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Nel mondo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la violenza contro le donne come “L’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione”.

Il fenomeno della violenza contro le donne comprende, quindi, tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, anche perpetrati all’interno di ambienti familiari e di rapporti di prossimità.

Secondo un rapporto pubblicato dall'OMS, la violenza contro le donne rappresenta “un problema di salute di proporzioni globali enormi”. Redatto in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e la South African Medical Research Council, il rapporto, dal titolo Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti (in lingua inglese), è il primo studio che analizza sistematicamente i dati sulla diffusione della violenza femminile a livello globale, inflitta sia da parte del proprio partner, sia da sconosciuti.
L’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo. Leggi la sintesi del rapporto

In Europa

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, redatta ad Istanbul l’11 maggio 2011 e ratificata dall’Italia il 27 giugno 2013, ribadisce la necessità di prevenire e contrastare il carattere diffuso della violenza domestica contro le donne che ne subiscono conseguenze a tutti i livelli: salute, comportamento, relazioni sociali, educazione, libertà di vivere la propria vita, autostima.
Questo fenomeno endemico riguarda tutti i Paesi europei ed è presente in tutte le categorie e classi sociali.

E’, quindi, necessario elaborare strategie di intervento collettivo a livello locale, per prevenire il fenomeno e dare assistenza alle vittime e avviare modelli di intervento per una presa in carico delle vittime di violenza, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche psicologico e legale, per una “cura della persona” nella sua globalità, che faccia emergere la consapevolezza del fenomeno della violenza domestica allo scopo di spezzare una catena e prevenire successivi episodi.
Dopo la violenza subita, infatti, molte donne non riescono a trovare energie sufficienti in sé stesse, e vanno alla ricerca di strategie per tenere lontano il dolore, come l’assunzione di alcool, droghe o psicofarmaci, con conseguenze devastanti sulla loro vita.

In Italia

Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento. Cerca i consultori nella tua regione.

Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il Pronto Soccorso.
E’ qui che le vittime di violenza, a volte inconsapevoli della loro condizione, si rivolgono per un primo intervento sanitario. Nello specifico, presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico e informazioni sotto il profilo giuridico, nel fondamentale rispetto della riservatezza.

Fondamentale è il riconoscimento del fenomeno violenza da parte degli operatori, che possono venire in contatto con le vittime di violenza e maltrattamento in qualsiasi ambito sociale e professionale e devono essere in grado di orientare la vittima sui servizi presenti sul territorio e conoscere e attivare la rete operativa territoriale.

Per approfondire consulta:


Data di pubblicazione: 10 marzo 2008, ultimo aggiornamento 14 marzo 2016

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