’anno si osserva un incremento di circa il 10%, 682 campioni, rispetto alla programmazione nazionale minima indicata di 621 campioni. (Tabella 1, Figura 1).

I campioni prelevati sono stati analizzati dai laboratori che le Regioni/P.A. hanno designato.

La situazione dei laboratori, in relazione al numero di eventi GM che sono in grado di rilevare, è rappresentata nella Tabella 2 dove viene riportato per ciascuna Regione/PA il laboratorio designato.

Anche nel 2016 le attività di campionamento sono state effettuate maggiormente nel secondo semestre dell’anno, infatti sono stati prelevati 273 campioni nel I semestre e 409 nel II, determinando in alcuni casi difficoltà organizzative al lavoro dei laboratori. (Tabella 3 Figura 2).

L’attività di controllo all’importazione svolta dagli USMAF consiste in accertamenti sugli alimenti di origine vegetale, sia di tipo documentale su tutte le partite, sia d’identità che analitica a campione.       

Nel 2016 i campionamenti effettuati all’import sono stati 123. Gli USMAF che hanno contribuito in differente misura all’attività di controllo ufficiale nel settore degli OGM sono stati Genova con 87 campionamenti, Napoli con 15 e Milano con 10, a seguire Livorno con 3, Bari Bologna e Trieste con 2, Ancona e Fiumicino con 1. (Tabella 4 Figura 3).

Nel 2016 i laboratori del controllo ufficiale che hanno svolto attività di ricerca di OGM nei prodotti alimentari e hanno inserito i relativi dati nel database sono stati 16 (Tabella 5) contribuendo in misura variabile al numero totale di campioni analizzati (Figura 4).

I laboratori, tutti accreditati, fanno parte del network nazionale, coordinato dal Laboratorio Nazionale di Riferimento, e partecipano ad attività di formazione e a circuiti interlaboratorio nazionali e internazionali per la valutazione esterna di qualità.

La situazione relativa ai metodi di ricerca di geni endogeni (identificazione della specie vegetale relativa all’ingrediente alimentare), di screening e di ricerca degli eventi di trasformazione utilizzati da ciascun laboratorio, è riportata nella Tabella 6. Tali dati sono stati acquisiti tramite un questionario somministrato dal CROGM a tutti i Laboratori del controllo ufficiale a marzo 2017.

Dalle informazioni acquisite e nonostante le indicazioni fornite dal Piano nazionale 2015-2018 in merito all’attività analitica, si rileva che alcuni laboratori designati dalle Regioni/P.A. pur tendendo ad incrementare il numero di eventi ricercati rispetto al precedente anno ed effettuando un consistente numero di analisi, per lo più di screening, non risultano ancora autonomi per l’eventuale successiva fase di identificazione e quantificazione degli eventi GM, necessitando del supporto di un altro laboratorio con maggiore capacità analitica. La Tabella 7 mostra le prove effettuate dal CROGM a supporto di altri laboratori del network nazionale.

Si evidenzia tuttavia, come diversi laboratori stiano progressivamente realizzando quanto previsto dal Piano Nazionale circa l’adozione di un pannello di metodiche di screening in grado di rilevare pressoché tutti gli OGM autorizzati nell’UE. La condivisione, in tempo reale, da parte del Laboratorio Nazionale di Riferimento, delle proprie procedure analitiche con gli altri laboratori del network italiano, ha reso più agevole il processo di ampliamento ed armonizzazione della fase di screening presso la maggior parte dei laboratori italiani.

 

 


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Nel corso dell’attività di controllo sul territorio sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime di mais, di soia e di riso.

Relativamente alle matrici analizzate si osserva che circa il 38% (260 campioni) ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 15,4% (105 campioni) prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 14,7% (100 campioni) latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 9% (62 campioni) pasta e noodles; il 4% (27 campioni) snacks, dessert e altri alimenti; fino ad arrivare a diverse matrici quali prodotti per lattanti e bambini, legumi e semi oleaginosi, preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali intorno e al disotto del 3,5 % (Tabella 8, Figura 5).

