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Qualità e genuinità degli oli di oliva nazionali - Programma di controlli

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Programma di controlli a tutela della qualità e genuinità degli oli di oliva nazionali

Capitolo 5b. Analisi critica e conclusioni

Gli obiettivi dell’azione di controllo sugli oli di oliva prefissati in fase di programmazione possono considerarsi ampiamente conseguiti.

Infatti l’attività realizzata (6.291 controlli e 961 campioni analizzati) rispetto a quanto programmato (almeno 5.020 controlli e circa 1.000 campioni da analizzare) evidenzia una percentuale di realizzazione del 125,3% per i controlli e del 96,1% per i campioni analizzati.

Nel corso dell’anno, infatti, è stato necessario approfondire filoni di indagine, alcuni avviati nel 2014 e tuttora in corso, a seguito di specifiche deleghe dell’Autorità giudiziaria che hanno portato all’incremento dei controlli.

Il comparto è a rischio di frodi e, pertanto, va tenuto sistematicamente sotto controllo.

In particolare è emerso che le contraffazioni più diffuse (37 notizie di reato su un totale di 41, pari a oltre l’80,4%) motivate dal maggior prezzo di mercato della categoria falsificata, consistono nella falsa designazione come olio extravergine di oliva “100% italiano“ di: oli originari di altri Paesi (Spagna in genere, talora Grecia o Tunisia) o oli di categoria diversa e/o inferiore dal dichiarato (oli vergini di oliva con difetti organolettici rilevati al panel test e/o composizione chimica non conforme, oppure oli ottenuti per illecita miscelazione di modeste quantità di extravergine con oli raffinati o di semi).

Del feedback positivo in termini di affinamento dell’analisi del rischio si è già detto nel cap. 1 sull’attività svolta, a proposito della registrazione dei dati sui controlli nel sistema informativo dell’ICQRF, nonché relativamente alle informazioni sulle aziende agricole oggetto di verifica nel RUCI (Registro unico dei controlli ispettivi) consultabili da tutti gli organi di controllo per indirizzare la programmazione e razionalizzare la distribuzione gli interventi.

Nell’ambito delle criticità del settore, che influiscono anche sullo svolgimento dei controlli, si evidenziano in particolare:

  • l’aumento della disponibilità di prodotto comunitario e mediterraneo a basso prezzo, destinato, in particolare ai mercati emergenti o alle fasce di primo prezzo del mercato interno (discount e canale HORECA);
  • la quota di mercato in crescita presso i canali, difficili da controllare, di vendita diretta, online, a domicilio, o tramite pubblicità telefonica o postale;
  • i limiti nel rilevare le frodi degli attuali metodi ufficiali di analisi, tenuto conto del fatto che molti oli presunti extravergini, spesso dichiarati 100% italiani, sono ottenuti da miscelazione illecita con oli vergini o talora con oli lampanti deodorati, calibrata in modo tale da ottenere come prodotto finale un olio falso extravergine con parametri chimici e organolettici che rientrano nei limiti e/o nelle caratteristiche previste per legge per la categoria vantata.

 

Sarebbe auspicabile, pertanto, la messa a punto di un metodo analitico rapido ed efficace per la verifica dell’origine geografica mentre, pur non mancando esperienze che fanno riferimento a tecniche d’avanguardia non ufficiali e costose, attualmente per il contrasto a tale tipo di frodi si ricorre a verifiche sulla tracciabilità documentale.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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