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Blue Tongue - Piano nazionale di sorveglianza

FONTE: Ministero della Salute

Piano nazionale di sorveglianza sierologica ed entomologica

Capitolo 3b. Interventi per il miglioramento del sistema dei controlli

Relativamente all’effettuazione dei controlli sierologici, nel corso dei primi mesi del 2015 il vigente piano nazionale di sorveglianza, che prevede il saggio mensile di animali sentinella, cioè soggetti sieronegativi che vengono testati per rilevare il titolo anticorpale nei confronti della malattia, al fine di monitorare la circolazione attiva dei sierotipi già presenti sul territorio nazionale e per il rilevamento tempestivo dell’ingresso dei nuovi sierotipi, è stato rivisto.

Ciò a causa delle difficoltà di reperimento di animali sieronegativi in ​​diverse zone del territorio in conseguenza dell’intensa circolazione di BTV-1 dell’anno precedente. Pertanto, il territorio italiano è stato suddiviso in celle di 20 x 20 km nelle regioni libere dalla malattia, principalmente il nord Italia, e in celle di 45 x 45 km nel restante territorio nazionale, sottoposto a restrizione per accertata circolazione virale. Ciò al fine di monitorare in maniera più stringente le zone libere, diversamente da quelle già in restrizione. In ogni cella (di entrambe le dimensioni), vi sono circa 58 animali sentinella.

I campioni risultati positivi al test ELISA per il saggio degli anticorpi sono poi confermati dai test di identificazione dell’agente eziologico e finalizzati all’individuazione del sierotipo coinvolto.

In base agli esiti della sorveglianza vengono notificati i focolai e vengono istituite le diverse zone di restrizione in cui vige il blocco della movimentazione dei capi da vita e da macello, che rappresenta la principale criticità derivante dalla presenza della malattia in un determinato territorio. Pertanto, tenuto conto delle difficoltà economiche per il commercio dei capi da vita e da macello nonché per motivazioni legate al benessere animale, nelle zone di restrizione per focolaio, tramite il ricorso a specifiche deroghe e nel rispetto di determinate condizioni sanitarie, come previsto dalla normativa vigente, è possibile effettuare alcune tipologie di movimentazione, con particolare riferimento ai capi destinati al macello.

La vaccinazione di tutte le specie sensibili è certamente la strategia difensiva ottimale in caso blue tongue, tuttavia, il reperimento dei vaccini occorrenti al territorio è reso difficile per motivi di ordine economico e commerciale, pertanto nel 2015 il ricorso alla vaccinazione seppure parziale ha comunque contribuito al contenimento della malattia e ha scongiurato il blocco totale delle movimentazioni dalle zone di restrizione che avrebbe provocato ingenti perdite econonomiche.

Fermo restando che la sistematica applicazione di un programma di sorveglianza ed il ricorso alla vaccinazione rimangono gli strumenti principali ai fini del controllo della malattia, oltre alla revisione del piano delle sentinelle, tramite un apposito dispositivo dirigenziale, nel 2015, al fine di arginare le criticità di ordine economico per l’acquisto dei vaccini da parte dell’Autorità Centrale, nonché per scongiurare il blocco della movimentazione dei capi sensibili dalle zone di restrizione, e limitatamente ai capi da movimentare, a differenza degli anni scorsi, è stata concessa agli allevatori la possibilità di procedere all’acquisto dei vaccini per il tramite delle associazioni di categoria. La somministrazione dei vaccini resta comunque in capo ai servizi veterinari delle ASL e tutte le vaccinazioni vengono registrate negli appositi sistemi informativi nazionali.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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