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Tbc bovina e bufalina – Piani nazionali di controllo

FONTE: Ministero della Salute

Tubercolosi Bovina e Bufalina - Piani nazionali di controllo

Capitolo 1. Attività svolta

L’attività di controllo ufficiale svolta sul territorio nazionale in applicazione della normativa vigente è sintetizzata nella Tavola 1.1 in cui i dati concernenti i controlli effettuati sono distinti per ciascuna delle Regioni interessate (Regioni non ufficialmente indenni dalla malattia).

Si può osservare che nel 2015 sono state controllate in totale 51041 aziende rispetto alle 52483 indicate dal programma di eradicazione della tubercolosi bovina, con una percentuale di copertura del 97,25% rispetto al programmato. La regione Sardegna è stata la Regione che ha registrato il più basso livello di controlli 82,00%. Le restanti regioni hanno registrato percentuali comprese tra il  100% e il 99,00%.

La Regione con più alta prevalenza ed incidenza è risultata essere la Sicilia l’unica regione tra quelle non ufficialmente indenni che ha la prevalenza superiore allo zero (3,71%) registrando un incremento dello 0,71% rispetto al 2014. Passando da 296 aziende positive nel 2014 a 356 del 2015.  

Le azioni intraprese nei confronti degli operatori da parte delle AA.SS.LL consistono principalmente nell’ordinanza di abbattimento degli animali positivi alla malattia, allo scopo di estinguerne il focolaio; tali provvedimenti sono sintetizzati in Tavola 3A.1.

Per quanto concerne la Sicilia, che risulta avere il più alto livello di prevalenza della malattia rispetto alle altre Regioni non ufficialmente indenni, 2565 animali sono risultati positivi e 2547 sono stati abbattuti.

Considerata l’efficacia dell’ordinanza ministeriale 9 Agosto 2012 “Misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi, nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”, che prevedeva ulteriori misure di controllo per le sopra elencate malattie, scaduta ad agosto 2014, il Ministero della Salute ha approvato il 28 maggio 2015 una nuova Ordinanza Ministeriale. Questa contiene misure che non riguardano solo le Regioni suddette ma tutti i territori ancora non Ufficialmente Indenni ed evinte dall’esperienza dell’applicazione della norma stessa durante questi anni, oltre alle raccomandazioni scaturite durante l’audit FVO sulla brucellosi svoltosi in Italia ad Ottobre 2013. La nuova Ordinanza recante misure straordinarie per la brucellosi bovina e bufalina, la brucellosi ovi-caprina, la tubercolosi bovina e bufalina e la leucosi bovina enzootica indica ai Servizi Veterinari Regionali e Locali azioni finalizzate al raggiungimento dell’efficacia dei controlli, sia a livello di allevamento che di macello; inoltre, considerata l’obbligatorietà in corso dal 1° gennaio 2013 di segnalare nell'Animal Disease Notification Sistem (ADNS) tutti i focolai presenti nei territori ufficialmente indenni, prevede di effettuare tale inserimento solo alla conferma del focolaio che avviene dopo l’elaborazione di una dettagliata indagine epidemiologica corredata di anamnesi, indagine clinica, indagine anatomopatologica, referti di laboratorio comprovanti l’isolamento  microbiologico e informazioni sulle  movimentazioni in entrata e in uscita. Per favorire la corretta esecuzione e registrazione in SIMAN delle indagini epidemiologiche il Ministero della Salute ha organizzato, il 3 novembre 2015, un Workshop sulle indagini epidemiologiche, a cui hanno aderito tutte le Regioni italiane, gli IZS e gli Osservatori Epidemiologici Regionali, per fornire ai partecipanti indicazioni puntuali sulla legislazione nazionale e comunitaria, sulla corretta esecuzione della indagine epidemiologica e sulla tempistica di registrazione in SIMAN.

L’applicazione dei piani di controllo per la tubercolosi animale ha determinato nel nostro Paese una situazione per la quale la maggior parte delle Regioni sono o ufficialmente indenni o si stanno avviando al raggiungimento di tale qualifica

Di seguito si elencano le prevalenze inserite nel sistema rendicontazioni dalla Regione Sicilia relative alle provincie di Messina (7,74 %), Trapani (5,63 %) ed Enna (5,01 %).
Tabella 1.1

Tabella 3A.1


Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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