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Ministero della Salute

Relazione Annuale al Piano Nazionale Integrato - 2013

Capitolo 5 - Analisi Critica e Conclusioni

Sanità Animale

Gli esiti dell'analisi critica che ciascuna amministrazione ha effettuato in riferimento alle singole attività di controllo rendicontate nei capitoli precedenti, illustrati in dettaglio nelle schede monografiche, sono qui brevemente riassunti.

 

Malattie infettive

Per l’applicazione dei piani di controllo per la Tubercolosi animale la maggior parte delle Regioni sono o ufficialmente indenni o si stanno avviando al raggiungimento di tale qualifica. In Sicilia si è osservata un'inaspettata recrudescenza della malattia soprattutto nelle province di Enna (10,51%), Trapani (5,80%) e Messina (4,15%). Nel 2013 la Liguria ha ottenuto la qualifica di ufficialmente indenne da Brucellosi bovina e bufalina; per gli ovi-caprini, la prevalenza della malattia nelle aziende, in Sicilia, risulta essere calata dal 5,58% registrato nel 2012, al 3,04 % registrato nel 2013. Inoltre, in generale, rispetto al 2012, la percentuale dei controlli sulle aziende risulta leggermente aumentata e viceversa la percentuale d’infezione diminuita.
Per i piani di controllo delle Salmonellosi è stato raggiunto l’obiettivo comunitario di riduzione della prevalenza per ciascuna tipologia avicola.
Per quanto riguarda le altre malattie degli animali da reddito, per i ruminanti va segnalato che in Sardegna, regione che vede un'adesione di oltre l'80% delle aziende, le frequenze alleliche verso genotipi resistenti (allele ARR degli agnelli di meno di due anni) sono passate dal 47% del 2005 al 67% del 2013, con una notevole riduzione della malattia nella regione e della presenza di genotipi sensibili VRQ.

Per i suini, premesso che la peculiarità del sistema suinicolo italiano (ciclo di ingrasso più lungo rispetto a quanto attuato negli altri Stati membri) rappresenta un ostacolo ad eradicare la malattia dal territorio nazionale, ci si attende una riduzione, nell’arco temporale di tre anni, della prevalenza di malattia; ciò verrà realizzato attraverso il rafforzamento delle attività poste in essere già dal 2011, ovvero implementazione dell’anagrafe suina e adozione del provvedimento di modifica del Decreto del 1 aprile 1997 “Piano nazionale di controllo della malattia di Aujeszky nella specie suina” e s.m. e i. Per la Peste suina Africana, sicuramente rispetto agli anni scorsi, soprattutto grazie all’intervento della Commissione europea, tutte le misure sanitarie di controllo e lotta alla malattia ai fini dell’eradicazione della stessa sono state riviste e potenziate. Questo ha certamente permesso, nel 2013, di migliorare i livelli di controllo delle aziende domestiche e nel selvatico, ma non di ridurre il numero di focolai, ad indicazione della persistenza della circolazione virale in Sardegna. Ciò è determinato da una serie di problematiche di ordine politico, sociale ed economico, nonché da diverse criticità e carenze sia a livello regionale che locale, che non consentono di coordinare, uniformare e monitorare le attività da svolgersi, sia in emergenza che nella fase di gestione ordinaria dei controlli, rendendo ancora problematico il raggiungimento dell’obiettivo dell’eradicazione. Per la Malattia Vescicolare del Suino, le maggiori criticità emerse nel corso del 2013 a seguito di focolai o episodi di sieropositività, sono rappresentate principalmente dal riscontro di irregolarità nell’identificazione e movimentazioni illegali di suini, dalla scarsa applicazione delle norme di biosicurezza e dalla difformità di comportamento da parte delle autorità sanitarie regionali soprattutto in riferimento alla tempestività di intervento per la gestione dei casi sospetti e le conseguenti difficoltà per individuare l’origine dell’infezione (indagine epidemiologica tardiva). Ferme restando dette criticità, l’applicazione del vigente Piano di sorveglianza ed eradicazione della MVS, unitamente all’applicazione di normative regionali più stringenti emanate nell’ultimo biennio, ha consentito il mantenimento dello status d’indennità per MVS nelle Regioni accreditate e di ridurre sensibilmente nelle Regioni non accreditate il numero di focolai e di animali abbattuti.

