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Brucellosi - Piani nazionali di controllo

FONTE: Ministero della Salute

Brucellosi - Piani nazionali di controllo

Capitolo 1. Attività svolta

L’attività di controllo svolta nell’anno 2015 in applicazione della normativa vigente è sintetizzata nelle Tabelle allegate, in cui sono riportate, per ciascuna delle regioni interessate, rispettivamente, la percentuale dei controlli effettuati nelle aziende bovine-bufaline (Tabella 1.1) ed ovi-caprine (Tabella 1.2).

La verifica delle attività di risanamento delle regioni/province non ancora ufficialmente indenni viene effettuata a livello centrale e regionale tramite la valutazione del livello di controllo della malattia nelle aziende inserite nel programma il cui obiettivo consiste nel controllare il 100% delle aziende con un livello di prevalenza uguale o inferiore allo 0,2%.

I dati riportati in Tabella 1.1 evidenziano che nel 2015 è stato controllato il 99,65% delle aziende soggette al programma di eradicazione della brucellosi bovina e che la Regione con più alta prevalenza ed incidenza risulta essere la Sicilia (3,26%) influendo negativamente sulla  diminuzione della prevalenza a livello nazionale che era registrata dal 2007 al 2013 (tabella 5.1).

I dati riportati in Tabella 1.2 evidenziano che nel 2015 è stato controllato il 97,38% delle aziende soggette al programma di eradicazione della brucellosi ovi-caprina e che la Regione con più alta prevalenza ed incidenza risulta essere la Sicilia (3,68%), seguita dalla Calabria (1,13%).

La verifica delle attività concernenti le regioni/province ufficialmente indenni è quantificabile in termini di mantenimento o meno della qualifica di ufficialmente indenne durante l’anno di riferimento. Tali regioni, infatti, hanno raggiunto l’obiettivo prefissato dalla normativa vigente, che consiste nell’ottenimento della qualifica. Nel 2015 tutte le regioni/province ufficialmente indenni hanno mantenuto la qualifica, compresa la Provincia di Frosinone in cui sono stati registrati 14 focolai di brucellosi ovi-caprina che hanno messo a rischio lo status di ufficialmente indenne. Dopo valutazione della situazione epidemiologica da parte della commissione europea, lo status della Provincia è stato conservato anche se ancora sotto osservazione fino a giugno 2016. Le azioni correttive intraprese dalle autorità territorialmente competenti nei confronti degli operatori, sono sintetizzate in Tabella 3A.1 per le 2 regioni italiane non ancora Ufficialmente Indenni e con più alta prevalenza di brucellosi bovina; in tabella 3A.2 per le 2 Regioni con più alta prevalenza di brucellosi ovi-caprina e in tabella 3A.3  per la regione italiana con il patrimonio bufalino più consistente (Campania). Queste consistono principalmente nell’ordinanza di abbattimento degli animali positivi alla malattia, allo scopo di estinguere il focolaio di malattia.

Come si evince dalla Tabella 3A.1, in Sicilia e Puglia erano positivi alla brucellosi, nel 2014, 1519 bovini e ne sono stati abbattuti 1723 nel corso dell’anno. 

Nel 2015 in Calabria e Sicilia sono risultati positivi alla brucellosi 13.529 ovi-caprini e ne sono stati abbattuti 16170

Considerata l’efficacia dell’ordinanza ministeriale 9 Agosto 2012, “Misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi, nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”, che prevedeva ulteriori misure di controllo per le sopra elencate malattie, scaduta ad agosto 2014, il Ministero della Salute ha approvato una nuova Ordinanza Ministeriale. Quest’ultima contiene misure, che non riguardano solo le Regioni suddette ma tutti i territori ancora non Ufficialmente Indenni, evinte dall’esperienza dell’applicazione della norma stessa durante questi anni, oltre alle raccomandazioni scaturite durante l’audit FVO sulla brucellosi svoltosi in Italia ad Ottobre 2013. La nuova Ordinanza recante misure straordinarie per la brucellosi bovina e bufalina, la brucellosi ovi-caprina, la tubercolosi bovina e bufalina e la leucosi bovina enzootica, prevede azioni per i Servizi Veterinari Regionali e Locali (ASL) e per l’efficacia dei controlli della brucellosi, sia a livello di allevamento che di mattatoio. Sono state  confermate tutte le misure riguardanti l’utilizzo dei sistemi informativi nei territori non ufficialmente indenni e ai territori ufficialmente indenni sottolineata l’importanza di elaborare ai fini della conferma e relativa notifica del focolaio una indagine epidemiologica corredata di analisi di laboratorio, analisi microbiologiche per il tentativo di isolamento della brucella e di tutte le informazioni riguardanti i rintracci. Per favorire la corretta esecuzione e registrazione in SIMAN delle indagini epidemiologiche il Ministero della Salute ha organizzato, il 3 novembre 2015, un Workshop sulle indagini epidemiologiche, a cui hanno aderito tutte le Regioni italiane, gli IZS e gli Osservatori Epidemiologici Regionali, per fornire ai partecipanti indicazioni puntuali sulla legislazione nazionale e comunitaria, sulla corretta esecuzione della indagine epidemiologica e sulla tempistica di registrazione in SIMAN.

Valutazione dei risultati dell’applicazione dei piani di eradicazione

Nelle Regioni non ancora ufficialmente indenni, i piani nazionali e quelli specifici regionali hanno avuto un’efficacia parziale, non essendo ancora raggiunta l’eradicazione della malattia. Dall’analisi dei dati pervenuti dalle Regioni in merito all’attività di eradicazione effettuata nell’anno 2015 scaturisce la situazione descritta di seguito:

Bovini e bufalini: il patrimonio bovino nazionale soggetto al programma nell’anno 2015 risulta diminuito per quanto riguarda il numero di aziende; rispetto al 2014 la percentuale dei controlli sulle aziende risulta leggermente aumentata, questo è da imputare alla nuova O.M. che prevede il 100% dei controlli, mentre si registra un aumento della percentuale d’infezione registrata da imputare all’aumento di prevalenza registrata in Sicilia che è passata dal 2,07% del 2014 al 3,26% del 2015. Si registra con soddisfazione il calo di prevalenza rispetto al 2014 di Puglia, Molise, Lazio, Calabria e Basilicata.

Ovi-caprini: il patrimonio ovi-caprino nazionale soggetto al programma nell’anno 2015 risulta aumentato per quanto riguarda il numero di aziende; dall’analisi dei dati pervenuti dalle Regioni in merito all’attività di eradicazione effettuata nell’anno 2015 risulta, rispetto al 2014, un aumento della percentuale di aziende controllate nonostante il basso livello di controlli effettuati dalle Regioni Campania e  Sicilia (rispettivamente 91,11% e 95,66%). Si registra inoltre  aumento della prevalenza della malattia nelle aziende nelle regioni Campania, Calabria e Sicilia.

Le tabelle 5.1 e 5.2 riassumono l’andamento dei controlli effettuati negli allevamenti dal 1997 ad oggi, rispettivamente per i bovini-bufalini e per gli ovi-caprini.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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