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La tutela e la promozione della salute delle donne sono considerate un importante investimento per il miglioramento dello stato di salute del Paese e i suoi indicatori rappresentano una misura della qualità, dell’efficacia ed equità del nostro sistema sanitario e rappresenta un obiettivo strategico generale.

Siamo tutti consapevoli, infatti, dell’importanza del ruolo delle donne all’interno della famiglia quali attori chiave per l’adozione di stili di vita corretti e salutari e del ruolo delle stesse nell’importante compito di prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie che colpiscono l’ambito familiare.

In linea con  i principi della politica europea Health 2020: the European policy for health and well-being, del 2030 Agenda for Sustainable Developmentdell’ONU e sulla WHO global strategy for women’s, children and adolescents’ health (2016-2030), la salute della donna non viene perseguita solo attraverso la promozione del benessere riproduttivo, l’assistenza nel percorso nascita e la salute della mamma con il suo bambino, ma con un approccio alla salute che riguarda tutta la vita.

L ’investimento sulla salute considerando l’approccio life-course e mirando all’empowerment delle persone è previsto anche nel Piano Nazionale Prevenzione e per quanto riguarda in particolare la salute della donna tale approccio è stato affrontato nella Conferenza Ministeriale La salute della donna un approccio life-course.

La salute della donna viene  quindi perseguita considerando anche anche, per esempio, i rischi collegati al periodo post-fertile, come quello osteoporotico e cardiovascolare, oltre alla prevenzione dei tumori e delle patologie a trasmissione sessuale.

Il rapporto del 2015 Beyond the mortality advantage investigatin women’s health in Europe dell’ufficio Regione Europeo dell’OMS, ha evidenziato che sebbene la salute delle donne nella regione europea dell’OMS sia generalmente migliore che altrove nel mondo, esistono ancora diseguaglianze di salute tra le donne sia all’interno che tra i paesi della regione europea.

L’aspettativa di vita delle donne è migliorata ed è superiore a quella degli uomini, tuttavia gli anni aggiuntivi non sono necessariamente anni in salute a causa delle disabilità, le donne sono ancora poco incluse nei clinical trials, da cui deriva una scarsa consapevolezza delle differenze di genere che a volte possono ad esempio far ritardare una diagnosi. La promozione e la salute delle donne necessita ancora dell’eliminazione di tutte le forme di discriminazione. E’ necessario inoltre fronteggiare la differenziale esposizione e vulnerabilità alla malattie, alla disabilità raccogliendo e analizzando dati disaggregati per sesso ed età, assicurando i servizi sanitari per tutta la vita, percorsi di diagnosi e cura definiti e orientati nel genere; formare e informare il personale sanitario a tutti i livelli sulle differenze di genere rilevanti per la sanità, favorire l’attività scientifica e di ricerca in un’ottica di genere.

Sono infine necessarie collaborazioni intersettoriali in quanto molti fattori determinanti per la salute esulano dall’ambito strettamente sanitario (ad esempio scuola, lavoro, sociale).


Data di pubblicazione: 7 marzo 2008, ultimo aggiornamento 7 marzo 2016

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