Per gli equini, in riferimento alla West Nile Disease, continuano a permanere la difficoltà a reperire cavalli siero-negativi da adibire ad animali sentinella e le carenze del sistema di identificazione e registrazione degli equidi. Inoltre, in considerazione delle mutate condizioni epidemiologiche, si intende nel corso del 2014, rimodulare le attività di sorveglianza

Nel settore avicolo, il sistema di sorveglianza per l'Influenza Aviaria attuato nel 2013 si è dimostrato efficace nell’individuare prontamente l’incursione del virus ad alta patogenicità, favorendo, quindi, l’immediata attuazione delle misure di controllo ed eradicazione che hanno permesso l’estinzione dei focolai in tempi rapidi.
Per la Rabbia silvestre, il piano di vaccinazione orale delle volpi effettuato congiuntamente a quello sloveno contribuisce al mantenimento di  una popolazione immune nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia e pertanto a ridurre il rischio di una eventuale diffusione della malattia sul territorio italiano.

In Lombardia l’adozione del piano di controllo della malattia di Aujeszky per la verifica dell'attuazione del piano vaccinale ha portato ad una maggiore consapevolezza degli attori coinvolti sulla necessità di applicare correttamente la vaccinazione per ridurre la prevalenza dell’infezione. L'osservata riduzione della prevalenza intorno al 8% sembrerebbe confermare l’efficacia delle azione intraprese. Gli esiti scaturiti dal Piano regionale hanno consentito di individuare le tipologie di allevamento da considerare maggiormente a rischio: allevamenti risultati sieropositivi/“infetti” e quelli con “stato vaccinale non accettabile”. Il sistema della categorizzazione del rischio adottato per il piano di sorveglianza per Streptococcus agalactiae nel latte alla stalla ha permesso di rendere i controlli mirati e agire non solo nei confronti dello Streptococcus agalactiae, ma anche nel controllo delle situazioni di mancato rispetto dei limiti previsti dal reg 853/04 per quanto riguarda le cellule somatiche. È necessario un maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria, per garantire il massimo supporto ai produttori.
In Piemonte, la possibilità di adeguare le  misure di profilassi diretta ed indiretta per la Rinotracheite infettiva bovina (IBR) alle singole situazioni degli allevamenti ha consentito di evidenziare i pericoli di ciascuna azienda aderente e di ridurre progressivamente i rischi dell’ingresso dell’infezione o di una sua riattivazione e diffusione tra gli animali allevati. Questo approccio ha garantito una progressiva riduzione delle positività negli allevamenti aderenti, molte delle quali ancora collegate all’utilizzo di vaccini non deleti impiegati negli anni passati e per i quali non è possibile discriminare la condizione di infetto da quella di vaccinato. Rispetto al 2012 il numero delle aziende positive è passato dal 34,8% al 31,1%, mentre il numero delle aziende indenni (13,4%) e ufficialmente indenni (47,0%) è progressivamente aumentato. L’aumento in percentuale più importante si evidenzia negli allevamenti che sottopongono gli animali a una corretta vaccinazione con vaccino deleto (+4,3%), e nello stesso tempo si nota una considerevole diminuzione degli allevamenti con positività (-3,7%), dovuta soprattutto alla riforma di bovini a fine carriera con positività legata a pregresse vaccinazioni con vaccino tradizionale. Per la Paratubercolosi, gli interventi proposti possono consentire, contestualmente ad una corretta gestione dell’allevamento, un contenimento anche sensibile dei danni provocati dalla malattia e una lenta riduzione della prevalenza dell’infezione nelle aziende. Il progetto pilota ha verificato ed apportato i correttivi necessari del protocollo diagnostico da utilizzare ai fini di processi di accreditamento e del protocollo di intervento aziendale su aziende sospette/infette.

 

Importazioni e scambi

Per gli scambi intracomunitari, l’aumento del numero di operatori registrati/convenzionati è testimonianza del continuo incremento del volume dei traffici intracomunitari e di una progressiva maggiore responsabilizzazione da parte degli importatori ottenuta anche grazie all’incisiva azione di controllo di UVAC e AA.SS.LL.


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