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Ambiente - Attività svolta dai NOE

FONTE: NOE (CC Tutela Ambiente)

CC Tutela dell'Ambiente - Attività svolta nel 2015

Il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente assolve principalmente funzioni di polizia giudiziaria in materia di ambiente con la finalità di vigilare, prevenire e reprimere i reati in danno del patrimonio ambientale.

Per “criminalità ambientale” si intende un fenomeno di preoccupante estensione in quanto dotato di una intrinseca trasversalità che coinvolge ambiti di interesse sempre più variegati oltre che soggetti o consorterie sempre più evoluti.

L’esperienza maturata nello specifico settore e l’esito delle attività d’indagine svolte ha acclarato il ruolo diretto delle grandi organizzazioni criminali nel “business ambiente” soprattutto a causa dei molteplici ambiti nei quali è possibile diversificare le infiltrazioni illegali nonché per l’imponente quantità di denaro che gravita intorno al patrimonio ambientale del Paese. Il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle sorgenti, l’abusivismo edilizio sono i principali settori nei quali la malavita organizzata ha intravisto la possibilità di ingenti guadagni anche per mezzo di connivenze eccellenti” (PRIMO RAPPORTO SUL CONTRASTO ALL’ILLEGALITA’ AMBIENTALE – Ministero dell’Ambiente 2009).

Per le ragioni descritte il reato ambientale rappresenta un reato mezzo nelle condotte delittuose, in quanto la commissione di delitti contro l’ambiente costituisce il presupposto per il conseguimento di vantaggi economici. È questo un fenomeno grave e pericoloso proprio perché originato e sostenuto dalle ampie possibilità di guadagno, dalle quali sono attratti alcuni settori del mondo imprenditoriale, protesi ad incrementare i profitti anche mediante il fraudolento contenimento dei costi di smaltimento dei rifiuti prodotti, sino a giungere all’alterazione degli equilibri di mercato.

In numerose attività investigative conclusesi nel 2015 è emersa una pervicace tendenza della criminalità organizzata ad infiltrarsi in circuiti economici ed imprenditoriali legali, con una fusione di mezzi leciti ed illeciti messi in atto da privati che spesso si avvalgono della mediazione di figure interne alla Pubblica Amministrazione per penetrare in qualsiasi contesto, grazie al collante della corruzione.

L’elemento di significatività della criminalità organizzata operante nel settore ambientale è dato dal fattore di ingiusto profitto. Esso rappresenta la motivazione ovvero il movente dell’azione illecita strutturata.

Nella maggior parte dei casi, il traffico illecito dei rifiuti costituisce la scelta d’impresa privilegiata in quanto consente l’economizzazione dei costi ed un conseguimento del profitto, agevolato dal coinvolgimento della P.A. sia per condotte subite (truffe ai danni dello Stato o frode nelle pubbliche forniture) sia per condotte attive (atti corruttivi o di concussione per il rilascio di provvedimenti amministrativi di autorizzazione, condizionamento e turbativa nell’aggiudicazione delle gare di appalto).

Nel documento allegato si riepilogano di seguito le operazioni di polizia giudiziaria ambientale più rilevanti portate a compimento nell’anno 2015.

 


Nell’anno 2015, 2.668 su 3325 controlli complessivi sono stati svolti nell’ambito delle diverse categorie di impatto ambientale (Cfr. Tabella allegata). Di questi, 775 sono risultati non conformi.

Il maggior numero di violazioni ha riguardato i comparti ambientali del suolo, dell’acqua e dell’aria.

In totale sono state denunciate 1.679 persone e arrestate 60, 181 invece quelle segnalate amministrativamente. Sono state elevate 232 sanzioni amministrative per un valore complessivo di 1.263.244 euro ed effettuati 246 sequestri per un valore di 197.194.045 euro.

Le violazioni commesse hanno riguardato principalmente la gestione illecita e il deposito incontrollato di rifiuti, l’omessa e/o incompleta tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti, l’abusivismo edilizio, il getto pericoloso di cose, le emissioni in atmosfera e lo scarico di acque reflue in assenza di autorizzazione.

