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"Il fine di una moderna assistenza perinatale è quello di ottenere una mamma e un bambino in perfetta salute con il livello di cure più basso compatibile con la sicurezza" (OMS 1996). 

L’alto livello tecnologico raggiunto e, per contr,o la richiesta crescente di umanizzazione della nascita, rendono necessario il convergere di due esigenze: "umanizzazione" e "sicurezza"; uno degli strumenti indispensabili a tal fine risulta essere la continuità dell’assistenza.

In Italia:

  • l’assistenza alla gravidanza e al parto è generalmente buona
  • il rischio di natimortalità si è quasi dimezzato a partire dai primi anni ’80
  • la percentuale di donne assistite durante la gravidanza ha superato il 90%
  • la totalità dei parti è assistita da operatori sanitari
  • la percentuale di nati da parto pretermine e quella di nati di peso inferiore si è ridotta drasticamente.

Tuttavia la realtà italiana è anche caratterizzata dal forte ricorso all’assistenza privata (legata spesso all’inadeguatezza delle strutture pubbliche, in modo particolare al sud), dalla progressiva medicalizzazione dell’evento nascita, di cui l’eccessivo ricorso al taglio cesareo rappresenta la manifestazione più esasperata, dall’estrema parcellizzazione dei punti nascita, dalla mancanza di continuità nell’assistenza alla nascita e da grande variabilità territoriale non giustificabile in base alle differenti caratteristiche della popolazione e alla frequenza di eventi sanitari negativi.

Per migliorare questo sistema assistenziale, è stato sancito in conferenza unificata il 16 dicembre 2010 l’Accordo Stato-Regioni Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo, in cui si propone un Programma nazionale, articolato in 10 linee di azione, per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo.

Un Comitato Nazionale (istituito con DM 12 aprile 2011) e altrettanti Comitati Regionali stanno svolgendo azioni di coordinamento, impulso e verifica sull’implementazione dell’Accordo stesso.
Recenti linee guida nazionali sono state elaborate con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità, sia sulla gravidanza fisiologica, sia sul taglio cesareo.

La promozione della salute delle donne è un impegno e una responsabilità interistituzionale, che richiede una strategia di azioni intersettoriali.


Data di pubblicazione: 19 marzo 2008, ultimo aggiornamento 7 marzo 2016

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