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Persone a rischio per esposizione professionale

immagine di personale sanitario al lavoro


Alcune categorie professionali che lavorano a contatto con soggetti e/o con materiali potenzialmente infetti, sono a rischio di esposizione a malattie infettive prevenibili con vaccinazione. Per tali categorie professionali, dei programmi di vaccinazione ben impostati possono ridurre in modo sostanziale i rischi, sia di acquisire pericolose infezioni occupazionali, sia di trasmettere patogeni ad altri lavoratori e soggetti con cui i lavoratori possono entrare in contatto (ad esempio bambini nelle scuole o pazienti nelle strutture sanitarie).

Le vaccinazioni per le categorie professionali a rischio sono raccomandate e gratuite.

Categorie di lavoratori per cui sono indicate specifiche vaccinazioni

  • operatori sanitari
  • personale di laboratorio
  • operatori scolastici
  • lavoratori a contatto con animali o materiale di origine animale
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
  • altre categorie di lavoratori a rischio (personale di assistenza in centri di recupero per tossicodipendenti, personale di istituti che ospitano persone condisabilità fisiche e mentali, addetti alla raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti, tatuatori e body piercers, soggetti che si recano spesso all’stero per lavoro).

Ecco le vaccinazioni offerte gratuitamente.

Vaccinazione anti-epatite A

Il vaccino contro l’epatite A è indicato per i soggetti che:

  • lavorano a contatto con primati infettati dal virus dell’epatite A (HAV)
  • lavorano con HAV in strutture laboratoristiche

Vaccinazione anti-epatite B

L’epatite B rappresenta l’infezione per la quale il rischio professionale per determinate categorie professionali, e in particolare per gli operatori sanitari, è massimo, ed è quindi indispensabile che la vaccinazione sia effettuata a tutti, possibilmente prima di iniziare le attività a rischio.
Ai lavoratori a rischio nati dal 1980 in poi, che si presume siano stati sottoposti a vaccinazione anti-epatite B al dodicesimo anno di età, così come ai lavoratori a rischio nati dopo il 1991, che si presume siano stati vaccinati nel primo anno d’età, si raccomanda l’esecuzione del test per verificare il livello di anti-HBs prima di iniziare le attività a rischio.
La positività di anti-HBs indica la presenza di memoria immunologica, la sua persistente negatività indica la necessità di completare il ciclo vaccinale con ulteriori due dosi, seguite da un nuovo controllo sierologico a distanza di un mese.
Pertanto, oltre alla vaccinazione di tutti i nuovi nati prevista nel calendario vaccinale, per la quale non vi sono dosi di richiamo (booster), si raccomanda l’offerta gratuita ai seguenti soggetti mai vaccinati:

  • personale sanitario di nuova assunzione nel Servizio Sanitario Nazionale e personale del Servizio Sanitario Nazionale già impegnato in attività a maggior rischio di contagio e segnatamente che lavori in reparti di emodialisi, rianimazione, oncologia, chirurgia generale e specialistica, ostetricia e ginecologia, malattie infettive, ematologia, laboratori di analisi, centri trasfusionali, sale operatorie, studi dentistici, medicina legale e sale autoptiche, pronto soccorso, assistenza sanitaria nelle carceri
  • soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità
  • persone che si rechino per motivi di lavoro in aree geografiche ad alta endemia di HBV
  • addetti al soccorso e al trasporto di infortunati e infermi
  • personale di assistenza in centri di recupero per tossicodipendenti
  • personale di istituti che ospitano persone con disabilità fisiche e mentali
  • personale addetto alla lavorazione degli emoderivati
  • personale religioso che svolge attività nell'ambito dell'assistenza sanitaria
  • personale della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo di Polizia Penitenziaria (ex Corpo degli Agenti di Custodia), Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, Comandi Municipali dei Vigili Urbani, personale dell'Arma dei Carabinieri con funzioni di difesa del patrimonio agro-forestale (ex Corpo forestale dello Stato)
  • addetti alla raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti
  • tatuatori e body piercers
  • addetti al lavaggio di materiali potenzialmente infetti
  • addetti ai servizi cimiteriali e funebri
  • lavoratori incaricati della gestione dell'emergenza e del pronto soccorso aziendale.

Vaccinazione anti-influenzale

Ogni anno il Ministero predispone una Circolare, contenente indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza stagionale. Il documento, oltre a fornire informazioni sulla sorveglianza epidemiologica durante la stagione in corso, individua le categorie di persone, cui è raccomandata la vaccinazione.

Le categorie di lavoratori indicate nella Circolare annuale Prevenzione e controllo dell’influenza (vedi Vaccinazione contro l'influenza) sono:

  • medici e personale sanitario di assistenza
  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (ad es. Forze di polizia, Vigili del fuoco, personale militare e altre categorie socialmente utili)
  • personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

Vaccinazione anti-meningoencefalite da zecca

La vaccinazione anti-meningoencefalite da zecca (TBE) è raccomandata per soggetti professionalmente esposti, in particolare lavoratori in aree endemiche e in zone rurali e boschive (es. contadini, militari).

Vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia

In accordo con il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita, si raccomanda che la vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR) sia attiva e gratuita per tutti gli adulti non immuni anche per una sola delle tre malattie oggetto della vaccinazione. I soggetti adulti non immuni devono essere vaccinati in tutte le occasioni opportune. Per tutte queste patologie il ricordo di aver avuto la malattia non può essere considerato affidabile.

Al fine di ridurre il rischio di casi di rosolia in gravidanza e di rosolia congenita, deve essere proposta la vaccinazione a tutte le donne in età fertile che non hanno una documentazione di vaccinazione o di sierologia positiva per rosolia (procrastinando la possibilità di intraprendere una gravidanza per 1 mese).

La vaccinazione deve essere somministrata in due dosi distanziate di almeno 4 settimane. La vaccinazione può essere effettuata anche in caso di suscettibilità ad una soltanto delle 3 malattie prevenute dal vaccino MPR.

La vaccinazione con MPR degli operatori sanitari suscettibili è indispensabile sia per evitare il contagio dell’operatore stesso (basti rammentare la pericolosità del morbillo nell’adulto e della rosolia per le donne in età fertile), sia la possibile trasmissione di agenti infettivi ai pazienti, con possibili conseguenti epidemie nosocomiali.

In particolare, devono essere approntati specifici programmi per vaccinare:

  • tutte le donne suscettibili esposte ad elevato rischio professionale, in particolare le lavoratrici in asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado
  • tutti gli operatori sanitari suscettibili.

Vaccinazione anti-pertosse

I soggetti a stretto contatto con neonati e bambini sono a rischio di contrarre la pertosse, ma anche soprattutto di trasmettere questa infezione a bambini nella prima fase di vita (quindi non ancora immunizzati). In particolare, diversi studi hanno dimostrato come gli operatori sanitari siano ad alto rischio di contrarre la pertosse, e che la trasmissione all’interno di strutture sanitarie di questi patogeni ponga un rischio sostanziale di severe patologie nosocomiali, in particolare nei neonati e negli immunocompromessi. Pertanto, per la protezione del neonato è consigliabile un richiamo con il vaccino difterite-tetano-pertosse acellulare (dTPa) per:

  • gli operatori dei reparti coinvolti nell’assistenza al neonato
  • gli operatori degli asili nido
  • tutte le altre figure che accudiscono il neonato.

Vaccinazione anti-rabbia

La profilassi pre-esposizione è consigliata a tutti i lavoratori a continuo rischio di esposizione al virus della rabbia (ad esempio, personale di laboratorio che lavora a contatto con tale virus, veterinari, biologi, stabulari, operatori di canili, altri lavoratori a contatto con animali potenzialmente infetti).

Vaccinazione anti-tubercolare

Il DPR n. 465 del 7 novembre 2001  ha drasticamente limitato le indicazioni di uso della vaccinazione anti-tubercolare (BCG) ai soli operatori sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi di bacilli tubercolari multi-farmaco-resistenti, oppure che operino in ambienti ad alto rischio e non possano, in caso di cuticonversione, essere sottoposti a terapia preventiva, perché presentano controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.  

Inoltre, gli articoli 2, 17, 279 e 304 del D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81 abrogano implicitamente la previgente normativa in materia riportando come sia necessario un piano di valutazione del rischio per stabilire lanecessità della profilassi vaccinale. Rientrano nella categoria anche gli studenti di medicina e delle lauree sanitarie e gli specializzandi dell'area medico-chirurgica. Si lascia al documento di valutazione del rischio l’individuazione di altri soggetti, come coloro che prestano assistenza ai soggetti fragili, anche al di fuori delle strutture sanitarie.

Vaccinazione anti-varicella

La presenza di fasce di suscettibilità alla varicella tra gli adulti (età nella quale l’infezione può assumere caratteri di maggiore gravità) e l’evidenza scientifica dell’insorgenza di diverse epidemie nosocomiali, rende necessario proporre attivamente questa vaccinazione a:

  • persone suscettibili che lavorano in ambiente sanitario. Prioritariamente la vaccinazione dovrebbe essere eseguita dal personale sanitario che è a contatto con neonati, bambini, donne gravide o con persone immunodepresse;
  • operatori scolastici suscettibili (il ricordo anamnestico ha, per quanto riguarda la varicella, valori predittivi molto elevati) che sono a contatto con neonati e bambini  e operano nei seguenti ambienti: asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie.

La vaccinazione va effettuata in due dosi a distanza di almeno 28 giorni una dall’altra.

Per approfondire:



Data di pubblicazione: 23 giugno 2017 , ultimo aggiornamento 8 luglio 2019


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Vaccinazioni per età, categoria e condizione




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