Nell’anno 2015, i carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici (NOE) dislocati su tutto il territorio nazionale e della Sezione Operativa Centrale (SOC) del Reparto Operativo sono stati impegnati nell’adempimento delle ordinarie attività finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati ambientali operando di iniziativa, su deleghe dell’A.G., su richiesta da parte dei Comandi dell’Arma territoriale o in conseguenza di denunce ed esposti da parte dei cittadini.

L’attività preventiva si è sviluppata sulla base di ispezioni nell’ambito dei vari settori di intervento (settore del cemento, settore dei metalli pesanti, settore delle acque, settore dello smaltimento dei rifiuti).

Alle ordinarie attività di controllo che hanno interessato in generale tutti i settori ambientali si sono affiancate ulteriori campagne che hanno interessato il settore della depurazione, quello vitivinicolo ed oleario.

Attività ispettiva svolta nell’anno 2015 nel settore vitivinicolo ed oleario

In particolare, per quanto riguarda il settore vitivinicolo, a livello nazionale, sono stati effettuati 344 controlli di cui 75 risultati non conformi. Sono state denunciate 59 persone ed elevate 39 sanzioni penali; sono stati operati 6 sequestri per un valore complessivo di 2.330.000euro.

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Nell’ambito del settore oleario, a livello nazionale, sono state controllate 231 aziende di cui 31 risultate non conformi. Sono state denunciate 33 persone ed elevate 33 sanzioni penali; sono stati operati 8 sequestri per un valore complessivo di 2.460.000 euro.

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Le violazioni contestate hanno riguardato complessivamente la gestione illecita e il deposito incontrollato di rifiuti, l’incompleta tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti, il getto pericoloso di cose, le emissioni in atmosfera e lo scarico di acque reflue in assenza di autorizzazione.


Conclusioni e strategie di controllo in funzione del rischio

L’ambiente rappresenta una vasta area di interesse della criminalità poiché in esso si incrociano aspetti multidisciplinari che vanno dal traffico dei rifiuti, alla gestione di connesse gare di appalto, all’esecuzione di grandi Opere Pubbliche, al coinvolgimento della Pubblica Amministrazione.

Gli interessi criminali vengono soddisfatti mediante il ricorso a strutture sistematiche ed organizzate che trovano la loro naturale configurazione nelle strutture societarie. Per tale motivo si ricorre alla definizione di criminalità di impresa che, nell’esperienza italiana, ha consentito, grazie all’introduzione dell’art. 260 T.U.A., di delineare condotte con una portata associativa rientrante nel concetto europeista di criminalità organizzata.

Benchè la criminalità ambientale non costituisca un'autonoma matrice criminale è fondamentale comprendere come grazie alle innovazioni giuridiche dell’ordinamento italiano si è sviluppata una specialistica azione di contrasto in grado di svelare la vastità, trasversalità ed asimmetricità delle condotte ad essa riferibili.

La Criminalità Ambientale, la cui minaccia è già intrinsecamente complessa e concreta, assume forme mutevoli e sempre più raffinate in un’ottica consolidata di diversificazione delle attività criminali.

Pertanto, è necessario:

a)            conoscere e comprenderne i meccanismi per poter adottare efficaci strategie di contrasto;

b)            un adeguato supporto normativo, organico ed interstatale;

c)            intraprendere mirate azioni finalizzate:

  • al contenimento dell’illegalità diffusa attraverso interventi sistematici e multidisciplinari sugli indicatori chiave costituiti dalle attività di maggiore impatto ambientale;
  • al consolidamento di assetti metodologici ed organizzati nonché dei flussi di osmosi info-operativa;
  • alla divulgazione e formazione di una coscienza ambientale nazionale ed internazionale;
  • al contrasto alla criminalità organizzata attraverso lo sviluppo di indagini sistematiche sui soggetti con specifici profili criminali in materia di traffico illecito di rifiuti e su pregiudicati o affiliati ad associazioni criminali che dirigono, formalmente o in maniera occulta, attività ad impatto ambientale.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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