Nella Tabella 9 viene riportata la ripartizione dei campioni per mostrare l’attività di controllo delle Regioni/P.A. effettuata nel circuito convenzionale e biologico, fornendo anche il dettaglio delle matrici alimentari sottoposte a controllo.

La Tabella 10 mostra le percentuali per matrice di campioni positivi rispetto al totale dei campioni analizzati, nel circuito convenzionale si evidenziano 14 campioni positivi, su un totale di 579 campioni. Le positività accertate, in totale 26, sono rappresentate nella Tabella 11. Di queste la quasi totalità è ascrivibile ad eventi di soia GM ed in particolare, il maggior numero di positività, 13, è dovuto alla soia GM MON 40-3-2 (Roundup Ready), 5 positività hanno riguardato la soia MON89788. Le rimanenti 8 positività sono relative ad eventi di mais riscontrati in un campione non regolamentare per etichettatura.

Relativamente al circuito biologico su 103 campioni solo per 4 sono state rilevate positività. (Tabella 12). Le 5 positività sono riconducibile 3 alla soia GM MON 40-3-2 (Roundup Ready) e 2 alla soia MON89788. (Tabella 13).

Il numero delle positività non corrisponde necessariamente al numero di campioni positivi, in quanto più positività, rispetto a diversi eventi di trasformazione, possono essere riscontrate nello stesso campione.

Nella Tabella 14 sono riportati in dettaglio i dati relativi alle positività riscontrate per Regione/P.A.

Tutte le positività, sempre inferiori alla soglia di tolleranza dello 0,9%, per la maggior parte dei campioni hanno mostrato percentuali di OGM autorizzati molto basse e al di sotto del limite di quantificazione.

Nel dettaglio, 31 positività totali hanno interessato 18 campioni su 682 totali ossia il 3%, di queste tutte relative ad OGM autorizzati nell’Unione europea, 19 sono al di sotto del limite di quantificazione e 4 quantificate da 0.02% a 0.1%. Solo un campione di granelle, creme e farine di mais, di riso e miste è risultato avere 8 positività con presenza di mais autorizzati al di sopra della soglia dello 0,9%, non regolamentare perché non etichettato.


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Nelle Tabella 15, Figura 6 sono riportati i risultati dei campionamenti effettuati dagli USMAF.

I controlli hanno riguardato 123 campioni. Le matrici maggiormente interessate sono state pasta e noodles (67%), granelle, creme e farine di mais, di riso e miste (18%), legumi e semi oleaginosi (5%) preparazioni gastronomiche (3,3%). Nel 2016 un solo campione, prelevato dall’USMAF di Bari, è risultato positivo per la presenza di colza GT73.


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Controlli su riso, frumento e lino

Nel Piano nazionale 2015-2018 il riso e i prodotti a base di riso continuano ad essere inseriti tra le matrici da controllare, nel 2016 i campioni prelevati sono stati 243, di cui 158 sul territorio e 85 all’importazione. I controlli analitici sono stati condotti per la ricerca degli eventi GM non autorizzati tra cui LL601, Bt63 ed altri eventi di riso geneticamente modificato ricercati ai sensi della Decisione 2011/884/UE, non sono state riscontrate non conformità. (Tabelle 16 e 17).

Infine nel 2016 è stato effettuato all’importazione anche un campionamento per la ricerca di frumento non autorizzato (MON71800) per dar seguito all’indicazione ministeriale di prevedere controlli a campione su partite di grano tenero, quale materia prima. Il campione, proveniente dal Canada, è risultato comunque regolamentare.

Nell’ambito dell’attività di controllo sull’evento di lino GM non autorizzato, FP967, sono stati prelevati, sul territorio, 8 campioni risultati conformi. (Tabelle 18 e 19)


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

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